<?xml version='1.0' encoding='UTF-8'?><?xml-stylesheet href="http://www.blogger.com/styles/atom.css" type="text/css"?><feed xmlns='http://www.w3.org/2005/Atom' xmlns:openSearch='http://a9.com/-/spec/opensearchrss/1.0/' xmlns:georss='http://www.georss.org/georss' xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'><id>tag:blogger.com,1999:blog-1864449016613704386</id><updated>2012-01-23T00:02:50.851+01:00</updated><category term='centro'/><category term='manifesto'/><category term='socialismo'/><category term='Enrico Peyretti'/><category term='nord-est'/><category term='circoscrizione centro'/><category term='consumatori'/><category term='Gaetano Azzariti'/><category term='comunisti'/><category term='Diliberto'/><category term='Chiesa'/><category term='comitati Dossetti'/><category term='raniero'/><category term='Domenico Gallo'/><category term='referendum'/><category term='Giovanni Pecora'/><category term='possesso'/><category term='elezioni'/><category term='economia'/><category term='Umberto Allegretti'/><category term='rifondazione'/><category term='Comitati Dossetti per la Costituzione'/><category term='Ferrero'/><category term='Pecora'/><category term='Ida Dominjanni'/><category term='sinistra cristiana'/><category term='socialismo 2000'/><category term='prc'/><category term='Presbyteri'/><category term='anpi'/><category term='pdci'/><category term='Gianni Ferrara'/><category term='resistenza'/><category term='raniero la valle'/><category term='lavalle'/><category term='25 aprile'/><category term='Mario Dogliani'/><category term='Claudio De Fiores'/><category term='Loretta Napoleoni'/><category term='Luigi Ferrajoli'/><category term='europee'/><title type='text'>RANIERO LA VALLE</title><subtitle type='html'>A SINISTRA DA CRISTIANI</subtitle><link rel='http://schemas.google.com/g/2005#feed' type='application/atom+xml' href='http://www.ranierolavalle.it/feeds/posts/default'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1864449016613704386/posts/default?max-results=100'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://www.ranierolavalle.it/'/><link rel='hub' href='http://pubsubhubbub.appspot.com/'/><link rel='next' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1864449016613704386/posts/default?start-index=101&amp;max-results=100'/><author><name>red</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17132744523510058486</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><generator version='7.00' uri='http://www.blogger.com'>Blogger</generator><openSearch:totalResults>117</openSearch:totalResults><openSearch:startIndex>1</openSearch:startIndex><openSearch:itemsPerPage>100</openSearch:itemsPerPage><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1864449016613704386.post-8162768872919288097</id><published>2012-01-23T00:02:00.000+01:00</published><updated>2012-01-23T00:02:50.860+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='raniero'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='comitati Dossetti'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='lavalle'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Comitati Dossetti per la Costituzione'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='raniero la valle'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Giovanni Pecora'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Chiesa'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='sinistra cristiana'/><title type='text'>La fede, ma come?</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;di Raniero La Valle&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://stliq.com/c/l/7/74/16850646_motu-proprio-con-cui-si-indice-anno-della-fede-0.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="222" src="http://stliq.com/c/l/7/74/16850646_motu-proprio-con-cui-si-indice-anno-della-fede-0.jpg" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;“Il Figlio dell’uomo, quando verrà, troverà fede sulla terra?”, è la domanda posta da Gesù agli apostoli. A giudicare dalla scarsa o nulla attenzione che viene prestata alla salvaguardia del creato, la cosa potrebbe non essere troppo lontana, e per non fargli trovare brutte sorprese la Chiesa cattolica ha indetto un “anno della fede” in coincidenza con i cinquant’anni dal Concilio.&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;In effetti la fede e le Chiese attraversano una crisi di cui si parla poco perché non se ne occupano le agenzie di rating, ma non è meno grave di quella che, sotto altri profili, imperversa in tutta la società. Per quanto riguarda l’abbandono della fede da parte delle giovani generazioni in Italia, ne abbiamo parlato nell’articolo precedente.&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Perciò viene bene il richiamo al Concilio, per una rinnovata e straordinaria azione pastorale. Ma nell’indicare come fare, il cardinale Levada, prefetto della Congregazione dottrinale, mette avanti due risorse: una appunto, come di rito, è il Concilio, l’altra è il “Catechismo della Chiesa cattolica” e addirittura il suo “Compendio”, nel&lt;/div&gt;&lt;a name='more'&gt;&lt;/a&gt; presupposto che siano la stessa cosa, l’una speculare e traduzione dell’altra. Senonché se i contenuti sono gli stessi (e tuttavia non coincidenti, perché non tutte le enunciazioni di una fonte si trovano nell’altra), le metodologie di trasmissione della fede sono profondamente diverse: una è una metodologia narrativa, una “storia” di salvezza, che viene dal principio e continua tuttora, l’altra è una metodologia deduttiva, dottrinale, didattica. Giovanni XXIII convocò il Concilio perché capì in anticipo che con quest’ultima metodologia la fede non sarebbe stata più trasmissibile nel mondo moderno, occorreva un nuovo linguaggio; e mentre tutte le altre “narrazioni” mondane sfiorivano e cadevano dai cuori, il Concilio ripropose la narrazione cristiana con una forza di novità e di persuasione che lasciò tutto il mondo a bocca aperta. Rimettere ora in serie Concilio e Catechismo, perché ognuno scelga come crede, è come rimettere in serie la Messa in latino di san Pio V e la Messa decrittata della liturgia postconciliare, perché ognuno scelga quella che gli aggrada; ma in tal modo la guida pastorale si perde, e il Concilio è come se non ci fosse stato. Se invece si fa appello al Concilio per ridare corso alla fede, occorre riprendere quella grande narrazione.&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Inoltre, a interrogare il Concilio, si scoprirebbe che la Chiesa non è quella che appare nei giornali, ma è essenzialmente eucarestia, è coestensiva all’eucarestia; non che non ci sia altro al di là di questa, ma il Concilio dice che la liturgia è la fonte e il culmine di tutto ciò che la Chiesa fa prima e di tutto ciò che attua dopo la celebrazione del mistero pasquale. &amp;nbsp;Dunque senza eucarestia non c’è Chiesa e la fede non vive.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Eppure in crescente misura le eucarestie non si possono celebrare perché non ci sono preti, e saranno sempre meno i preti celibatari che realizzino il modello sublime di prete riproposto anche dal Concilio. Né è possibile pensare oggi a un sacerdozio sposato nella Chiesa latina; la questione è chiusa, hanno risposto i vescovi ai cristiani di base, come quelli austriaci, che lo chiedevano; e un gesuita francese, Joseph Moingt, ha riferito di un papa, precedente a quello regnante, che avrebbe detto: “So bene che dopo di me bisognerà ordinare degli uomini sposati, ma finché io vivrò manterrò la consegna”: e ci sarà sempre un papa a Roma che “manterrà la consegna”. D’altronde preti esemplari, fedeli al carisma del celibato, di grande statura, saranno sempre necessari alla Chiesa soprattutto per il ministero della riconciliazione, oggi caduto in disuso; ed è bene che non venga meno la confessione perché, come diceva Lutero, è importante che ci sia un’altra persona che annuncia al peccatore il perdono di Dio, come un fatto oggettivo, contro i ripiegamenti soggettivistici nel senso di colpa del “cuore incurvato in se stesso”.&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Per quanto però riguarda l’eucarestia sguarnita di preti, si potrebbe pensare a una diversa ripartizione di compiti tra i ministri ordinati dal vescovo, sacerdoti e diaconi. Come negli “Atti” gli apostoli decisero di dedicarsi soprattutto alla predicazione e alla preghiera, attribuendo ai diaconi il “servizio delle mense” (che nelle prime comunità non erano distinte dalla cena eucaristica), così potrebbero oggi i diaconi moltiplicarsi per provvedere al “servizio delle mense” dell’eucarestia, in nome e per mandato del vescovo.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Il Concilio ha ripristinato il diaconato permanente, ammettendo diaconi sposati, ma non che i diaconi si sposino. A legislazione e disciplina vigente si potrebbero perciò ordinare diaconi sia uomini sposati, sia uomini che non intendano sposarsi, sia uomini che vogliano abbracciare ambedue le vocazioni, celebrando il matrimonio prima dell’ordinazione. E attraverso i diaconi, sposati e no, si potrebbe stabilire un nuovo dinamismo ecclesiale, e una circolarità tra laicato e clero, tra vita religiosa e vita comune, tra famiglie e comunità; e l’eucarestia potrebbe avere dovunque i suoi ministri, la Chiesa esistere e la fede essere annunziata.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; Raniero La Valle&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1864449016613704386-8162768872919288097?l=www.ranierolavalle.it' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://www.ranierolavalle.it/feeds/8162768872919288097/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.ranierolavalle.it/2012/01/la-fede-ma-come.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1864449016613704386/posts/default/8162768872919288097'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1864449016613704386/posts/default/8162768872919288097'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://www.ranierolavalle.it/2012/01/la-fede-ma-come.html' title='La fede, ma come?'/><author><name>red</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17132744523510058486</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1864449016613704386.post-5423232211990902589</id><published>2012-01-09T12:44:00.000+01:00</published><updated>2012-01-09T12:44:06.194+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='comitati Dossetti'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Comitati Dossetti per la Costituzione'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='raniero la valle'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Giovanni Pecora'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='sinistra cristiana'/><title type='text'>La Chiesa inerte</title><content type='html'>di Raniero La Valle &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://lnx.leg-roma.org/wp-3_2_1/wp-content/uploads/thumb-cache/b7619eefbcdff1800fb49951fde24c6e-e835fd022e50c02338bcf66ebed9e666-200x149-75-nocrop.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; cssfloat: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" rea="true" src="http://lnx.leg-roma.org/wp-3_2_1/wp-content/uploads/thumb-cache/b7619eefbcdff1800fb49951fde24c6e-e835fd022e50c02338bcf66ebed9e666-200x149-75-nocrop.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;È questo il primo articolo che scrivo quest’anno e mi pare di non poter cominciare il 2012 senza un grido d’allarme sullo stato della fede e della Chiesa.&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Quest’anno, l’11 ottobre, cade il cinquantesimo anniversario dell’inizio del Concilio e del discorso inaugurale di Giovanni XXIII che annunciava gioia alla Chiesa (“Gaudet mater Ecclesia”) e un “balzo innanzi” nella fede, contro i malauguri dei profeti di sventura; a partire da questo anniversario, comincerà poi, indetto da Benedetto XVI, l’ “anno della fede”. &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Tuttavia né la Chiesa cattolica appare in buona salute, né la fede appare rigogliosa. La Chiesa in Italia, liberata dal discredito che le veniva dalla contiguità con Berlusconi, non ha avuto un guizzo di vitalità, e giace inerte dinnanzi alla crisi tremenda che attraversa il Paese e scuote l’Occidente: né sa interpretarla, né sa dire parole di rinascita e di guida; l’unica cosa che si vede è una certa agitazione intorno a improbabili ritorni al potere di qualche élite cattolica obbediente.&lt;/div&gt;&lt;a name='more'&gt;&lt;/a&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Più grave è la condizione della fede. Le chiese restano vuote, anche quando i “meetings” religiosi fanno il pieno. I dati riportati più avanti nell’articolo di Giannino Piana danno conto di questa crisi della religione in Italia, mentre un’inchiesta pubblicata nell’ultimo “Annale” della rivista Il Regno mette soprattutto in rilievo la questione giovanile: sia per la frequenza alla Messa e ai sacramenti, sia per la preghiera personale, sia nel dichiararsi credente c’è uno scarto generazionale imponente tra i nati prima del 1945 e le giovani generazioni venute al mondo dopo il 1981, una diminuzione che giunge fino a 31 punti percentuali. “Il calo più netto in tutti gli aspetti del rapporto con la religione – sottolinea l’inchiesta – riguarda proprio i giovanissimi. Sembra veramente di osservare un altro mondo”. C’è nei nostri figli – osserva la rivista dei dehoniani – un grado di “analfabetismo religioso molto alto”, sicché è una facile previsione che “quando i figli della generazione degli anni Settanta saranno padri”, il processo di secolarizzazione (nel senso specifico di estraneità alla fede) subirà un’ulteriore accelerazione. &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Del resto questa crisi del cattolicesimo non è solo dell’Italia. In un testo del teologo della liberazione José Comblin, che è stato ora pubblicato postumo da Adista, si descrive una crisi che ha una portata universale. In America Latina i contadini poveri, che fino a ieri stavano con la Chiesa, ora vanno con gli evangelici; milioni di adolescenti stanno perdendo la fede; i giovani, compresi i nuovi sacerdoti, non sanno cosa fu il Concilio, che non riveste per loro nessun interesse. &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;In questa situazione ha poco senso chiedersi se viviamo in una società cristiana, e ancor meno se cristiane siano le sue radici; più necessario è chiedersi se ancora ci saranno cristiani. &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Sulla qualità cristiana della nostra società è bene del resto che la Chiesa sospenda il giudizio, perché spesso esso è stato sbagliato, come sono state sbagliate le corrispondenti apologie e condanne: è stata ritenuta cristiana “la Santa Romana Repubblica” medioevale (soprattutto grazie a Costantino) e forse era una fama usurpata, è stata dannata come non cristiana la società dell’illuminismo e delle libertà moderne, e forse cristiana cominciava ad esserlo, sicché anche oggi è bene astenersi da giudizi sommari e scomuniche. Certo molto cristiana non deve essere una società che al potere non ha più nemmeno Cesare, ma il Denaro il quale, se ha le chiavi del regno, è proprio l’Antagonista del regno di Dio; il denaro ci può stare nel regno, ma come colui che serve, per esempio per pagare la giusta mercede, non come quello che governa, perché allora è Mammona. E tanto meno è cristiana una società che butta a mare gli stranieri e fa loro pagare la tassa sulla povertà. Però può anche darsi che avesse ragione papa Giovanni quando vedeva sorgere un “nuovo ordine di rapporti umani”, anche se a nostra insaputa e al di là delle nostre stesse aspettative. &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Più vitale è piuttosto la domanda se ancora ci saranno discepoli del Regno, e come potranno esserlo, e come potranno portare essi stessi un annuncio di fede. Questo dovrebbe essere l’assillo e la passione delle Chiese, se non vogliono ridursi a reperti sociologici e finire nell’irrilevanza. &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;E allora, che fare? Senza ipotizzare difficili e mirabili riforme, ci sono molte cose nuove che si possono fare a dottrina vigente e a legislazione ecclesiastica vigente, per offrire nuove strade alla fede e nuova linfa alla Chiesa. E non c’è nemmeno da inventare niente: è già tutto scritto nei testi del Concilio. Cinquant’anni dovrebbero ormai bastare alla loro quarantena, quindi possono essere risvegliati dall’anestesia. Qualcosa in proposito cercheremo di dirla nella prossima occasione. &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1864449016613704386-5423232211990902589?l=www.ranierolavalle.it' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://www.ranierolavalle.it/feeds/5423232211990902589/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.ranierolavalle.it/2012/01/la-chiesa-inerte.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1864449016613704386/posts/default/5423232211990902589'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1864449016613704386/posts/default/5423232211990902589'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://www.ranierolavalle.it/2012/01/la-chiesa-inerte.html' title='La Chiesa inerte'/><author><name>red</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17132744523510058486</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1864449016613704386.post-1684810199010025592</id><published>2011-12-06T20:02:00.001+01:00</published><updated>2011-12-06T20:03:18.658+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='raniero'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='comitati Dossetti'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='lavalle'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Comitati Dossetti per la Costituzione'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='raniero la valle'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Giovanni Pecora'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Chiesa'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='sinistra cristiana'/><title type='text'>E ora, la democrazia</title><content type='html'>&lt;div&gt;&lt;div data-mce-style="text-align: justify;" style="text-align: justify;"&gt;di Raniero La Valle&lt;/div&gt;&lt;div data-mce-style="text-align: justify;" style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://www.24emilia.com/immagini/Radiovasca/dossetti_giuseppe_senior_big.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="193" src="http://www.24emilia.com/immagini/Radiovasca/dossetti_giuseppe_senior_big.jpg" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div data-mce-style="text-align: justify;" dir="ltr" style="text-align: justify;"&gt;Il  15 aprile 1994 Giuseppe Dossetti, di cui il 15 dicembre scorso abbiamo  celebrato i quindici anni dalla morte, dall’ospedale dove era ricoverato  a Bazzano scriveva al sindaco di Bologna una lettera per denunciare i  pericoli a cui, con l’avvento della destra al potere, era &amp;nbsp;esposta la  Costituzione repubblicana.&lt;/div&gt;&lt;div data-mce-style="text-align: justify;" dir="ltr" style="text-align: justify;"&gt;Prima di ogni altro Dossetti, che era stato  un costituente sia nello Stato che nella Chiesa (a Montecitorio e al  Concilio), aveva capito il senso globalmente eversivo del governo  berlusconiano, che era allora appena agli inizi e aveva già detto di  voler cambiare la Carta. Perciò il santo monaco&lt;/div&gt;&lt;a name='more'&gt;&lt;/a&gt;auspicava &amp;nbsp;“la sollecita  promozione, a tutti i livelli, dalle minime frazioni alle città, di  comitati impegnati e organicamente collegati, per una difesa dei valori  fondamentali espressi dalla nostra Costituzione”: non solo per  “riconfermare ideali e dottrine”, ma anche per “impedire a una  maggioranza che non ha ricevuto alcun mandato al riguardo, di mutare la  nostra Costituzione: si arrogherebbe un compito che solo una nuova  Assemblea Costituente, programmaticamente eletta per questo, e a sistema  &lt;img alt="" class="mceWPmore mceItemNoResize" data-mce-src="http://comitatidossetti.wordpress.com/wp-includes/js/tinymce/plugins/wordpress/img/trans.gif" src="http://comitatidossetti.wordpress.com/wp-includes/js/tinymce/plugins/wordpress/img/trans.gif" title="More..." /&gt;proporzionale,  potrebbe assolvere come veramente rappresentativa di tutto il nostro  popolo. Altrimenti sarebbe un autentico colpo di stato”.&lt;br /&gt;&lt;div data-mce-style="text-align: justify;" dir="ltr" style="text-align: justify;"&gt;Ora  Berlusconi è caduto, “le più belle dimissioni degli ultimi 150 anni”,  come ha detto Benigni, e la Costituzione è ancora là. Dunque, si  potrebbe dire, Dossetti ha vinto, e il popolo è salvo. Tuttavia i guasti  prodotti da questa lunga fase di governi neo-liberali che si sono  succeduti al potere sia in Europa che in America dopo la fine del muro  di Berlino, hanno prodotto nel sistema effetti di lungo periodo che  richiedono una ricostruzione altrettanto difficile quanto urgente.  Sopravvissute le Costituzioni, è la democrazia che è precipitata.&lt;/div&gt;&lt;div data-mce-style="text-align: justify;" dir="ltr" style="text-align: justify;"&gt;Il  dato che è sotto gli occhi di tutti è questo: a guidare la danza sono i  mercati, le borse, il denaro e i surrogati del denaro, le banche, le  agenzie di rating, le insostituibili competenze dei “tecnici”, la  diarchia di fatto che si prende in Europa un potere che nessuno le ha  dato, l’economia finanziaria ignara dell’economia reale, e non i popoli,  non parlamenti ridotti a belletto del potere, non la politica, di cui  infatti è diventata opinione comune che si debbano abbattere gli inutili  costi. E tutto questo viene presentato come legge di natura: non c’è  niente da fare, è così, nessuno lo ha voluto e nessuno lo può disvolere.  Non è vero: è stato voluto e ora grazie al &amp;nbsp;mordere della crisi si  vuole portare definitivamente a casa la vittoria del liberismo  economico, della sregolatezza massima e dello Stato minimo,  dell’interdizione alla politica, “alla Repubblica”, come dice la  Costituzione, a occuparsi degli “ostacoli di ordine economico e sociale”  che limitano “di fatto” la libertà e l’eguaglianza dei cittadini; cioè  si vuole chiudere una volta per tutte la partita, durata oltre un  secolo, tra un’economia che si pretende anarchica ed ogni sua possibile  correzione e regola. E questa vittoria arriva ora anche in Costituzione;  già hanno cambiato l’art. 81 (il pareggio del bilancio), con un  linguaggio peraltro contorto e bruttissimo, che anche in ciò fa a pugni  con la limpida e a tutti comprensibile Costituzione del 48.&lt;/div&gt;&lt;div data-mce-style="text-align: justify;" dir="ltr" style="text-align: justify;"&gt;E  allora si capisce che i ministri piangono: perché hanno cuore (e in  questo la differenza di dignità e di stile con il precedente governo è  abissale): ma questo pianto è anche una confessione di impotenza, e  dovrebbe quindi suonare come un segnale di riscossa.&lt;/div&gt;&lt;div data-mce-style="text-align: justify;" dir="ltr" style="text-align: justify;"&gt;E  allora occorre porre mano a un restauro della democrazia nei due ordini  in cui oggi essa è negata: nell’ordine interno, restituendo la  centralità al Parlamento, una vera rappresentanza ai cittadini, non solo  come singoli, ma anche nelle formazioni sociali e politiche in cui si  esprime il loro pluralismo, facendo della legge elettorale una legge di  verità, e non di investitura di poteri minoritari e illegittimi,  ricucendo le due Italie, di sopra e di sotto, di destra e di sinistra,  in un’Italia sola. E nell’ordine europeo bisogna portare la democrazia  là dove si esercita il potere.&lt;/div&gt;&lt;div data-mce-style="text-align: justify;" dir="ltr" style="text-align: justify;"&gt;L’Europa  è mancata nel momento in cui alle generose, magnanime intenzioni  iniziali dei Padri fondatori, non ha fatto seguito la costruzione di una  vera unità politica. All’Atto unico europeo, a Maastricht, a Lisbona, è  bastato trasformare una forma economica, opinabile e datata, in regime  politico cogente e normativo per tutti: una ideologia economica fatta  ordinamento, che batte moneta. Questo regime non ha i limiti e i  controlli che i poteri statali avevano nella democrazia di ciascun  Paese. Il potere se n’è andato, è stato il primo migrante della nuova  Europa; ma la democrazia degli Stati non l’ha seguito. Lì il potere, qua  la democrazia, ormai più involucro che sostanza. Occorre portare la  democrazia lì dove oggi è il potere; una democrazia europea, una unità  non delle politiche europee, ma una unità politica europea, nel tempo e  nel regno, questo sì sovrano, della democrazia. Questa dovrebbe essere  la nuova bandiera. Di tutti, ma almeno di una sinistra che non sa più  che cosa essere.&lt;/div&gt;&lt;div data-mce-style="text-align: justify;" dir="ltr" style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div data-mce-style="text-align: right;" dir="ltr" style="text-align: right;"&gt;Raniero La Valle&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;span class="fullpost"&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1864449016613704386-1684810199010025592?l=www.ranierolavalle.it' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://www.ranierolavalle.it/feeds/1684810199010025592/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.ranierolavalle.it/2011/12/di-raniero-la-valle-il-15-aprile-1994.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1864449016613704386/posts/default/1684810199010025592'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1864449016613704386/posts/default/1684810199010025592'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://www.ranierolavalle.it/2011/12/di-raniero-la-valle-il-15-aprile-1994.html' title='E ora, la democrazia'/><author><name>red</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17132744523510058486</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1864449016613704386.post-2664812657654570335</id><published>2011-11-27T17:33:00.003+01:00</published><updated>2011-12-06T20:04:25.585+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Enrico Peyretti'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Mario Dogliani'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Domenico Gallo'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Umberto Allegretti'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Comitati Dossetti per la Costituzione'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Luigi Ferrajoli'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='raniero la valle'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Giovanni Pecora'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='sinistra cristiana'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Gaetano Azzariti'/><title type='text'>APPELLO CONTRO IL CULTO DELLA PERSONALITA’ NEI SIMBOLI ELETTORALI</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;i&gt;Comitati Dossetti per la Costituzione&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;i&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="color: #990000;"&gt;APPELLO CONTRO IL CULTO DELLA PERSONALITA’ NEI SIMBOLI ELETTORALI&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;style type="text/css"&gt;#toc, .toc, .mw-warning { border: 1px solid rgb(170, 170, 170); 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      &lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;div class="rientro_corpo_del_testo" dir="ltr" style="text-align: justify; text-indent: 0.4924in;"&gt;&lt;span lang="it-IT" style="font-size: 11pt;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;div&gt;&lt;span lang="it-IT"&gt;I Comitati Dossetti per la Costituzione si rallegrano per la successione di governo da Berlusconi a Monti, che chiude un periodo in cui la Costituzione repubblicana è stata esposta a un rischio mortale, quale Giuseppe Dossetti aveva denunciato fin dal suo insorgere nel 1994, e propongono alla firma il seguente &amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div dir="ltr" style="text-align: left; text-indent: 0.4924in;"&gt;&lt;span lang="it-IT"&gt; &amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&lt;span style="font-size: x-large;"&gt;&lt;b&gt;APPELLO&amp;nbsp;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div dir="ltr" style="text-align: left; text-indent: 0.4924in;"&gt;&lt;span lang="it-IT"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span lang="it-IT"&gt;Per mettere al riparo il sistema democratico dai mali contratti in questi anni e soggetti ad aggravarsi al di là della stessa persona del premier sconfitto, noi chiediamo che nella prossima riforma della legge elettorale, oltre al ripristino della scelta dei rappresentanti da parte dei cittadini e a una riforma equilibratrice dell’esorbitante premio di maggioranza previsto per la Camera, venga incluso il divieto di contrassegni di lista recanti un nome di persona. L’esperienza ha dimostrato come abbia alterato la qualità della vita democratica la personalizzazione della lotta per la guida politica del Paese, basata sul pregiudizio ideologico secondo cui il capo politico incorporerebbe in sé tutto il popolo, quando invece &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;a name='more'&gt;&lt;/a&gt;&lt;span lang="it-IT"&gt;questo nella varietà dei suoi interessi e dei suoi ideali è pienamente rappresentato solo dal Parlamento. La mancanza di un nome nel simbolo non significa sottrarre al popolo la scelta del governante migliore possibile, ma significa che il governo della legge e non il governo degli uomini d’eccezione è il connotato della democrazia. Resta infatti la verità del detto attribuito a Socrate da Platone nella “Repubblica”, e ricordato da Kelsen a suffragio della tesi che “la democrazia è un regime senza capi”: alla domanda su come in uno Stato ideale dovrebbe essere accolto un uomo dotato di qualità superiori, un “genio”, il filosofo greco rispondeva: “Noi l’onoreremmo come un essere degno di adorazione, meraviglioso ed amabile, ma dopo avergli fatto notare che non c’è uomo di tal genere nel nostro Stato e che non deve esserci, untogli il capo e incoronatolo, lo scorteremmo fino alla frontiera”. &lt;/span&gt;    &lt;/div&gt;&lt;div dir="ltr" style="text-align: justify; text-indent: 0.4924in;"&gt;&lt;span lang="it-IT"&gt;La rinunzia al proprio nome nel contrassegno di lista rappresenterebbe per i leaders politici quel “passo indietro” che per il ripristino della pienezza democratica, come si è ritenuto, era richiesto non solo a Berlusconi, e sarebbe una convalida degli art. 49 e 67 della Costituzione secondo i quali a tutti i cittadini tocca concorrere a determinare la politica nazionale e i parlamentari non sono gravati da vincolo di mandato; il continuo richiamo a un’investitura popolare del capo ha infatti determinato nel senso comune la convinzione che i membri del Parlamento dipendano da un mandato imperativo dato dall’alto, al punto che sono stati accusati di tradimento quei membri della maggioranza che hanno fatto venir meno, come è del tutto legittimo, il loro voto al governo, e che sia stato bollato come “golpe” qualunque tentativo del Parlamento di stabilire una diversa guida richiesta dal Paese. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div dir="ltr" style="text-align: justify; text-indent: 0.4924in;"&gt;&lt;span lang="it-IT"&gt;I firmatari e le firmatarie di questo appello ricordano inoltre la natura politica e non tecnica del risanamento necessario delle finanze pubbliche, che dovrà avvenire salvaguardando i soggetti più deboli, con prestazioni patrimoniali non imposte se non in base alla legge, con criteri di progressività, senza distorsioni elettoralistiche, promuovendo l’occupazione e mirando a un incremento a beneficio di tutti delle ricchezze del Paese, a norma degli art. 23, 35, 37, 41, 53 e 75 della Costituzione.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div dir="ltr" style="text-align: justify; text-indent: 0.4924in;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="corpo_del_testo" dir="ltr" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span lang="it-IT"&gt;Raniero La Valle, prof. Luigi Ferrajoli, prof. Mario Dogliani, Domenico Gallo, prof. Umberto Allegretti, prof. Gaetano Azzariti, prof. Lorenza Carlassare, prof. Alfonso Di Giovine, prof. Alessandro Pizzorusso, prof. Sergio Bartole, prof. Francesco Zanchini, Carla Ravaioli, Alessandro Baldini, Francesco Di Matteo, Maurizio Serofilli, Francesco Domenico Capizzi, Giancarla Codrignani, Giuseppe Campione, Enrico Peyretti, prof. Adriano Prosperi, prof. Nicola Tranfaglia, Ettore Masina, Nanni Russo, Patrizia Cecconi, Walter Vitali, Claudio Nunziata, Antonio Alibrandi, Riccardo Lenzi, Nino Lisi, Marco Leonardi, Francesco De Notaris, Marco Cicerone, Giovanni Sarubbi, direttore del “Dialogo”, Pier Luigi Trigila, Gian Carlo Poddine, Carmen Plebani, Nandino Capovilla, Augusto Cacopardo, Silvio D’Amico, Paolo Bertezzolo, Michelangelo Chiurchiù, Luciano Corradini, Gianni Macchioni, Rudi Ghedini, Roberto Torelli, Alessandra Li Destri, Caterina Li Destri, Maria Grazia Niutta, Alessandro Parola, Ettore Cirillo, Alberto Albertini, Roberto Caranzano, Maria Teresa Vallefuoco, Redazione di “Lucidamente”, Alida Chiavenuto, Franco A. Grassini, Renato Pucci, Marco Jacoviello, Anna Iannucci, prof. Giovanni Bianco, Giuseppe Maria La Barba, Biagio Ricceri, Paolo Bertagnolli, Nara Zanoli, Giuseppe Ruggieri, Fabrizio Truini, Angelo Cifatte, Umberto Andalini, Maria Paola Zunino, Giacoma Cannizzo, Pierluigi Sorti, Angelo Bertani, Maria Serena Bertani Marini, Marianella Pirzio Biroli Sclavi, Cristiano Zironi, Alessandra Visani, Luca Alessandrini (Istituto Parri Emilia Romagna) Pier Giorgio Maiardi, Daniele Curina, Giuseppe Licandro, Francesco Porta, Maria Giulia Battelli, Aldo Bacchiocchi, Bice Foà Chiaromonte, Sandra Zampa, Gianluigi Meandri, Donato Barbone, Silvia Iolli, Ivano Ronchetti, Otello Ciavatti, Fausta Garavini, Giorgio Tassinari, Alfonso Sabin, Andrea Di Meo, Pasquale Colella (”Il Tetto”), Giovanni Tarantino, Giorgio Baiocchi, Roberto Olivero Del Castillo, Domenico Bilotti, Sergio Acquilino, Massimo Falchi, Lauro G. Magnani, Fausta Deshormes, Mauro Bortolani, Antonia Sani, Piero Racca, Gabriele Sorrenti, Roberto Amoretti, Luciano Laverda, Roberto Tumminello, Paolo Venco, Giorgio Sacchetto, Giancarlo Bussola, Roberto Prossomariti, Franco Zunino, prof. Giampaolo Guaraldi, Telemaco Portoghesi Tuzi, Saverio Luzzi, Alberto Quarantotto, Filippo Senatore, Michele Debegnach, Antonio Cormano, Giosuè Cuccurazzo, Franca Zanelli Quarantini, Osita Bordi, Dario Narini, Fr. Fabrizio Zaccarini, Marco Bertani, Aldo Rotolo, Maria Longo, Dmitrij Palagi, Gianni Guasto, Luisa Marchini, Luigi Pizzato, Bartolo Anglani, Carminella Biondi, Raffaello Zini, Adriana Merenda, Gerardo D’Errico, Giovanni Vecchi, Franco Barbuto, Marco Marini, Mario Cocco, Patrizia Angelotti, Pietro Pertici (Tavola della pace e della cooperazione), Nino Raviotta, Armando Gualandrini, Stefano Colonna, Sergio Ruggieri, Marina Marini, Edoardo Corrieri, Maria Bonaria, Lucia Pigliaru, Francesca Pigliaru, &amp;nbsp;Margherita Soma, &amp;nbsp;Francesco Baicchi, Maurizio Michelini, Elio Tavilla, Pasquale De Sole, Antonio Mammi, Mario Dabbicco, Alessandra Falchi, Bruno Giangiacomo, Guido Frosina, Vincenzo Zacchiroli, Francesco Nicotra, Federico Vignale, Sandro De Santis, Rocco Artifoni, Paolina Dolci, Pier Domenico Ciullini, Antonio Sabattella, Paolo Staffiere, Saverio Aversa, Francesco Carchedi, Vladimiro Severini, prof. Silvia &amp;nbsp;Buzzelli, Giorgio Giordani, Antonio Caputo (Movimento d’Azione Giustizia e Libertà), Giuseppe Delfrate, Adele Repola, Teresa Benedini, Raffaele De Francesco, Umberto Romagnoli, Nuccio Lodato, Gianni Tugnoli, Luigi De Rosa, Giuseppe Orizio, sindaco di Castegnato (BS), Sergio Fogagnolo, Antonio Luvaro, Katia Zanotti, Maria Ricciardi Giannoni, Liberacittadinanza, Salvatore Petrucci, Elena Cianci, Salvatore Nocera, Paolo Cavalieri, Carmelo Giuseppe Nucera, Ubaldo Stendarolo, Dino Biggio, Maria Chiara Cabras, Giambattista Tirelli, Sonia Migliano, Maria Grazia Campari, Rosanna Cavazzini, Gianni Marchesini, Fabio Osti,Enzo Bellettato, Lino Pietro Callegarin (Viva la Costituzione),Laura Barbieri, Alberto Aquilini, Augusto &amp;nbsp;Carli, Daniele Mai, Margherita Zaccagnini, Mario Porcu, Gianni Malavolti, Filippo Manini, Arturo Ghinelli, Domenico Campana, Chiara Curci, Enrica Bedini, Davide Piantoni, Luisa Acerbi, Francesca Milone, Giorgio Casadio, Antonio Rillosi, Gianfranco Monaca, Paolo Farinella, Adriano Tosi, Alberto Brambilla, Giorgio Guidetti, Alberto Valenti, Antonino Conti Niboli, Stefania Friggeri, Ettore Borghi, Carmelo Labate, Loredana Mozzilli, Bruno Fini, prof. Matteo Cosulich, Lucia Piacentini, prof. Maurizio Ponz de Leon, Rosangela Pancheri, Marco Gigli, Rita Gamberini, Ottavia Gagliastro, Raffaello Saffioti, Lorenzo Madau, Renato Crottogini, Antonio G. Russodivito, Italo Antonangeli, Bernardino Gasparri, Domenico Tubito, Piercarlo Bonalumi, Rosellina Scarcella, Matteo Viviano, Giuseppe Natale, Francesco Grespan, Antonino Conti Nibali...&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="corpo_del_testo" dir="ltr" style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="corpo_del_testo" dir="ltr" style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;table border="1" cellpadding="0" style="border-collapse: collapse; border-style: solid; border: 0.80pt; empty-cells: show; table-layout: fixed; width: 100%;"&gt;&lt;colgroup&gt;      &lt;col&gt;&lt;/col&gt;      &lt;col&gt;&lt;/col&gt;      &lt;col&gt;&lt;/col&gt;     &lt;/colgroup&gt;     &lt;tbody style="border: inherit;"&gt;&lt;tr style="border: inherit;"&gt;       &lt;td style="background-color: white; border: 0.00pt solid #000000; color: black; padding: 0.00pt 2.16pt;"&gt;&lt;/td&gt;       &lt;td style="background-color: white; border: 0.00pt solid #000000; color: black; padding: 0.00pt 2.16pt;"&gt;&lt;/td&gt; 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      &lt;td style="background-color: white; border: 0.00pt solid #000000; color: black; padding: 0.00pt 2.16pt;"&gt;&lt;/td&gt;       &lt;td style="background-color: white; border: 0.00pt solid #000000; color: black; padding: 0.00pt 2.16pt;"&gt;&lt;div dir="ltr" style="text-align: left;"&gt;&lt;span lang="it-IT"&gt;Parma&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/td&gt;      &lt;/tr&gt;&lt;tr style="border: inherit;"&gt;       &lt;td style="background-color: white; border: 0.00pt solid #000000; color: black; padding: 0.00pt 2.16pt;"&gt;&lt;div dir="ltr" style="text-align: left;"&gt;&lt;span lang="it-IT"&gt;Massimo Pelizza&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/td&gt;       &lt;td style="background-color: white; border: 0.00pt solid #000000; color: black; padding: 0.00pt 2.16pt;"&gt;&lt;/td&gt;       &lt;td style="background-color: white; border: 0.00pt solid #000000; color: black; padding: 0.00pt 2.16pt;"&gt;&lt;div dir="ltr" style="text-align: left;"&gt;&lt;span lang="it-IT"&gt;Parma&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/td&gt;      &lt;/tr&gt;&lt;tr style="border: inherit;"&gt;       &lt;td style="background-color: white; border: 0.00pt solid #000000; color: black; padding: 0.00pt 2.16pt;"&gt;&lt;div dir="ltr" style="text-align: left;"&gt;&lt;span lang="it-IT"&gt;Francesco Santangelo&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/td&gt;       &lt;td style="background-color: white; border: 0.00pt solid #000000; color: black; padding: 0.00pt 2.16pt;"&gt;&lt;/td&gt;       &lt;td style="background-color: white; border: 0.00pt solid #000000; color: black; padding: 0.00pt 2.16pt;"&gt;&lt;div dir="ltr" style="text-align: left;"&gt;&lt;span lang="it-IT"&gt;Bodio Lomnago&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/td&gt;      &lt;/tr&gt;&lt;tr style="border: inherit;"&gt;       &lt;td style="background-color: white; border: 0.00pt solid #000000; color: black; padding: 0.00pt 2.16pt;"&gt;&lt;div dir="ltr" style="text-align: left;"&gt;&lt;span lang="it-IT"&gt;Erwin Hellweger&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/td&gt;       &lt;td style="background-color: white; border: 0.00pt solid #000000; color: black; padding: 0.00pt 2.16pt;"&gt;&lt;/td&gt;       &lt;td style="background-color: white; border: 0.00pt solid #000000; color: black; padding: 0.00pt 2.16pt;"&gt;&lt;div dir="ltr" style="text-align: left;"&gt;&lt;span lang="it-IT"&gt;Brunico BZ&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/td&gt;      &lt;/tr&gt;&lt;tr style="border: inherit;"&gt;       &lt;td style="background-color: white; border: 0.00pt solid #000000; color: black; padding: 0.00pt 2.16pt;"&gt;&lt;div dir="ltr" style="text-align: left;"&gt;&lt;span lang="it-IT"&gt;Ignazio Morreale&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/td&gt;       &lt;td style="background-color: white; border: 0.00pt solid #000000; color: black; padding: 0.00pt 2.16pt;"&gt;&lt;/td&gt;       &lt;td style="background-color: white; border: 0.00pt solid #000000; color: black; padding: 0.00pt 2.16pt;"&gt;&lt;div dir="ltr" style="text-align: left;"&gt;&lt;span lang="it-IT"&gt;Parma&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/td&gt;      &lt;/tr&gt;&lt;tr style="border: inherit;"&gt;       &lt;td style="background-color: white; border: 0.00pt solid #000000; color: black; padding: 0.00pt 2.16pt;"&gt;&lt;div dir="ltr" style="text-align: left;"&gt;&lt;span lang="it-IT"&gt;Franco Mantovani&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/td&gt;       &lt;td style="background-color: white; border: 0.00pt solid #000000; color: black; padding: 0.00pt 2.16pt;"&gt;&lt;/td&gt;       &lt;td style="background-color: white; border: 0.00pt solid #000000; color: black; padding: 0.00pt 2.16pt;"&gt;&lt;div dir="ltr" style="text-align: left;"&gt;&lt;span lang="it-IT"&gt;Modena&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/td&gt;      &lt;/tr&gt;&lt;tr style="border: inherit;"&gt;       &lt;td style="background-color: white; border: 0.00pt solid #000000; color: black; padding: 0.00pt 2.16pt;"&gt;&lt;div dir="ltr" style="text-align: left;"&gt;&lt;span lang="it-IT"&gt;Ada Docci&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/td&gt;       &lt;td style="background-color: white; border: 0.00pt solid #000000; color: black; padding: 0.00pt 2.16pt;"&gt;&lt;/td&gt;       &lt;td style="background-color: white; border: 0.00pt solid #000000; color: black; padding: 0.00pt 2.16pt;"&gt;&lt;div dir="ltr" style="text-align: left;"&gt;&lt;span lang="it-IT"&gt;Anzola Dell'Emilia&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/td&gt;      &lt;/tr&gt;&lt;tr style="border: inherit;"&gt;       &lt;td style="background-color: white; border: 0.00pt solid #000000; color: black; padding: 0.00pt 2.16pt;"&gt;&lt;div dir="ltr" style="text-align: left;"&gt;&lt;span lang="it-IT"&gt;Monica Rossi&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/td&gt;       &lt;td style="background-color: white; border: 0.00pt solid #000000; color: black; padding: 0.00pt 2.16pt;"&gt;&lt;/td&gt;       &lt;td style="background-color: white; border: 0.00pt solid #000000; color: black; padding: 0.00pt 2.16pt;"&gt;&lt;div dir="ltr" style="text-align: left;"&gt;&lt;span lang="it-IT"&gt;Parma&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/td&gt;      &lt;/tr&gt;&lt;tr style="border: inherit;"&gt;       &lt;td style="background-color: white; border: 0.00pt solid #000000; color: black; padding: 0.00pt 2.16pt;"&gt;&lt;div dir="ltr" style="text-align: left;"&gt;&lt;span lang="it-IT"&gt;Rossana Tore&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/td&gt;       &lt;td style="background-color: white; border: 0.00pt solid #000000; color: black; padding: 0.00pt 2.16pt;"&gt;&lt;/td&gt;       &lt;td style="background-color: white; border: 0.00pt solid #000000; color: black; padding: 0.00pt 2.16pt;"&gt;&lt;div dir="ltr" style="text-align: left;"&gt;&lt;span lang="it-IT"&gt;Parma&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/td&gt;      &lt;/tr&gt;&lt;tr style="border: inherit;"&gt;       &lt;td style="background-color: white; border: 0.00pt solid #000000; color: black; padding: 0.00pt 2.16pt;"&gt;&lt;div dir="ltr" style="text-align: left;"&gt;&lt;span lang="it-IT"&gt;Gian Paolo Bedeschi&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/td&gt;       &lt;td style="background-color: white; border: 0.00pt solid #000000; color: black; padding: 0.00pt 2.16pt;"&gt;&lt;/td&gt;       &lt;td style="background-color: white; border: 0.00pt solid #000000; color: black; padding: 0.00pt 2.16pt;"&gt;&lt;div dir="ltr" style="text-align: left;"&gt;&lt;span lang="it-IT"&gt;Bologna&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/td&gt;      &lt;/tr&gt;&lt;tr style="border: inherit;"&gt;       &lt;td style="background-color: white; border: 0.00pt solid #000000; color: black; padding: 0.00pt 2.16pt;"&gt;&lt;div dir="ltr" style="text-align: left;"&gt;&lt;span lang="it-IT"&gt;Alessandro Lo Bianco&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/td&gt;       &lt;td style="background-color: white; border: 0.00pt solid #000000; color: black; padding: 0.00pt 2.16pt;"&gt;&lt;/td&gt;       &lt;td style="background-color: white; border: 0.00pt solid #000000; color: black; padding: 0.00pt 2.16pt;"&gt;&lt;div dir="ltr" style="text-align: left;"&gt;&lt;span lang="it-IT"&gt;Palermo&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/td&gt;      &lt;/tr&gt;&lt;tr style="border: inherit;"&gt;       &lt;td style="background-color: white; border: 0.00pt solid #000000; color: black; padding: 0.00pt 2.16pt;"&gt;&lt;div dir="ltr" style="text-align: left;"&gt;&lt;span lang="it-IT"&gt;Tiziana Allinovi&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/td&gt;       &lt;td style="background-color: white; border: 0.00pt solid #000000; color: black; padding: 0.00pt 2.16pt;"&gt;&lt;/td&gt;       &lt;td style="background-color: white; border: 0.00pt solid #000000; color: black; padding: 0.00pt 2.16pt;"&gt;&lt;div dir="ltr" style="text-align: left;"&gt;&lt;span lang="it-IT"&gt;Parma&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/td&gt;      &lt;/tr&gt;&lt;tr style="border: inherit;"&gt;       &lt;td style="background-color: white; border: 0.00pt solid #000000; color: black; padding: 0.00pt 2.16pt;"&gt;&lt;div dir="ltr" style="text-align: left;"&gt;&lt;span lang="it-IT"&gt;Francesco Fabrizio&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/td&gt;       &lt;td style="background-color: white; border: 0.00pt solid #000000; color: black; padding: 0.00pt 2.16pt;"&gt;&lt;/td&gt;       &lt;td style="background-color: white; border: 0.00pt solid #000000; color: black; padding: 0.00pt 2.16pt;"&gt;&lt;div dir="ltr" style="text-align: left;"&gt;&lt;span lang="it-IT"&gt;Ariccia&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/td&gt;      &lt;/tr&gt;&lt;tr style="border: inherit;"&gt;       &lt;td style="background-color: white; border: 0.00pt solid #000000; color: black; padding: 0.00pt 2.16pt;"&gt;&lt;div dir="ltr" style="text-align: left;"&gt;&lt;span lang="it-IT"&gt;Cinzia Castellano&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/td&gt;       &lt;td style="background-color: white; border: 0.00pt solid #000000; color: black; padding: 0.00pt 2.16pt;"&gt;&lt;/td&gt;       &lt;td style="background-color: white; border: 0.00pt solid #000000; color: black; padding: 0.00pt 2.16pt;"&gt;&lt;div dir="ltr" style="text-align: left;"&gt;&lt;span lang="it-IT"&gt;Bitonto&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/td&gt;      &lt;/tr&gt;&lt;tr style="border: inherit;"&gt;       &lt;td style="background-color: white; border: 0.00pt solid #000000; color: black; padding: 0.00pt 2.16pt;"&gt;&lt;div dir="ltr" style="text-align: left;"&gt;&lt;span lang="it-IT"&gt;Primo Dorigo&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/td&gt;       &lt;td style="background-color: white; border: 0.00pt solid #000000; color: black; padding: 0.00pt 2.16pt;"&gt;&lt;/td&gt;       &lt;td style="background-color: white; border: 0.00pt solid #000000; color: black; padding: 0.00pt 2.16pt;"&gt;&lt;div dir="ltr" style="text-align: left;"&gt;&lt;span lang="it-IT"&gt;Belluno&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/td&gt;      &lt;/tr&gt;&lt;tr style="border: inherit;"&gt;       &lt;td style="background-color: white; border: 0.00pt solid #000000; color: black; padding: 0.00pt 2.16pt;"&gt;&lt;div dir="ltr" style="text-align: left;"&gt;&lt;span lang="it-IT"&gt;Marco Stephane Musso &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/td&gt;       &lt;td style="background-color: white; border: 0.00pt solid #000000; color: black; padding: 0.00pt 2.16pt;"&gt;&lt;/td&gt;       &lt;td style="background-color: white; border: 0.00pt solid #000000; color: black; padding: 0.00pt 2.16pt;"&gt;&lt;div dir="ltr" style="text-align: left;"&gt;&lt;span lang="it-IT"&gt;Parma&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/td&gt;      &lt;/tr&gt;&lt;tr style="border: inherit;"&gt;       &lt;td style="background-color: white; border: 0.00pt solid #000000; color: black; padding: 0.00pt 2.16pt;"&gt;&lt;div dir="ltr" style="text-align: left;"&gt;&lt;span lang="it-IT"&gt;Teresa Pertichino&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/td&gt;       &lt;td style="background-color: white; border: 0.00pt solid #000000; color: black; padding: 0.00pt 2.16pt;"&gt;&lt;/td&gt;       &lt;td style="background-color: white; border: 0.00pt solid #000000; color: black; padding: 0.00pt 2.16pt;"&gt;&lt;div dir="ltr" style="text-align: left;"&gt;&lt;span lang="it-IT"&gt;Bari&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/td&gt;      &lt;/tr&gt;&lt;tr style="border: inherit;"&gt;       &lt;td style="background-color: white; border: 0.00pt solid #000000; color: black; padding: 0.00pt 2.16pt;"&gt;&lt;div dir="ltr" style="text-align: left;"&gt;&lt;span lang="it-IT"&gt;Ennio Cicero&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/td&gt;       &lt;td style="background-color: white; border: 0.00pt solid #000000; color: black; padding: 0.00pt 2.16pt;"&gt;&lt;/td&gt;       &lt;td style="background-color: white; border: 0.00pt solid #000000; color: black; padding: 0.00pt 2.16pt;"&gt;&lt;div dir="ltr" style="text-align: left;"&gt;&lt;span lang="it-IT"&gt;Parma&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/td&gt;      &lt;/tr&gt;&lt;tr style="border: inherit;"&gt;       &lt;td style="background-color: white; border: 0.00pt solid #000000; color: black; padding: 0.00pt 2.16pt;"&gt;&lt;div dir="ltr" style="text-align: left;"&gt;&lt;span lang="it-IT"&gt;Rocco Trigiante&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/td&gt;       &lt;td style="background-color: white; border: 0.00pt solid #000000; color: black; padding: 0.00pt 2.16pt;"&gt;&lt;/td&gt;       &lt;td style="background-color: white; border: 0.00pt solid #000000; color: black; padding: 0.00pt 2.16pt;"&gt;&lt;div dir="ltr" style="text-align: left;"&gt;&lt;span lang="it-IT"&gt;Adelfia&amp;nbsp;BA&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/td&gt;      &lt;/tr&gt;&lt;tr style="border: inherit;"&gt;       &lt;td style="background-color: white; border: 0.00pt solid #000000; color: black; padding: 0.00pt 2.16pt;"&gt;&lt;div dir="ltr" style="text-align: left;"&gt;&lt;span lang="it-IT"&gt;Salvatore Sanna&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/td&gt;       &lt;td style="background-color: white; border: 0.00pt solid #000000; color: black; padding: 0.00pt 2.16pt;"&gt;&lt;/td&gt;       &lt;td style="background-color: white; border: 0.00pt solid #000000; color: black; padding: 0.00pt 2.16pt;"&gt;&lt;div dir="ltr" style="text-align: left;"&gt;&lt;span lang="it-IT"&gt;Parma&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/td&gt;      &lt;/tr&gt;&lt;tr style="border: inherit;"&gt;       &lt;td style="background-color: white; border: 0.00pt solid #000000; color: black; padding: 0.00pt 2.16pt;"&gt;&lt;div dir="ltr" style="text-align: left;"&gt;&lt;span lang="it-IT"&gt;Maria Cristina Ceruti&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/td&gt;       &lt;td style="background-color: white; border: 0.00pt solid #000000; color: black; padding: 0.00pt 2.16pt;"&gt;&lt;/td&gt;       &lt;td style="background-color: white; border: 0.00pt solid #000000; color: black; padding: 0.00pt 2.16pt;"&gt;&lt;div dir="ltr" style="text-align: left;"&gt;&lt;span lang="it-IT"&gt;Parma&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/td&gt;      &lt;/tr&gt;&lt;tr style="border: inherit;"&gt;       &lt;td style="background-color: white; border: 0.00pt solid #000000; color: black; padding: 0.00pt 2.16pt;"&gt;&lt;div dir="ltr" style="text-align: left;"&gt;&lt;span lang="it-IT"&gt;GianPaolo Zilioli&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/td&gt;       &lt;td style="background-color: white; border: 0.00pt solid #000000; color: black; padding: 0.00pt 2.16pt;"&gt;&lt;/td&gt;       &lt;td style="background-color: white; border: 0.00pt solid #000000; color: black; padding: 0.00pt 2.16pt;"&gt;&lt;div dir="ltr" style="text-align: left;"&gt;&lt;span lang="it-IT"&gt;Parma&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/td&gt;      &lt;/tr&gt;&lt;tr style="border: inherit;"&gt;       &lt;td style="background-color: white; border: 0.00pt solid #000000; color: black; padding: 0.00pt 2.16pt;"&gt;&lt;div dir="ltr" style="text-align: left;"&gt;&lt;span lang="it-IT"&gt;Giorgio Grasselli&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/td&gt;       &lt;td style="background-color: white; border: 0.00pt solid #000000; color: black; padding: 0.00pt 2.16pt;"&gt;&lt;/td&gt;       &lt;td style="background-color: white; border: 0.00pt solid #000000; color: black; padding: 0.00pt 2.16pt;"&gt;&lt;div dir="ltr" style="text-align: left;"&gt;&lt;span lang="it-IT"&gt;Albinea RE&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/td&gt;      &lt;/tr&gt;&lt;tr style="border: inherit;"&gt;       &lt;td style="background-color: white; border: 0.00pt solid #000000; color: black; padding: 0.00pt 2.16pt;"&gt;&lt;div dir="ltr" style="text-align: left;"&gt;&lt;span lang="it-IT"&gt;Gian Paolo Zuelli&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/td&gt;       &lt;td style="background-color: white; border: 0.00pt solid #000000; color: black; padding: 0.00pt 2.16pt;"&gt;&lt;/td&gt;       &lt;td style="background-color: white; border: 0.00pt solid #000000; color: black; padding: 0.00pt 2.16pt;"&gt;&lt;div dir="ltr" style="text-align: left;"&gt;&lt;span lang="it-IT"&gt;Parma&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/td&gt;      &lt;/tr&gt;&lt;tr style="border: inherit;"&gt;       &lt;td style="background-color: white; border: 0.00pt solid #000000; color: black; padding: 0.00pt 2.16pt;"&gt;&lt;div dir="ltr" style="text-align: left;"&gt;&lt;span lang="it-IT"&gt;Rociola Nicola&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/td&gt;       &lt;td style="background-color: white; border: 0.00pt solid #000000; color: black; padding: 0.00pt 2.16pt;"&gt;&lt;/td&gt;       &lt;td style="background-color: white; border: 0.00pt solid #000000; color: black; padding: 0.00pt 2.16pt;"&gt;&lt;div dir="ltr" style="text-align: left;"&gt;&lt;span lang="it-IT"&gt;Barletta&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/td&gt;      &lt;/tr&gt;&lt;tr style="border: inherit;"&gt;       &lt;td style="background-color: white; border: 0.00pt solid #000000; color: black; padding: 0.00pt 2.16pt;"&gt;&lt;div dir="ltr" style="text-align: left;"&gt;&lt;span lang="it-IT"&gt;Orlando Paulin&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/td&gt;       &lt;td style="background-color: white; border: 0.00pt solid #000000; color: black; padding: 0.00pt 2.16pt;"&gt;&lt;/td&gt;       &lt;td style="background-color: white; border: 0.00pt solid #000000; color: black; padding: 0.00pt 2.16pt;"&gt;&lt;div dir="ltr" style="text-align: left;"&gt;&lt;span lang="it-IT"&gt;Aquileia UD&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/td&gt;      &lt;/tr&gt;&lt;tr style="border: inherit;"&gt;       &lt;td style="background-color: white; border: 0.00pt solid #000000; color: black; padding: 0.00pt 2.16pt;"&gt;&lt;div dir="ltr" style="text-align: left;"&gt;&lt;span lang="it-IT"&gt;Enzo Dionisi&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/td&gt;       &lt;td style="background-color: white; border: 0.00pt solid #000000; color: black; padding: 0.00pt 2.16pt;"&gt;&lt;/td&gt;       &lt;td style="background-color: white; border: 0.00pt solid #000000; color: black; padding: 0.00pt 2.16pt;"&gt;&lt;div dir="ltr" style="text-align: left;"&gt;&lt;span lang="it-IT"&gt;Bologna&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/td&gt;      &lt;/tr&gt;&lt;tr style="border: inherit;"&gt;       &lt;td style="background-color: white; border: 0.00pt solid #000000; color: black; padding: 0.00pt 2.16pt;"&gt;&lt;div dir="ltr" style="text-align: left;"&gt;&lt;span lang="it-IT"&gt;Vittorio Cajò&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/td&gt;       &lt;td style="background-color: white; border: 0.00pt solid #000000; color: black; padding: 0.00pt 2.16pt;"&gt;&lt;/td&gt;       &lt;td style="background-color: white; border: 0.00pt solid #000000; color: black; padding: 0.00pt 2.16pt;"&gt;&lt;div dir="ltr" style="text-align: left;"&gt;&lt;span lang="it-IT"&gt;Bastiglia&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/td&gt;      &lt;/tr&gt;&lt;tr style="border: inherit;"&gt;       &lt;td style="background-color: white; border: 0.00pt solid #000000; color: black; padding: 0.00pt 2.16pt;"&gt;&lt;div dir="ltr" style="text-align: left;"&gt;&lt;span lang="it-IT"&gt;Diana Ascari&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/td&gt;       &lt;td style="background-color: white; border: 0.00pt solid #000000; color: black; padding: 0.00pt 2.16pt;"&gt;&lt;/td&gt;       &lt;td style="background-color: white; border: 0.00pt solid #000000; color: black; padding: 0.00pt 2.16pt;"&gt;&lt;div dir="ltr" style="text-align: left;"&gt;&lt;span lang="it-IT"&gt;Bologna&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/td&gt;      &lt;/tr&gt;&lt;tr style="border: inherit;"&gt;       &lt;td style="background-color: white; border: 0.00pt solid #000000; color: black; padding: 0.00pt 2.16pt;"&gt;&lt;div dir="ltr" style="text-align: left;"&gt;&lt;span lang="it-IT"&gt;Vito Telese&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/td&gt;       &lt;td style="background-color: white; border: 0.00pt solid #000000; color: black; padding: 0.00pt 2.16pt;"&gt;&lt;/td&gt;       &lt;td style="background-color: white; border: 0.00pt solid #000000; color: black; padding: 0.00pt 2.16pt;"&gt;&lt;div dir="ltr" style="text-align: left;"&gt;&lt;span lang="it-IT"&gt;Battipaglia&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/td&gt;      &lt;/tr&gt;&lt;tr style="border: inherit;"&gt;       &lt;td style="background-color: white; border: 0.00pt solid #000000; color: black; padding: 0.00pt 2.16pt;"&gt;&lt;div dir="ltr" style="text-align: left;"&gt;&lt;span lang="it-IT"&gt;Giacomo Pellizzari&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/td&gt;       &lt;td style="background-color: white; border: 0.00pt solid #000000; color: black; padding: 0.00pt 2.16pt;"&gt;&lt;/td&gt;       &lt;td style="background-color: white; border: 0.00pt solid #000000; color: black; padding: 0.00pt 2.16pt;"&gt;&lt;div dir="ltr" style="text-align: left;"&gt;&lt;span lang="it-IT"&gt;Bologna&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/td&gt;      &lt;/tr&gt;&lt;tr style="border: inherit;"&gt;       &lt;td style="background-color: white; border: 0.00pt solid #000000; color: black; padding: 0.00pt 2.16pt;"&gt;&lt;div dir="ltr" style="text-align: left;"&gt;&lt;span lang="it-IT"&gt;Paola Romizi&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/td&gt;       &lt;td style="background-color: white; border: 0.00pt solid #000000; color: black; padding: 0.00pt 2.16pt;"&gt;&lt;/td&gt;       &lt;td style="background-color: white; border: 0.00pt solid #000000; color: black; padding: 0.00pt 2.16pt;"&gt;&lt;div dir="ltr" style="text-align: left;"&gt;&lt;span lang="it-IT"&gt;Bolano SP&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/td&gt;      &lt;/tr&gt;&lt;tr style="border: inherit;"&gt;       &lt;td style="background-color: white; border: 0.00pt solid #000000; color: black; padding: 0.00pt 2.16pt;"&gt;&lt;div dir="ltr" style="text-align: left;"&gt;&lt;span lang="it-IT"&gt;Guido Persiani&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/td&gt;       &lt;td style="background-color: white; border: 0.00pt solid #000000; color: black; padding: 0.00pt 2.16pt;"&gt;&lt;/td&gt;       &lt;td style="background-color: white; border: 0.00pt solid #000000; color: black; padding: 0.00pt 2.16pt;"&gt;&lt;div dir="ltr" style="text-align: left;"&gt;&lt;span lang="it-IT"&gt;San Cristobal Chiapas Mexico&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/td&gt;      &lt;/tr&gt;&lt;tr style="border: inherit;"&gt;       &lt;td style="background-color: white; border: 0.00pt solid #000000; color: black; padding: 0.00pt 2.16pt;"&gt;&lt;div dir="ltr" style="text-align: left;"&gt;&lt;span lang="it-IT"&gt;Alberto Gavioli&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/td&gt;       &lt;td style="background-color: white; border: 0.00pt solid #000000; color: black; padding: 0.00pt 2.16pt;"&gt;&lt;/td&gt;       &lt;td style="background-color: white; border: 0.00pt solid #000000; color: black; padding: 0.00pt 2.16pt;"&gt;&lt;div dir="ltr" style="text-align: left;"&gt;&lt;span lang="it-IT"&gt;Arco TN&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/td&gt;      &lt;/tr&gt;&lt;tr style="border: inherit;"&gt;       &lt;td style="background-color: white; border: 0.00pt solid #000000; color: black; padding: 0.00pt 2.16pt;"&gt;&lt;div dir="ltr" style="text-align: left;"&gt;&lt;span lang="it-IT"&gt;Virginia Canali&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/td&gt;       &lt;td style="background-color: white; border: 0.00pt solid #000000; color: black; padding: 0.00pt 2.16pt;"&gt;&lt;/td&gt;       &lt;td style="background-color: white; border: 0.00pt solid #000000; color: black; padding: 0.00pt 2.16pt;"&gt;&lt;div dir="ltr" style="text-align: left;"&gt;&lt;span lang="it-IT"&gt;Parma&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/td&gt;      &lt;/tr&gt;&lt;tr style="border: inherit;"&gt;       &lt;td style="background-color: white; border: 0.00pt solid #000000; color: black; padding: 0.00pt 2.16pt;"&gt;&lt;div dir="ltr" style="text-align: left;"&gt;&lt;span lang="it-IT"&gt;Alessandra Romano&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/td&gt;       &lt;td style="background-color: white; border: 0.00pt solid #000000; color: black; padding: 0.00pt 2.16pt;"&gt;&lt;/td&gt;       &lt;td style="background-color: white; border: 0.00pt solid #000000; color: black; padding: 0.00pt 2.16pt;"&gt;&lt;div dir="ltr" style="text-align: left;"&gt;&lt;span lang="it-IT"&gt;Battaglia T. PD&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/td&gt;      &lt;/tr&gt;&lt;tr style="border: inherit;"&gt;       &lt;td style="background-color: white; border: 0.00pt solid #000000; color: black; padding: 0.00pt 2.16pt;"&gt;&lt;div dir="ltr" style="text-align: left;"&gt;&lt;span lang="it-IT"&gt;Elisabetta Ferrari&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/td&gt;       &lt;td style="background-color: white; border: 0.00pt solid #000000; color: black; padding: 0.00pt 2.16pt;"&gt;&lt;/td&gt;       &lt;td style="background-color: white; border: 0.00pt solid #000000; color: black; padding: 0.00pt 2.16pt;"&gt;&lt;div dir="ltr" style="text-align: left;"&gt;&lt;span lang="it-IT"&gt;Parma&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/td&gt;      &lt;/tr&gt;&lt;tr style="border: inherit;"&gt;       &lt;td style="background-color: white; border: 0.00pt solid #000000; color: black; padding: 0.00pt 2.16pt;"&gt;&lt;div dir="ltr" style="text-align: left;"&gt;&lt;span lang="it-IT"&gt;Giuseppe Morreale&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/td&gt;       &lt;td style="background-color: white; border: 0.00pt solid #000000; color: black; padding: 0.00pt 2.16pt;"&gt;&lt;/td&gt;       &lt;td style="background-color: white; border: 0.00pt solid #000000; color: black; padding: 0.00pt 2.16pt;"&gt;&lt;div dir="ltr" style="text-align: left;"&gt;&lt;span lang="it-IT"&gt;Campofranco CL&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/td&gt;      &lt;/tr&gt;&lt;tr style="border: inherit;"&gt;       &lt;td style="background-color: white; border: 0.00pt solid #000000; color: black; padding: 0.00pt 2.16pt;"&gt;&lt;div dir="ltr" style="text-align: left;"&gt;&lt;span lang="it-IT"&gt;Carla Cavallini&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/td&gt;       &lt;td style="background-color: white; border: 0.00pt solid #000000; color: black; padding: 0.00pt 2.16pt;"&gt;&lt;/td&gt;       &lt;td style="background-color: white; border: 0.00pt solid #000000; color: black; padding: 0.00pt 2.16pt;"&gt;&lt;div dir="ltr" style="text-align: left;"&gt;&lt;span lang="it-IT"&gt;Parma&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/td&gt;      &lt;/tr&gt;&lt;tr style="border: inherit;"&gt;       &lt;td style="background-color: white; border: 0.00pt solid #000000; color: black; padding: 0.00pt 2.16pt;"&gt;&lt;div dir="ltr" style="text-align: left;"&gt;&lt;span lang="it-IT"&gt;Gian Luca Boschesi&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/td&gt;       &lt;td style="background-color: white; border: 0.00pt solid #000000; color: black; padding: 0.00pt 2.16pt;"&gt;&lt;/td&gt;       &lt;td style="background-color: white; border: 0.00pt solid #000000; color: black; padding: 0.00pt 2.16pt;"&gt;&lt;div dir="ltr" style="text-align: left;"&gt;&lt;span lang="it-IT"&gt;Parma&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/td&gt;      &lt;/tr&gt;&lt;tr style="border: inherit;"&gt;       &lt;td style="background-color: white; border: 0.00pt solid #000000; color: black; padding: 0.00pt 2.16pt;"&gt;&lt;div dir="ltr" style="text-align: left;"&gt;&lt;span lang="it-IT"&gt;Mario Bortolotti&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/td&gt;       &lt;td style="background-color: white; border: 0.00pt solid #000000; color: black; padding: 0.00pt 2.16pt;"&gt;&lt;/td&gt;       &lt;td style="background-color: white; border: 0.00pt solid #000000; color: black; padding: 0.00pt 2.16pt;"&gt;&lt;div dir="ltr" style="text-align: left;"&gt;&lt;span lang="it-IT"&gt;Bergamo&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/td&gt;      &lt;/tr&gt;&lt;tr style="border: inherit;"&gt;       &lt;td style="background-color: white; border: 0.00pt solid #000000; color: black; padding: 0.00pt 2.16pt;"&gt;&lt;div dir="ltr" style="text-align: left;"&gt;&lt;span lang="it-IT"&gt;Luigi Ferdani&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/td&gt;       &lt;td style="background-color: white; border: 0.00pt solid #000000; color: black; padding: 0.00pt 2.16pt;"&gt;&lt;/td&gt;       &lt;td style="background-color: white; border: 0.00pt solid #000000; color: black; padding: 0.00pt 2.16pt;"&gt;&lt;div dir="ltr" style="text-align: left;"&gt;&lt;span lang="it-IT"&gt;Bagnone MS&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/td&gt;      &lt;/tr&gt;&lt;tr style="border: inherit;"&gt;       &lt;td style="background-color: white; border: 0.00pt solid #000000; color: black; padding: 0.00pt 2.16pt;"&gt;&lt;div dir="ltr" style="text-align: left;"&gt;&lt;span lang="it-IT"&gt;Ines Agostinelli&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/td&gt;       &lt;td style="background-color: white; border: 0.00pt solid #000000; color: black; padding: 0.00pt 2.16pt;"&gt;&lt;/td&gt;       &lt;td style="background-color: white; border: 0.00pt solid #000000; color: black; padding: 0.00pt 2.16pt;"&gt;&lt;div dir="ltr" style="text-align: left;"&gt;&lt;span lang="it-IT"&gt;Parma&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/td&gt;      &lt;/tr&gt;&lt;tr style="border: inherit;"&gt;       &lt;td style="background-color: white; border: 0.00pt solid #000000; color: black; padding: 0.00pt 2.16pt;"&gt;&lt;div dir="ltr" style="text-align: left;"&gt;&lt;span lang="it-IT"&gt;Letizia Cuscela&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/td&gt;       &lt;td style="background-color: white; border: 0.00pt solid #000000; color: black; padding: 0.00pt 2.16pt;"&gt;&lt;/td&gt;       &lt;td style="background-color: white; border: 0.00pt solid #000000; color: black; padding: 0.00pt 2.16pt;"&gt;&lt;div dir="ltr" style="text-align: left;"&gt;&lt;span lang="it-IT"&gt;Parma&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/td&gt;      &lt;/tr&gt;&lt;tr style="border: inherit;"&gt;       &lt;td style="background-color: white; border: 0.00pt solid #000000; color: black; padding: 0.00pt 2.16pt;"&gt;&lt;div dir="ltr" style="text-align: left;"&gt;&lt;span lang="it-IT"&gt;Gianfranco Ceresini&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/td&gt;       &lt;td style="background-color: white; border: 0.00pt solid #000000; color: black; padding: 0.00pt 2.16pt;"&gt;&lt;/td&gt;       &lt;td style="background-color: white; border: 0.00pt solid #000000; color: black; padding: 0.00pt 2.16pt;"&gt;&lt;div dir="ltr" style="text-align: left;"&gt;&lt;span lang="it-IT"&gt;Parma&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/td&gt;      &lt;/tr&gt;&lt;tr style="border: inherit;"&gt;       &lt;td style="background-color: white; border: 0.00pt solid #000000; color: black; padding: 0.00pt 2.16pt;"&gt;&lt;div dir="ltr" style="text-align: left;"&gt;&lt;span lang="it-IT"&gt;Arcangelo Blanco&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/td&gt;       &lt;td style="background-color: white; border: 0.00pt solid #000000; color: black; padding: 0.00pt 2.16pt;"&gt;&lt;/td&gt;       &lt;td style="background-color: white; border: 0.00pt solid #000000; color: black; padding: 0.00pt 2.16pt;"&gt;&lt;div dir="ltr" style="text-align: left;"&gt;&lt;span lang="it-IT"&gt;Acireale&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/td&gt;      &lt;/tr&gt;&lt;tr style="border: inherit;"&gt;       &lt;td style="background-color: white; border: 0.00pt solid #000000; color: black; padding: 0.00pt 2.16pt;"&gt;&lt;div dir="ltr" style="text-align: left;"&gt;&lt;span lang="it-IT"&gt;Doretta Barina&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/td&gt;       &lt;td style="background-color: white; border: 0.00pt solid #000000; color: black; padding: 0.00pt 2.16pt;"&gt;&lt;/td&gt;       &lt;td style="background-color: white; border: 0.00pt solid #000000; color: black; padding: 0.00pt 2.16pt;"&gt;&lt;div dir="ltr" style="text-align: left;"&gt;&lt;span lang="it-IT"&gt;Amsterdam&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/td&gt;      &lt;/tr&gt;&lt;tr style="border: inherit;"&gt;       &lt;td style="background-color: white; border: 0.00pt solid #000000; color: black; padding: 0.00pt 2.16pt;"&gt;&lt;div dir="ltr" style="text-align: left;"&gt;&lt;span lang="it-IT"&gt;Bianca Marchi&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/td&gt;       &lt;td style="background-color: white; border: 0.00pt solid #000000; color: black; padding: 0.00pt 2.16pt;"&gt;&lt;/td&gt;       &lt;td style="background-color: white; border: 0.00pt solid #000000; color: black; padding: 0.00pt 2.16pt;"&gt;&lt;div dir="ltr" style="text-align: left;"&gt;&lt;span lang="it-IT"&gt;Parma&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/td&gt;      &lt;/tr&gt;&lt;tr style="border: inherit;"&gt;       &lt;td style="background-color: white; border: 0.00pt solid #000000; color: black; padding: 0.00pt 2.16pt;"&gt;&lt;div dir="ltr" style="text-align: left;"&gt;&lt;span lang="it-IT"&gt;Caterina Rota&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/td&gt;       &lt;td style="background-color: white; border: 0.00pt solid #000000; color: black; padding: 0.00pt 2.16pt;"&gt;&lt;/td&gt;       &lt;td style="background-color: white; border: 0.00pt solid #000000; color: black; padding: 0.00pt 2.16pt;"&gt;&lt;div dir="ltr" style="text-align: left;"&gt;&lt;span lang="it-IT"&gt;Parma&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/td&gt;      &lt;/tr&gt;&lt;/tbody&gt;    &lt;/table&gt;&lt;h1 dir="ltr" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span lang="it-IT"&gt;Roma, 23 novembre 2011&lt;/span&gt;&lt;/h1&gt;&lt;h2 dir="ltr" style="text-align: left;"&gt;&lt;span lang="it-IT"&gt;Le firme possono essere inviate a: &lt;/span&gt;&lt;a href="http://www.blogger.com/post-edit.g?blogID=1864449016613704386&amp;amp;postID=2664812657654570335&amp;amp;from=pencil" name="_Hlt309782442"&gt;&lt;/a&gt;&lt;a href="http://www.blogger.com/post-edit.g?blogID=1864449016613704386&amp;amp;postID=2664812657654570335&amp;amp;from=pencil" name="_Hlt309782443"&gt;&lt;/a&gt;&lt;a href="http://www.blogger.com/post-edit.g?blogID=1864449016613704386&amp;amp;postID=2664812657654570335&amp;amp;from=pencil" name="_Hlt309782453"&gt;&lt;/a&gt;&lt;a href="mailto:Comitatidossetti%40tiscali.it"&gt;&lt;span lang="it-IT"&gt;comitatidossetti@tiscali.it&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span lang="it-IT"&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/h2&gt;&lt;div dir="ltr" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span lang="it-IT"&gt; &amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;i&gt;&lt;/i&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1864449016613704386-2664812657654570335?l=www.ranierolavalle.it' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://www.ranierolavalle.it/feeds/2664812657654570335/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.ranierolavalle.it/2011/11/appello-contro-il-culto-della.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1864449016613704386/posts/default/2664812657654570335'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1864449016613704386/posts/default/2664812657654570335'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://www.ranierolavalle.it/2011/11/appello-contro-il-culto-della.html' title='APPELLO CONTRO IL CULTO DELLA PERSONALITA’ NEI SIMBOLI ELETTORALI'/><author><name>red</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17132744523510058486</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1864449016613704386.post-3669428267699554461</id><published>2011-11-27T17:17:00.000+01:00</published><updated>2011-11-27T17:17:52.236+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='raniero'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='comitati Dossetti'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Comitati Dossetti per la Costituzione'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='raniero la valle'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Giovanni Pecora'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='sinistra cristiana'/><title type='text'>Legare Gulliver</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;di Raniero La Valle&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://www.zapster.it/multimedia/3600/3519/big/I_fantastici_viaggi_di_Gulliver_in_3D---03.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; cssfloat: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" hda="true" height="188" src="http://www.zapster.it/multimedia/3600/3519/big/I_fantastici_viaggi_di_Gulliver_in_3D---03.jpg" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Il fatto che tre autorevoli personaggi entrati nel governo avessero partecipato al convegno cattolico di Todi, ha fatto dire a numerosi commentatori non informati dei fatti che la nuova aggregazione di associazioni che si sarebbe realizzata a Todi aveva dato subito il suo frutto politico, segnando così il “gran ritorno” dei cattolici alla politica. In realtà Todi non prova niente, perché se alcune entità lì presenti, come Sant’Egidio e l’Università cattolica, sono approdate con i loro capi al governo, altre entità di rilievo come CL, pur presenti a Todi, dal governo sono contestualmente uscite. Con Berlusconi o contro Berlusconi sempre cattolici sono. Neanche dell’assemblaggio di Todi si può dunque parlare come di una omogenea componente politica cattolica, dalla quale resta peraltro ben distinta l’altra componente di tradizione “cattolico-democratica”, che infatti subito si è riunita in un altro convegno, ed è anch’essa presente con un suo autorevole esponente nel governo Monti. &lt;/div&gt;&lt;a name='more'&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Ma l’impraticabilità della linea emersa a Todi è dimostrata dal discorrere che ne hanno fatto gli stessi protagonisti in una riunione, questa volta non a porte chiuse, tenutasi pochi giorni dopo a Roma all’Istituto Sturzo. Lì è stato detto che la cosa riguarderebbe dieci milioni di cattolici, quanti sarebbero gli aderenti alle associazioni e movimenti presenti all’assemblea umbra, ma l’unico comun denominatore che si è riusciti ad indicare è quello di occupare il territorio della “pre-politica”, magari con diramazioni capillari in tutte le parrocchie, ciò che a qualcuno ha fatto pensare con nostalgia ai Comitati Civici. In tal modo paradossalmente questo ritorno dei cattolici alla politica si configurerebbe come un nuovo gigantesco “non expedit”, che terrebbe dieci milioni di cittadini in una sorta di immunità dalla politica e di estraneità al diritto di concorrere a determinare la politica nazionale, come vuole l’art. 49 della Costituzione. Questa prospettiva sarebbe catastrofica per la Chiesa, che attraverso uno strumento tipo “Opera dei Congressi”, non potrebbe che fare un lavoro di lobby, e priverebbe la società italiana dell’apporto che in un momento così critico le potrebbe venire dal ricco pluralismo delle tradizioni culturali e politiche cristiane.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Il primo problema da dirimere sarebbe: che fare del governo Monti? Dopo i primi entusiasmi (lo stile! il decoro! l’onestà!, beni che sembravano perduti per sempre) sono cominciate infatti le riserve e le critiche. E soprattutto a sinistra è andata crescendo la linea che impicca il governo alla sua immagine di governo di banche, di capitali e di banchieri, e sostiene che non possono fare i pompieri quelli che il fuoco lo hanno appiccato. Dunque per uscire dalla crisi provocata dai grandi poteri finanziari, dai “proprietari universali” e dai padroni dei debiti “sovrani” degli Stati, bisognerebbe cominciare col dire di no al governo Monti, che di quei poteri sarebbe mandatario ed espressione.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;La risposta da dare al problema che così viene posto dipende dall’analisi che si fa.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;La prima analisi dice che siamo sotto attacco di poteri economici incontrollati, speculatori, tecnocrati, finanzieri, creditori che pretendono una rendita stabile e sicura dai debiti sovrani che detengono, e che come in un immenso complotto attaccano uno Stato dopo l’altro mandando a male i popoli per salvare solo se stessi. Se fosse così, l’unica risposta sarebbe quella di una opposizione radicale, e anche Monti sarebbe il nemico da abbattere.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;La seconda analisi dice invece che per scelte inconsulte fatte dalla politica, dalla “deregulation” di Nixon, di Reagan e della Thatcher fino alle leggi di Clinton che hanno tolto ogni controllo alla corsa dei prodotti finanziari derivati e ai movimenti di capitali, affrancando la finanza dalla moneta e perciò anche da ogni dipendenza dalle politiche monetarie dei governi e delle Banche centrali, il sistema è precipitato in una completa anarchia; e a questo punto invece di verificarsi quella virtuosità dei mercati lasciati a se stessi preconizzata dalla ideologia economica liberista, si è verificato che l’accumularsi di decisioni individuali, di società, di gruppi, di investitori al di fuori di ogni ragione e finalità comune, ha prodotto un risultato spontaneo che non è affatto di maggior benessere per tutti, ma di devastazione e impoverimento per tutti meno pochi. Ciò vuol dire però che non c’è alcun complotto: è quel capitalismo lì che funziona così, e anche il papa lo ha detto in Africa denunciando “la sottomissione incondizionata alle leggi del mercato o della finanza”. &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Ma se è vera questa seconda analisi, non è affatto inverosimile che banchieri, tecnocrati, capitalisti, grandi borghesi, pur essendo espressioni del sistema, si siano resi conto dei demoni fatti uscire dalla bottiglia, e cerchino di approntare dei rimedi e di mettere al riparo le proprie società ed il mondo.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Ma allora, sostenendo Monti, ciò che veramente conta è di porre mano a costruire una vera alternativa. E questo non può che cominciare con il ristabilimento delle regole, dettate dal bene comune. Non può che ricominciare dall’opera di tanti piccoli lillipuziani, sindacati, popoli o partiti che siano, che di fronte al gigante Gulliver sbarcato con tutto il suo peso nella loro isola, rischiando di schiacciare la vita di tutti, lo leghino con tanti fili che, fino a quando non sia domato, gli impediscano di nuocere. Se non si lega, il gigante del capitalismo non potrà che schiacciarci.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1864449016613704386-3669428267699554461?l=www.ranierolavalle.it' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://www.ranierolavalle.it/feeds/3669428267699554461/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.ranierolavalle.it/2011/11/legare-gulliver.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1864449016613704386/posts/default/3669428267699554461'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1864449016613704386/posts/default/3669428267699554461'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://www.ranierolavalle.it/2011/11/legare-gulliver.html' title='Legare Gulliver'/><author><name>red</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17132744523510058486</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1864449016613704386.post-8058705438514419874</id><published>2011-10-30T20:29:00.000+01:00</published><updated>2011-10-30T20:29:46.185+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='raniero'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='comitati Dossetti'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='lavalle'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Comitati Dossetti per la Costituzione'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='raniero la valle'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='sinistra cristiana'/><title type='text'></title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-size: x-large;"&gt;DAL 3 NOVEMBRE IN LIBRERIA&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://www.longanesi.it/AreaGestione/catalogo/copertine/nostro900grande.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" ida="true" src="http://www.longanesi.it/AreaGestione/catalogo/copertine/nostro900grande.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;IL NUOVO LIBRO DI RANIERO LA VALLE&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;IL LIBRO&lt;br /&gt;Racconto e glosse su fatti e figure del Novecento&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;em&gt;«Oggi, passato più di un decennio dall’inizio del nuovo Millennio, siamo preoccupati per i giovani e per i figli dei loro figli che vivranno in questo secolo. Quello che possiamo fare è trasmettere loro gli attrezzi e le speranze che noi abbiamo avuto nel Novecento, sapendo però che saranno loro a decidere cosa farne, e anche come dotarsi di attrezzi nuovi. Ogni generazione ha le sue vie. Non si tratta perciò di lasciare ai nostri figli degli altarini alla Costituzione, al Concilio e alla contestazione, ma di dire il senso che queste cose hanno avuto per noi. E forse, riecheggiando una vecchia parola, potremmo dirlo così: queste sono le tre cose che rimangono: il diritto, la fede la libertà; ma di tutte più grande è l’amore».&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Un percorso politico, un percorso di vita: Raniero La Valle ripercorre qui le tappe fondamentali della sua vita – dalla nascita sotto il fascismo alla democrazia, dalla direzione del giornale più autorevole della comunità ecclesiale italiana alla battaglia dei «cattolici del no» per il divorzio, dall’elezione come parlamentare della Sinistra Indipendente alle leggi sull’aborto e sull’obiezione di coscienza, dalle lotte per la difesa della Costituzione all'impegno per il rinnovamento della Chiesa – che hanno incrociato le grandi vicende della storia politica dell’Italia, e anche dell’Europa e del mondo.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Una vita spesa per il diritto, per la fede e per la libertà: i valori per cui Raniero La Valle si è battuto, che sono anche le eredità incompiute che dobbiamo raccogliere dal Novecento. &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;L’AUTORE&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;em&gt;Raniero La Valle (Roma, 1931) è stato senatore e deputato della Sinistra indipendente per quattro legislature, dal 1976 al 1992. Giornalista, direttore dell’Avvenire d’Italia, cronista del Concilio Vaticano II, inviato della Televisione, direttore di “Vasti”, scuola di ricerca e critica delle antropologie, è ora Presidente dei Comitati Dossetti per la Costituzione. Ponte alle Grazie ha pubblicato Prima che l’amore finisca (2003); Se questo è un Dio (2008); Paradiso e libertà (2010); la Morcelliana ha pubblicato Coraggio del Concilio; Fedeltà del Concilio; Il Concilio nelle nostre mani; Mondadori Dalla parte di Abele; Feltrinelli Marianella e i suoi fratelli; Terre di Mezzo Agonia e vocazione dell’Occidente (2005).&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ufficio stampa Ponte alle Grazie: &lt;br /&gt;Matteo Columbo matteo.columbo@ponteallegrazie.it &lt;br /&gt;tel. 02 34597632 – 349 1269903&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;Dal 3 novembre il libro si può acquistare in libreria oppure on line all’indirizzo www.ibs.it &lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1864449016613704386-8058705438514419874?l=www.ranierolavalle.it' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://www.ranierolavalle.it/feeds/8058705438514419874/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.ranierolavalle.it/2011/10/dal-3-novembre-in-libreria-il-nuovo.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1864449016613704386/posts/default/8058705438514419874'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1864449016613704386/posts/default/8058705438514419874'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://www.ranierolavalle.it/2011/10/dal-3-novembre-in-libreria-il-nuovo.html' title=''/><author><name>red</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17132744523510058486</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1864449016613704386.post-3071200061085291804</id><published>2011-10-30T19:54:00.000+01:00</published><updated>2011-10-30T19:54:49.570+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='raniero'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='comitati Dossetti'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='lavalle'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Comitati Dossetti per la Costituzione'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='raniero la valle'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Giovanni Pecora'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='sinistra cristiana'/><title type='text'>Perché dura</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;di Raniero La Valle &lt;em&gt;(su "Liberazione" del 29/10/2011)&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: justify;"&gt;&lt;a href="http://www.liberazione.it/img/logo.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; cssfloat: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="47" ida="true" src="http://www.liberazione.it/img/logo.jpg" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;C'è una domanda che si aggira per l'Europa: come mai il giorno prima l'Europa ride di Berlusconi e del suo governo, e il giorno dopo freme di ammirazione dinnanzi alla lettera portata a Bruxelles dallo stesso Berlusconi, limitandosi a esprimere una certa incredulità sulla sua reale attuazione? La ragione è che quello di Berlusconi è un documento ideologico che porta alle estreme conseguenze l'ideologia monetaria e neo-liberista su cui l'Europa è stata fondata, ma che nessuno Stato europeo è riuscito finora veramente a realizzare. È il libro dei segni tatcheriano: ma appunto la Tatcher fu detronizzata in Inghilterra.&lt;/div&gt;&lt;a name='more'&gt;&lt;/a&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Ben al di là dei liberi licenziamenti in libera impresa, e della pensione a 67 anni e 7 mesi con la specifica motivazione che si deve avvicinare la data della pensione a quella della morte, il documento berlusconiano illustra uno scadenzario che dovrebbe nel giro di due mesi, quattro mesi, otto mesi ed un anno riformare l'"architettura" materiale e costituzionale dello Stato, trasformando l'Italia da Repubblica democratica fondata sul lavoro a Repubblica classista fondata sul patrimonio (per questo la "patrimoniale" non s'ha da fare né domani né mai).&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Per raggiungere tale scopo ci sono tutti gli ingredienti: abolizione dei controlli sulle imprese, rimozione di regole e vincoli, anche derivanti da norme e restrizioni regionali o locali, alla concorrenza; competizione e concorrenza anche tra le università (con libertà di aumentare le tasse), tra i professionisti, tra i distributori di carburante, di gas e quant'altro;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;liberalizzazione e privatizzazione dei servizi pubblici locali, a esclusione dell'acqua messa in salvo da un referendum popolare; libertà di licenziamento nel settore privato; blocco del turn over, mobilità obbligatoria, riduzione salariale e del personale nel settore pubblico; meccanismi "di salvaguardia" per la riduzione automatica delle agevolazioni fiscali vigenti, eventuali aumenti delle imposte indirette, misure per favorire l'accumulazione del capitale, sgravi fiscali per i capitali di rischio; dismissioni e vendite del patrimonio pubblico; abolizione delle province, ridimensionamento, tanto per cominciare numerico, del Parlamento; in Costituzione soppressione del vincolo dell'attività economica all'utilità sociale e incostituzionalità dei bilanci in disavanzo, insieme alle altre minacciate riforme per rafforzare l'esecutivo e la maggioranza e avviare l'Italia su una deriva decisionista e autoritaria.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;È per fare queste cose che Berlusconi vuole durare, e non solo per salvarsi dai suoi guai giudiziari, come dice una vulgata banalizzante in voga anche a sinistra. Bisogna invece prendere molto sul serio questa inamovibilità dal potere, perché qualcuno che vorrà fare queste cose anche senza Berlusconi sicuramente verrà fuori.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Il rimedio è allora rimuovere le cause che hanno impedito finora di mandare a casa Berlusconi, e che impedirebbero domani di mandare a casa uno come lui. Il rimedio è rifondare il Parlamento come luogo dove nascono e cadono i governi, liquidare l'ideologia dell'investitura popolare di un capo, togliere l'iniquità degli sbarramenti elettorali proibitivi e dei premi di maggioranza alla bulgara, ripristinare sia la rappresentatività parlamentare sia il diritto dei cittadini a concorrere non solo col voto a "determinare la politica nazionale", e uscire dall'artificio del bipolarismo che permette a una fazione, anche minoritaria, di prendere tutto il potere, comprese le "spoglie del sistema", e di imporre la sua volontà, almeno fino "al termine naturale della legislatura", a tutto il Paese, decidendone il destino e forse, come ormai da tempo si teme, la rovina.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1864449016613704386-3071200061085291804?l=www.ranierolavalle.it' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://www.ranierolavalle.it/feeds/3071200061085291804/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.ranierolavalle.it/2011/10/perche-dura.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1864449016613704386/posts/default/3071200061085291804'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1864449016613704386/posts/default/3071200061085291804'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://www.ranierolavalle.it/2011/10/perche-dura.html' title='Perché dura'/><author><name>red</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17132744523510058486</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1864449016613704386.post-592812591643976135</id><published>2011-10-30T19:45:00.000+01:00</published><updated>2011-10-30T19:45:35.570+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='raniero'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='comitati Dossetti'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='lavalle'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Comitati Dossetti per la Costituzione'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='raniero la valle'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Giovanni Pecora'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='sinistra cristiana'/><title type='text'>L'ipotesi unitaria</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;di Raniero La Valle&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://www.quotidianodabruzzo.it/ambienti/default/images/f/forum_todi318x195.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; cssfloat: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" ida="true" src="http://www.quotidianodabruzzo.it/ambienti/default/images/f/forum_todi318x195.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;La giornata mondiale degli “indignati” ha il significato di un passaggio di fase, come quello del 9 novembre 1989, quando fu aperto il muro di Berlino.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Infatti, come l’evento dell’89 diede il via alla globalizzazione di un capitalismo selvaggio, così le mille piazze del 15 ottobre, fino alla follia delle violenze squadriste di Roma, hanno rivelato una coscienza universale e diffusa dell’iniquità e della non ulteriore tollerabilità di tale sistema.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Al confronto l’analisi di Marx era certamente più scientifica, ma la sua ricezione nella consapevolezza comune era ben più ristretta delle dimensioni raggiunte oggi dalla protesta delle vittime del sistema, a cui sorprendentemente hanno dato sponda – e non è per niente una contraddizione – non pochi responsabili di questo stesso sistema, come grandi banchieri, grandi ricchi e grandi opinionisti e maestri di pensiero “borghesi”.&lt;/div&gt;&lt;a name='more'&gt;&lt;/a&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Ciò che tutti ha accomunato, piazze e curie, è la percezione che qui ne va della pace, della giustizia e della salvaguardia del creato, per riprendere le tre grandi parole di un recente cammino ecumenico di tutte le Chiese cristiane.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Per una singolare coincidenza l’incontro del “forum” dei cattolici di Todi, volto a rilanciare, su impulso dei vertici della Chiesa, una presenza politica dei cattolici in Italia, si è svolto all’indomani della giornata del 15 ottobre, e perciò avrebbe potuto prendere a tema e dare una prima risposta all’esplosione di questa domanda di un cambiamento globale.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Di per sé, l’iniziativa della CEI di rilanciare un protagonismo politico dei cattolici è positiva, perché indica che la Chiesa non vuole più affidarsi a una “potestas directa” sul potere politico, come ha fatto in questi anni finendo per trovarsi coinvolta nel discredito del peggiore e più immorale governo della Repubblica, ma intende riattivare una mediazione laicale, che almeno formalmente la metta al riparo da confusioni col potere, e soprattutto con “poteri ridenti ma disumani”, come li ha chiamati il cardinale Bagnasco.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Ciò la Chiesa può fare o dando credito alla libera iniziativa, all’ispirazione cristiana e al pluralismo di diverse forme di presenza dei cattolici (ma allora dovrebbe favorire assetti istituzionali non bipolari e maggioritari, ma parlamentari e proporzionali) oppure vagheggiando una aggregazione comune di tutti i fedeli, salva poi la questione ulteriore se ciò debba concretarsi in un partito politico o in un soggetto di diversa natura, ma pur sempre finalizzato all’azione politica. Sembra che l’orientamento di Todi sia quest’ultimo, perché tutti hanno parlato di creare “un punto di riferimento unitario” per l’azione politica dei cattolici.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Ma per fare cosa?&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Se deve essere “unitario” il contenuto unificante non potrebbe che essere il Vangelo.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Se così fosse sarebbe una festa per gli otto milioni e mezzo di poveri che secondo l’ISTAT ci sono in Italia, per i giovani del Sud che non hanno né troveranno lavoro, per i profughi respinti e naufraghi nel Mediterraneo o incarcerati nei centri di raccolta o costretti alla clandestinità, per tutti gli ultimi e anche i penultimi che come tali non hanno né parte né sorte in una società che si vuole “meritocratica”, per gli assetati di giustizia che onorano e non infirmano i giudici, per quelli che pagano il tributo a Cesare, mentre questi lo condona ai ricchi, per i pacifisti che non vogliono le guerre e per tanti altri che da un Vangelo non tradito dalla politica trarrebbero ragioni di vita e perciò, se una grande forza attuasse quel Vangelo, avrebbero salvezza.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;A questa ipotesi unitaria fa ostacolo però il fatto che molti cattolici non sono affatto d’accordo su queste cose, tant’è che difendono il sistema che fa otto milioni di poveri, fanno le leggi che uccidono i profughi, sostengono il governo che odia i giudici e compiace gli evasori, invocano una società meritocratica, considerano giuste le guerre fatte dai nostri ragazzi, e al bene comune preferiscono un’Italia divisa tra amici e nemici.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Non dandosi un’unità su queste cose, considerate opinabili, resterebbero come obbliganti per tutti le cose dette “non negoziabili” che, nelle parole introduttive del cardinale Bagnasco, si riducono a tre: inizio e fine vita, matrimonio, scuola libera in libera fede; queste tre cose, si spiega, sono sorgenti dell’uomo, e quindi a partire da questi temi tutto il resto deriva.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;La domanda è se vi siano qui criteri sufficienti per giudicare “tutta” la politica, e se i cattolici, pur di essere uniti, potrebbero appagarsi di fare solo questo. Ad esempio, con questo solo metro di giudizio, Obama non dovrebbe essere presidente degli Stati Uniti, e infatti i vescovi provarono a impedirlo, come già avevano fatto fallire la candidatura di Kerry contro Bush.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;La domanda inoltre, ammesso che queste cose bastino a fare l’unità dei cattolici, è se poi i cattolici stessi non dovrebbero negoziare, volendo stare nello spazio della politica, i diversi modi in cui quei principi inviolabili possano essere tradotti nella legislazione concreta.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;L’ ipotesi “unitaria” di Todi deve misurarsi con queste domande. Se non ci saranno risposte soddisfacenti, non ha futuro.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1864449016613704386-592812591643976135?l=www.ranierolavalle.it' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://www.ranierolavalle.it/feeds/592812591643976135/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.ranierolavalle.it/2011/10/lipotesi-unitaria.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1864449016613704386/posts/default/592812591643976135'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1864449016613704386/posts/default/592812591643976135'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://www.ranierolavalle.it/2011/10/lipotesi-unitaria.html' title='L&apos;ipotesi unitaria'/><author><name>red</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17132744523510058486</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1864449016613704386.post-957171221261245077</id><published>2011-09-24T21:23:00.000+02:00</published><updated>2011-09-24T21:23:13.987+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='raniero'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='comitati Dossetti'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Comitati Dossetti per la Costituzione'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='raniero la valle'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Giovanni Pecora'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Chiesa'/><title type='text'>Lo spirito e la materia di Assisi</title><content type='html'>di Raniero La Valle &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://www.crisidellachiesa.com/articoli/autorita/apostasia_gpii/assisi_1986.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; cssfloat: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" hca="true" height="203" src="http://www.crisidellachiesa.com/articoli/autorita/apostasia_gpii/assisi_1986.jpg" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Ci sarà il 27 ottobre la salita delle religioni al monte santo di Assisi, per l’incontro ecumenico ed interreligioso indetto dal papa nel venticinquesimo anniversario di quel primo convegno dei leaders religiosi mondiali che fu promosso nel 1986 da Giovanni Paolo II, per la gioia di molti e il cruccio scandalizzato di altri, soprattutto uomini di curia e collaboratori a lui più vicini.&lt;br /&gt;Tutte le religioni insieme: non è forse &lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Irenismo"&gt;irenismo&lt;/a&gt;? &lt;br /&gt;Il problema che esplose allora si ripropone anche oggi.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;La scommessa sta tutta nel fatto che il mettere insieme in nome della fede, e non della politica o della cultura, rappresentanti di religioni e Chiese diverse, non venga messo sul conto di quel relativismo, anzi di quella “dittatura del relativismo”, che è il male strenuamente combattuto da Benedetto XVI fin dall’inizio e anzi dagli antefatti del suo&lt;/div&gt;&lt;a name='more'&gt;&lt;/a&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&amp;nbsp;pontificato. Per allontanare dall’evento tale sospetto lo stesso Benedetto XVI parlando una volta dello “spirito di Assisi”, ne precisava il contenuto in un comune lavoro per la pace e la riconciliazione tra i popoli, “nel rispetto delle differenze delle varie religioni”.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;È molto giusto che le differenze – cioè il pluralismo – siano rispettate, e questo le stesse religioni lo vogliono.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Il problema è però che la differenza rispetto alle altre fedi e religioni non sia identificata dalla Chiesa cattolica nel fatto che essa sarebbe l’unica religione per la salvezza mentre le altre, pur rispettabili, non sarebbero idonee a questo fine.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Se infatti questa fosse la differenza concepita dalla Chiesa romana rispetto ai suoi interlocutori negli incontri ecumenici e interreligiosi, tali incontri si ridurrebbero a puro folklore (anche la liturgia può ridursi a folklore) e vano sarebbe lo stesso “pellegrinaggio” del papa ad Assisi.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Che proprio questo sia il problema è dimostrato dal fatto che il rapporto con le religioni è una delle principali ragioni di rottura con la Chiesa degli integristi scismatici che rifiutano il Vaticano II; contro il raduno di Assisi il loro superiore francese ha avuto parole di fuoco, e pare che nell’incontro del 14 settembre tra il cardinale Levada, prefetto della Congregazione per la dottrina della fede e mons. Bernard Felley, capo dei lefebvriani, questi abbia dichiarato che il vero ostacolo da rimuovere per la riconciliazione sarebbe la dichiarazione “Nostra aetate” del Concilio.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Dal suo punto di vista ha ragione: se c’è infatti un punto decisivo in cui il Concilio ha innovato rispetto alla dottrina comunemente professata nella Chiesa cattolica fino ad allora, è proprio nel riconoscimento dei valori cristici e salvifici che sono presenti in tutte le tradizioni religiose e in tutti gli uomini, come appunto dice la “Nostra aetate” quando afferma che la Chiesa “nulla rigetta di ciò che è vero e santo in queste religioni” le quali, pur nel differenziarsi dal credo cattolico “non raramente riflettono un raggio della verità che illumina tutti gli uomini”.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Queste parole erano del resto solo l’inizio di una riflessione che sarebbe stata sviluppata nello stesso Concilio e poi nella dottrina e nella prassi della Chiesa fino allo “spirito di Assisi” e oltre. La novità stava nel fatto che la Chiesa cattolica non si presentava più come l’unica depositaria della verità e la sola dispensatrice di salvezza, secondo la vecchia affermazione che “extra Ecclesiam nulla salus” (fuori della Chiesa non c’è salvezza), che purtroppo nell’apologetica era stata unita alla figura non edificante di Raab la quale, secondo il racconto biblico, aveva rotto la solidarietà col suo popolo ed era stata l’unica a salvarsi nello sterminio di Gerico.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Il Concilio ha deposto solennemente questa pretesa esclusivista e dominatrice, come Paolo VI depose allora il suo triregno, in favore dei poveri, nelle mani di Massimo IV Saigh, il capo della piccolissima Chiesa melchita.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Dice infatti con forza il Concilio che “con l’incarnazione il Figlio di Dio si è unito in certo modo ad ogni uomo”, ciò che rompe ogni confine di tempi, di templi e di civiltà, ed è proprio quello che gli integristi anticonciliari non riescono ad accettare. La chiave di tutto è nell’affermazione paolina che “Dio vuole che tutti gli uomini si salvino e arrivino alla conoscenza della verità”, incessantemente ripetuta dal Vaticano II sia riguardo alle Chiesa, sia riguardo ai credenti di altre fedi, sia riguardo a tutti quelli che, “immagine di Dio”, sono tenuti, in nome della libertà, a “obbedire soltanto alla propria coscienza”.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Le conseguenze sono ben più profonde che un buon galateo tra le religioni. Come diceva già Teilhard de Chardin occorre “sottrarre la venuta del Figlio di Dio, l’Incarnazione, al quadro di una concezione statica del mondo e della vita, in cui è stata finora collocata”; secondo Carlo Molari (su “Rocca”) l’Incarnazione non è un evento istantaneo che si esaurisce nella realtà umana di Gesù, “ma incide in modo profondo nella storia ed è ancora operante nel divenire umano”; secondo Raimundo Panikkar “non si può ridurre Dio a un ruolo esclusivamente storico, né l’Incarnazione a un fenomeno temporale”; secondo le ultime parole di papa Giovanni, richiamate da don Loris Capovilla proprio in vista di questo prossimo incontro, “quelle braccia allargate del Crocifisso dicono che egli è morto per tutti, per tutti”.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Questo è lo spirito, ma anche la via che parte da Assisi.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: right;"&gt;Raniero La Valle &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1864449016613704386-957171221261245077?l=www.ranierolavalle.it' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://www.ranierolavalle.it/feeds/957171221261245077/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.ranierolavalle.it/2011/09/lo-spirito-e-la-materia-di-assisi.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1864449016613704386/posts/default/957171221261245077'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1864449016613704386/posts/default/957171221261245077'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://www.ranierolavalle.it/2011/09/lo-spirito-e-la-materia-di-assisi.html' title='Lo spirito e la materia di Assisi'/><author><name>red</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17132744523510058486</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1864449016613704386.post-6867810475167688927</id><published>2011-09-02T23:02:00.000+02:00</published><updated>2011-09-02T23:02:22.959+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='raniero'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='comitati Dossetti'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='lavalle'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Comitati Dossetti per la Costituzione'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='raniero la valle'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Giovanni Pecora'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='sinistra cristiana'/><title type='text'>Sciopero generale: adesione dei Comitati Dossetti per la Costituzione</title><content type='html'>&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I Comitati Dossetti per la Costituzione condividono le ragioni dello sciopero generale convocato dalla CGIL per il 6 settembre e partecipano alla giornata di mobilitazione nazionale contro questa manovra che, più che puntare al riequilibrio dei conti pubblici, approfitta della crisi finanziaria per manomettere i caratteri originali democratici e sociali della Costituzione italiana e per cancellare, sul piano simbolico, l'identità della Repubblica.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E’ fondamentale che dalla manovra venga eliminata la disciplina contenuta nell’art. 8, sui contratti collettivi aziendali, che, nulla avendo a che vedere con il riequilibrio dei conti pubblici, mira a&lt;br /&gt;&lt;a name='more'&gt;&lt;/a&gt;&amp;nbsp;smantellare l’edificio del diritto del lavoro, affidando a soggetti privati il compito di dettarne le regole, in deroga alla Costituzione ed alle leggi dello Stato, abrogando – in via di fatto -la tutela pubblica contro il licenziamento illegittimo, anche in violazione dell’art. 30 della Carta dei Diritti fondamentali dell’Unione Europea. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non a caso è collegata alla manovra la proposta di manomissione dell’art. 41 della Costituzione, norma di importanza fondamentale che sancisce che l’iniziativa economica privata è libera, ma:” non può svolgersi in contrasto con l'utilità sociale o in modo di arrecare danno alla sicurezza, alla libertà, alla dignità umana”. L’art.41 sviluppa una concezione dell'attività economica che equilibra la logica del mercato e della proprietà con le funzioni sociali, garantite e promosse dall'intervento pubblico e si fonda sulla consapevolezza dell'importanza che l'assetto ed i rapporti economici hanno ai fini della realizzazione di una società di esseri umani liberi ed uguali. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La disciplina dettata dall’art. 8 e la proposta di manomissione dell’art. 41 della Costituzione prefigurano un inaccettabile imbarbarimento dei rapporti economico-sociali e svelano un disegno golpista e anticostituzionale che punta a demolire l'edificio dei diritti dell'uomo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La proposta di modifica delle nome dettate dall’art. 81 della Costituzione in materia di bilancio come strumento per reagire al disastro dei conti pubblici, è mistificatoria ed ingannevole perché attribuisce alla Costituzione il fallimento economico determinato, invece, da una politica dissennata di dissipazione del bene pubblico dell'Erario (condoni e regali agli evasori, scudi fiscali, etc.) condotta da un ceto politico infedele all’obbligo costituzionale di esercitare le funzioni pubbliche con disciplina ed onore. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Infine la declassazione delle festività civili del 25 aprile (festa della Liberazione), del primo maggio (festa del lavoro) e del 2 giugno (festa della Repubblica) mira a umiliare, anche sul piano simbolico, il valore della Costituzione, nata dalla Resistenza, nella quale all'art. 1 si delinea il volto dell'Italia come quello di una Repubblica democratica fondata sul lavoro. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tutto questo viene poi deciso da due proconsoli (Berlusconi e Bossi), con un metodo che sovverte i meccanismi decisionali propri della democrazia, al punto da prefigurare un mutamento dello stesso sistema politico.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Anche questa volta, come nell’occasione del tentativo di modifica dell’art. 18 dello Statuto dei lavoratori e del referendum del 2006, si è aperto uno scontro politico che ha per oggetto la Costituzione. Ancora una volta la mobilitazione della CGIL e di tutte le persone di buona volontà è di importanza fondamentale per preservare e consegnare alle generazioni future i valori della Costituzione, patrimonio indisponibile del popolo italiano. I Comitati Dossetti vi partecipano ed invitano alla mobilitazione tutti i cittadini italiani.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: right;"&gt;Roma Bologna, 1/9/2011&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: right;"&gt;Il Presidente &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: right;"&gt;(Raniero La Valle)&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1864449016613704386-6867810475167688927?l=www.ranierolavalle.it' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://www.ranierolavalle.it/feeds/6867810475167688927/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.ranierolavalle.it/2011/09/sciopero-generale-adesione-dei-comitati.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1864449016613704386/posts/default/6867810475167688927'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1864449016613704386/posts/default/6867810475167688927'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://www.ranierolavalle.it/2011/09/sciopero-generale-adesione-dei-comitati.html' title='Sciopero generale: adesione dei Comitati Dossetti per la Costituzione'/><author><name>red</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17132744523510058486</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1864449016613704386.post-1311532442426162660</id><published>2011-07-23T13:58:00.000+02:00</published><updated>2011-07-23T13:58:15.512+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='raniero'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='comitati Dossetti'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='lavalle'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Comitati Dossetti per la Costituzione'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='raniero la valle'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Giovanni Pecora'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='sinistra cristiana'/><title type='text'>Povera Italia</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;di Raniero La Valle&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://www.giornali-italiani.it/img/povera-italia.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; cssfloat: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" src="http://www.giornali-italiani.it/img/povera-italia.jpg" t$="true" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;Era cominciata con uno slogan baldanzoso, ottimistico, allegro, “Forza Italia”, che evocava gioie e vittorie, un po’ come la “gioiosa macchina da guerra” del Grande Distruttore Occhetto, e finisce con una esclamazione amara, che sta sulle bocche di tutti, in patria e all’estero, sui giornali e nelle Cancellerie, ed evoca frustrazione, dolore, sconfitte: “Povera Italia!” &lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;L’Italia è diventata più povera nel lungo ciclo berlusconiano, le cui ultime convulsioni, ancora dettate dalla protervia e dall’arroganza di chi in nessun modo vuole lasciare un potere che più non gli compete, riempiono le cronache politiche, giudiziarie ed economiche di queste settimane estive. Ma questa povertà non è solo di denaro, non è solo delle famiglie, delle imprese, dei giovani che vedono isterilirsi il futuro. È una povertà più profonda. Sono le speranze che sono venute meno, è il senso di appartenenza a una stessa comunità politica che sembra perduto, a favore di quella lotta di tutti contro tutti che nell’attuale politica ha il suo modello ed il suo paradigma; è la stima in quanti rendono un servizio pubblico che è&lt;/div&gt;&lt;a name='more'&gt;&lt;/a&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&amp;nbsp;entrata in crisi, e non perché essi rubino (la maggior parte non lo fa) ma perché non pensano per niente al pubblico, e perché è passata l’idea che il servizio pubblico – dal capo del governo al funzionario che sta allo sportello – non è che uno dei modi per provvedere ai propri interessi privati. Né la cultura (è stata proclamata la morte di tutte le culture novecentesche) né l’etica (distrutta dal moralismo ed esaurita in pure e semplici petizioni di principio) sono più in grado di esercitare una funzione aggregante: “non c’è più la colla”, diceva già Giuseppe Dossetti.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;In tutto questo l’Italia ha cessato di essere felice. Problemi ne ha sempre avuti, ma mai aveva perso il gusto della vita, la gioia di parlarsi, di stare in relazione. Naturalmente non si può dare la colpa al governo, alla maggioranza, alla Confindustria, alla Fiat, alle regioni, alla politica se la gente non è felice. La felicità la politica non la può dare, né gliela si può chiedere senza perdere la libertà. Però l’uomo ha il diritto innato di cercare la felicità (lo diceva anche la Dichiarazione d’indipendenza americana), e compito della Repubblica, come dice la Costituzione al suo articolo 3, è di rimuovere gli ostacoli che di fatto impediscono di perseguirla; le effettività dei diritti, al lavoro, allo studio, alla salute, alla casa, non sono la felicità ma sono le vie per cercarla.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;L’ideologia della destra al potere in regime bipolare ha radicalmente e in via di principio negato questo ruolo della Repubblica; lo Stato minimo, lo Stato che pezzo per pezzo smonta l’edificio della sicurezza sociale, lo Stato che non mette le mani in tasca ai cittadini ricchi e quelli poveri li manda a mani vuote, non fa spazio alla società, la abbandona. E se poi propone dei modelli di felicità, questi sono miserandi. Per il partito di Berlusconi la felicità sta nel non pagare le tasse, nell’avere giudici rattrappiti perché si possa più facilmente delinquere avendo buoni avvocati, sta nella modalità consumistica del vivere e nella esclusione dal messaggio mediatico e televisivo di ogni traccia di informazione e di cultura; per la Lega nord la felicità sta nella sicurezza, nell’egoismo di razza e di nazione, nella cancellazione dello straniero, e in quel federalismo che consista nel non far uscire i soldi dal Nord e portarvi almeno due ministeri dal Sud.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Sarebbe sbagliato attribuire questo sfacelo a una forza del destino, a un improvviso degrado dello spirito italiano, a un inopinato rovescio economico. L’Italia è stata sciupata con lucida determinazione, anno dopo anno, a partire dalle prime riforme elettorali, a partire dai tentativi di mettere sotto controllo la magistratura prima ancora di Tangentopoli, a partire dai primi attacchi al principio della rappresentanza, a partire dalla pretesa, avanzata già da Cossiga, di liquidare l’impianto costituzionale del ’48 per dar luogo a una seconda Repubblica cesarista ed extraparlamentare.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;È un miracolo che dopo vent’anni il lungo lavoro eversivo non sia giunto a compimento, che grandi risorse di democrazia e di solidarietà siano ancora presenti nel Paese, e che la Costituzione possa ancora essere salvata. Ma deve esser chiaro che di questo si tratta quando si discute di bipolarismo, di referendum elettorali, quando, nonostante la prova fallimentare del nuovo sistema, si dice che “non si può tornare indietro”, quando sotto il pretesto di tagliare i costi della politica, si vogliono in realtà abolire i costi della democrazia e quando a sinistra si insiste sulla sciagurata “vocazione maggioritaria” del partito pigliatutto per rendere eterni i governi.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Quella che dobbiamo fare non è una scelta alchemica tra quel tanto di maggioritario o di proporzionale che dovrebbe avere il nuovo sistema elettorale, in un solo turno o due turni, è una scelta di civiltà e di rilegittimazione politica.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: right;"&gt;Raniero La Valle&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1864449016613704386-1311532442426162660?l=www.ranierolavalle.it' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://www.ranierolavalle.it/feeds/1311532442426162660/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.ranierolavalle.it/2011/07/povera-italia.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1864449016613704386/posts/default/1311532442426162660'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1864449016613704386/posts/default/1311532442426162660'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://www.ranierolavalle.it/2011/07/povera-italia.html' title='Povera Italia'/><author><name>red</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17132744523510058486</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1864449016613704386.post-5485594911506843386</id><published>2011-07-18T13:08:00.000+02:00</published><updated>2011-07-18T13:08:06.538+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='raniero'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='comitati Dossetti'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='lavalle'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Comitati Dossetti per la Costituzione'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='raniero la valle'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Giovanni Pecora'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='sinistra cristiana'/><title type='text'>Il falso testamento</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;di Raniero La Valle&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://www.lavocedelpopolo.it/vocenewsletter/2007a/070103_eutanasia_origin.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; cssfloat: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" m$="true" src="http://www.lavocedelpopolo.it/vocenewsletter/2007a/070103_eutanasia_origin.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;È un pessimo segno dei tempi il fatto che il Parlamento, non potendo occuparsi del bene del Paese rimasto in poche sporchissime mani, si sia incattivito nell’impresa di dettare norme su come morire. Costituzionalmente disabile, per come è stato eletto, a provvedere alla vita, si dedica alla morte. Il Parlamento lo fa non solo dettando per legge i termini della “morte naturale”, ma intromettendosi in quella sfera personalissima che una volta era il cosiddetto testamento spirituale, nel quale ciascuno pensava se stesso nel momento futuro della morte, per vedere quale fosse l’ultima parola da lasciare ai vivi. Di questa parola il legislatore si appropria, del testamento fa carte false, o anche carta straccia; si chiama testamento biologico, ma in realtà è l’atto di fede in cui una persona dice come crede nella vita: se crede che la vita non stia tutta nella vita fisica, sicché se si lascia questa non è la vita intera che si lascia; se crede alla distinzione tra nuda vita, vegetale o animale&lt;/div&gt;&lt;a name='more'&gt;&lt;/a&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&amp;nbsp;che sia, e una vita rivestita dell’umano, e magari umanizzata dallo spirito divino; oppure crede che senza ventilazione non c’è nessuna vita.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;È triste e pericolosa una società nella quale si sente il bisogno di fare una legge sulla morte, soprattutto per proibire una buona morte, che in greco si dice eutanasia. Vuol dire che siamo arrivati a un grado di tale sospetto reciproco, di tale sfiducia nei parenti, nei medici, negli infermieri, nei giudici come se tutti fossero lì pronti a toglierci la vita, che c’è bisogno di una legge, di una ferrea norma penale per vietarglielo. Una volta, quando si moriva in casa, e quando le macchine non intercettavano quello che si chiamava “il ritorno alla casa del Padre”, ciò sarebbe stato inconcepibile. Ma ora abbiamo a che fare con un legislatore che pretende di estendere il suo controllo su tutte le pieghe della realtà, e con una maggioranza parlamentare che ha patito come uno scacco, come un’intollerabile usurpazione il fatto che la povera Eluana Englaro morisse un attimo prima che un suo sovrano decreto glielo impedisse. Vuole una rivincita su tutte le Eluane Englaro del futuro.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;La Chiesa farebbe bene a non mettercisi in mezzo. Per molte ragioni. La più mondana è che se la Chiesa detta alla politica l’agenda etica, una politica cattolica, fatta o ispirata dai cattolici, non è più possibile: è possibile solo una politica ecclesiastica eseguita magari da miscredenti e corrotti per tutt’altri motivi. Fino a quando la Chiesa dei vertici si assume la titolarità delle scelte politiche che giudica per lei rilevanti, la Chiesa della base, cioè i fedeli laici non possono farci niente, ed è inutile auspicare una nuova generazione di politici cattolici e magari proporre ad attempati pionieri di una nuova DC un codice della Segreteria di Stato arcaicamente chiamandolo codice di Camaldoli.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;La ragione più ecclesiale è che il declino della Chiesa in Italia, dopo gli anni del Concilio, è cominciato quando essa si è tutta concentrata ed esaurita nella lotta contro il divorzio, e poi in quella dell’aborto, e poi, sempre più polarizzandosi, in quella per la vita “dal concepimento alla morte naturale”; ciò comportava una riduzione del cristianesimo a una sorta di Autorità di garanzia della vita fisica (purché “innocente”) e un invilupparsi del movimento cristiano nei movimenti per la vita. Di conseguenza doveva venirne l’arretramento del suo progetto religioso in progetto culturale.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;La ragione più spirituale è che nella riduzione della fede ad etica, cioè a casistica dei comportamenti ammissibili, si perde l’essenziale del messaggio di salvezza. La religione dei precetti c’era già, erano tanti, ed era il giudaismo. Se c’era da aggiungerne di nuovi, a ogni cambiamento di culture e di tecniche, non c’era bisogno che partorisse Maria. La novità del cristianesimo sta nell’aver portato l’etica, la norma dell’agire, dal dominio della verità al dominio dell’amore, dal regno dell’obbedienza al regno della libertà. Ogni volta la Chiesa fa fatica ad essere la Chiesa di quel messaggio lì: è più semplice affermare una verità, dichiararla oggettiva (intemporale universale e astorica) ed esigere comportamenti conseguenti.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;L’ultima volta fu quando nella “Pacem in terris” Giovanni XXIII voleva dire agli uomini che se volevano la pace, dovevano farsi guidare (ducibus) dalla verità, dalla libertà, dalla giustizia e dall’amore. I censori gli obiettarono che non si poteva mettere sullo stesso piano la verità e la libertà, perché il magistero dei recenti pontefici aveva stabilito una gerarchia, era la verità che doveva decidere di tutto, la libertà era vigilata, doveva passare all’esame di chi deteneva la verità. Non parliamo poi dell’amore. Papa Giovanni lasciò quelle parole come stavano. La dignità dell’uomo stava nel poter cercare liberamente la verità, l’etica stava nel farsi discepoli dell’amore di Dio.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: right;"&gt;Raniero La Valle&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1864449016613704386-5485594911506843386?l=www.ranierolavalle.it' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://www.ranierolavalle.it/feeds/5485594911506843386/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.ranierolavalle.it/2011/07/il-falso-testamento.html#comment-form' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1864449016613704386/posts/default/5485594911506843386'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1864449016613704386/posts/default/5485594911506843386'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://www.ranierolavalle.it/2011/07/il-falso-testamento.html' title='Il falso testamento'/><author><name>red</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17132744523510058486</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1864449016613704386.post-1674818017709235337</id><published>2011-06-30T11:16:00.000+02:00</published><updated>2011-06-30T11:16:06.975+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='comitati Dossetti'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Comitati Dossetti per la Costituzione'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='raniero la valle'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Giovanni Pecora'/><title type='text'>Perché i cattolici</title><content type='html'>di Raniero La Valle&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;table cellpadding="0" cellspacing="0" class="tr-caption-container" style="float: left; margin-right: 1em; text-align: left;"&gt;&lt;tbody&gt;&lt;tr&gt;&lt;td style="text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://www.lapira.org/file_notizia/57051.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; cssfloat: left; margin-bottom: 1em; margin-left: auto; margin-right: auto;"&gt;&lt;img border="0" height="227" i$="true" src="http://www.lapira.org/file_notizia/57051.jpg" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;tr&gt;&lt;td class="tr-caption" style="text-align: center;"&gt;Giorgio La Pira vota alla Camera dei Deputati&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Resta da chiedersi come mai tra il maggio e il giugno di quest’anno c’è stato il grande ritorno dei cattolici alla politica, quale si è manifestato sia nei sorprendenti risultati delle elezioni amministrative sia nel quadruplice voto referendario. Ciò che è accaduto è che mentre nelle ultime sciagurate elezioni politiche il voto cattolico si era ripartito tra gli schieramenti e i partiti esattamente nelle stesse proporzioni in cui si era distribuito il voto degli italiani in generale, risultando perciò irrilevante, ora invece l’elettorato cattolico si è polarizzato nel voto “di liberazione” di città come Milano, Napoli, Cagliari e altre città del Nord, e si è concentrato nella valanga dei “sì”. &lt;br /&gt;L’imponente spostamento di voti dalla Lega e dal Popolo della Libertà alle posizioni opposte, è spiegabile solo col mutato atteggiamento dei cattolici praticanti, del resto anticipato da un sondaggio commissionato dai “cristiano-sociali” alla SWG, da cui risultava che il 57-59 per cento dei cattolici praticanti provavano “disgusto per il comportamento di Berlusconi” o lo ritenevano “una vergogna per l’immagine del Paese” non potendosi separare vita&lt;/div&gt;&lt;a name='more'&gt;&lt;/a&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&amp;nbsp;privata e funzione pubblica, che dal novembre 2010 al gennaio 2011 il gradimento del governo presso gli elettori cattolici era sceso dal 42 al 33 per cento e che la quota di quelli che avendolo votato non lo avrebbero votato più raggiungeva il 22 per cento.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Una simile vitalità della componente cattolica nella vita politica non si registrava da anni. La stagione d’oro della partecipazione politica dei cattolici ha coperto molti decenni del Novecento, dalla straordinaria scelta laica e popolare di don Sturzo all’antifascismo della Resistenza, dalle “idee ricostruttive della Democrazia Cristiana “ di De Gasperi all’apporto decisivo dato alla concezione e alla formulazione della Carta Costituzionale, dal baliatico della Repubblica e della ripresa economica esercitato dalla DC alla nuova creatività di forme politiche e di lotte per i diritti indotta dal Concilio Ecumenico Vaticano II, fino alla vetta della strategia innovatrice di Moro, violentemente interrotta col suo sequestro ed assassinio. Da allora è scesa la notte ed altri protagonisti, altri gestori, altri progetti e altri metodi hanno invaso l’Italia per farne una cosa del tutto diversa. Fino alla fiammata di ora. Come si spiega?&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;La scomparsa dei cattolici organizzati dalla scena politica (pur essendo rimasta la loro presenza individuale nei diversi partiti) è essenzialmente legata al venir meno degli strumenti attraverso cui si era esercitata la loro azione, prima di tutto la DC ma anche le organizzazioni “collaterali” (ACLI, associazioni, sindacati) e, sull’altro versante, la Sinistra Indipendente. A questa causa strutturale si è aggiunto il passaggio del sistema politico italiano dal pluralismo al bipolarismo maggioritario, con la conseguente perdita del concetto di bene comune, che è la ragione stessa del cattolicesimo politico, e si è unito il fatto che la Chiesa dei vescovi si è assunta direttamente la gestione dei rapporti col potere, mettendo fuori gioco e rendendo superfluo, se non fastidioso, il laicato. Questo pertanto si è confinato nel volontariato, nell’azione sociale, nel “progetto culturale” e, nei casi migliori, nella “scelta religiosa”. &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;È molto significativo che il ritorno della fiamma politica sia avvenuto nel momento in cui la Chiesa dei vescovi è sembrata ritornare sui suoi passi e prendere qualche distanza dal potere politico, e che i cattolici si siano mobilitati non per le questioni a cui la Chiesa ha finito per ridurre tutta la “dottrina sociale cristiana”, cioè bioetica, matrimonio e scuola, ma per altri grandi temi cristiani e umani universali come la rivendicazione di legalità ed eguaglianza contro i prìncipi arroganti e ingiusti, la difesa del povero, dello straniero, del musulmano, la tutela dell’acqua, simbolo pasquale e battesimale di una vita non statica ma che sempre rinasce, il lavoro come “bene divino” (lo ha detto Benigni) da mettere a frutto e da trasmettere alle future generazioni, l’uso mite dell’energia, la cura dei beni comuni e la salvaguardia del creato. &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Ora si tratta di non lasciare più queste cose, ma di rimetterle dentro una robusta e costante azione politica perché non si debba aspettare, per una significativa riapparizione dei cattolici, la fine della legislatura per il giorno del giudizio taumaturgico delle urne, o un altro referendum (e già si annuncia, come da non perdere, quello sul risanamento della legge elettorale). &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Ma una costante ed efficace azione politica dei cattolici è possibile solo se non è impedita dalla Chiesa, e se ne vengono inventati e approntati gli strumenti, che per i cristiani devono essere strumenti laici, sempre disponibili al dialogo, al negoziato e alla fecondazione reciproca con tutte le culture politiche e con tutti i cittadini.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: right;"&gt;Raniero La Valle&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1864449016613704386-1674818017709235337?l=www.ranierolavalle.it' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://www.ranierolavalle.it/feeds/1674818017709235337/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.ranierolavalle.it/2011/06/perche-i-cattolici.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1864449016613704386/posts/default/1674818017709235337'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1864449016613704386/posts/default/1674818017709235337'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://www.ranierolavalle.it/2011/06/perche-i-cattolici.html' title='Perché i cattolici'/><author><name>red</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17132744523510058486</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1864449016613704386.post-157758752789177316</id><published>2011-06-23T00:21:00.000+02:00</published><updated>2011-06-23T00:21:20.655+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='comitati Dossetti'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='lavalle'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Comitati Dossetti per la Costituzione'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='raniero la valle'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Giovanni Pecora'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='sinistra cristiana'/><title type='text'>I COMITATI DOSSETTI PER LA COSTITUZIONE ADERISCONO AI REFERENDUM ELETTORALI PASSIGLI-FERRARA-VILLONE</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Roma - I Comitati Dossetti per la Costituzione aderiscono ai referendum sulla legge elettorale promossi da Stefano Passigli, Gianni Ferrara, Massimo Villone ed altri illustri esponenti della civiltà politica italiana, volti a ristabilire una vera rappresentanza parlamentare e a riscattare il sistema elettorale italiano dagli snaturamenti introdotti dalla riforma Calderoli. I referendum mirano infatti a restituire al popolo sovrano il diritto di eleggere i suoi rappresentanti, senza sovvertimenti maggioritari, senza reprimere il pluralismo politico in coalizioni forzate, e senza la abusiva investitura presidenzialistica di un capo che possa trasformare il mandato ricevuto in un diritto divino a governare in nome di una legittimazione populistica non più revocabile, come è avvenuto con Berlusconi. &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;I Comitati Dossetti per la Costituzione sosterranno il Comitato per il referendum e concorreranno alla raccolta delle firme.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Nel caso che il popolo sia chiamato alle urne prima che i referendum vadano a buon fine, i Comitati Dossetti per la Costituzione richiamano la loro proposta volta a realizzarne ugualmente gli obiettivi, attraverso la formazione di una larga coalizione di forze costituzionali, più ampia della coalizione necessaria a governare, capace di conseguire un risultato elettorale tale da vanificare e rendere inoperanti i meccanismi manipolatori previsti dalla legge vigente. &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;(Questo comunicato è firmato dal Presidente dei Comitati Dossetti, Raniero La Valle) &lt;/em&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1864449016613704386-157758752789177316?l=www.ranierolavalle.it' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://www.ranierolavalle.it/feeds/157758752789177316/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.ranierolavalle.it/2011/06/i-comitati-dossetti-per-la-costituzione.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1864449016613704386/posts/default/157758752789177316'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1864449016613704386/posts/default/157758752789177316'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://www.ranierolavalle.it/2011/06/i-comitati-dossetti-per-la-costituzione.html' title='I COMITATI DOSSETTI PER LA COSTITUZIONE ADERISCONO AI REFERENDUM ELETTORALI PASSIGLI-FERRARA-VILLONE'/><author><name>red</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17132744523510058486</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1864449016613704386.post-180595853389489724</id><published>2011-06-16T17:44:00.000+02:00</published><updated>2011-06-16T17:44:19.277+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='comitati Dossetti'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Comitati Dossetti per la Costituzione'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='raniero la valle'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Giovanni Pecora'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='sinistra cristiana'/><title type='text'>Sfiduciate le Camere</title><content type='html'>di Raniero La Valle &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://www.vitulazio24ore.it/public/fotonews/3831_referendum-SI.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; cssfloat: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" src="http://www.vitulazio24ore.it/public/fotonews/3831_referendum-SI.jpg" t8="true" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Tra le elezioni amministrative di maggio e i referendum del 12 e 13 giugno si è consumato il 25 luglio del regime. A tutti si è reso manifesto che il processo di liberazione non si è arrestato: la gente prende in mano la sua vita; la democrazia, solo che le vengano dati gli strumenti per funzionare, resiste, e proprio nel giorno in cui Berlusconi impegnava le scelte future dell’Italia promettendo a Netanyahu che si sarebbe opposta alla nascita di uno Stato palestinese non consentita da Israele, il governo precipitava in una gravissima crisi.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Sono almeno quattro i significati travolgenti del voto di giugno.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Il primo significato è naturalmente quello che riguarda i quesiti proposti. Sull’acqua avevano detto gli oppositori dei referendum che essa era e rimaneva pubblica, e perciò il voto era inutile; il solo&lt;/div&gt;&lt;a name='more'&gt;&lt;/a&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&amp;nbsp;problema era a chi, all’uscita dal rubinetto, si dovesse pagare. Gli elettori ne hanno dedotto che se l’acqua è pubblica, la sua appropriazione è un peculato; lo diceva anche San Tommaso che “&lt;em&gt;peculatus est furtum rei communis&lt;/em&gt;”; e perciò hanno votato contro questo peculato.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Sulle centrali nucleari gli oppositori del referendum avevano fatto finta di toglierle di mezzo; gli elettori hanno capito che se il nucleare si poteva fare solo a patto di far credere ai cittadini che non si facesse, i cittadini avevano il dovere di non farsi ingannare e di dire chiaro e tondo che Chernobyl e Fukushima già bastano.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Sul legittimo impedimento gli elettori hanno colpito al cuore l’ideologia berlusconiana dell’uomo solo che incorpora in se stesso tutto il popolo, e che perciò è al di sopra di tutti, incensurabile e non perseguibile. Sei uno come noi, gli hanno detto. E se molto gli avevano finora permesso, ciò che non gli hanno perdonato (compresi moltissimi elettori del centro-destra) è che egli danzi il bunga-bunga sulle rovine di una generazione, sui barconi di profughi che affondano nel Mediterraneo e su una devastante guerra alla Libia a cui, fedifrago, aveva promesso non belligeranza ed eterna amicizia.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Il secondo significato del voto referendario è la novità di un grande impegno dei giovani, che attraverso la loro passione e i mezzi nuovi che sanno usare, hanno contagiato il Paese dell’emozione per i grandi beni comuni che erano in gioco, e hanno costruito quasi da soli il risultato.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Il terzo significato del voto è che esso segnala il gran ritorno dei cattolici alla politica. Non quelli delle istituzioni che invischiati nella palude dei blocchi contrapposti più di tanto non possono fare. Ma i cattolici della base che dimostrano la loro freschezza e dedizione, sposando la causa dell’acqua, della salvaguardia del creato, della giustizia, che militano nei movimenti ecologici e pacifisti, che operano nelle Caritas, che animano il volontariato, che credono all’etica sia pubblica che privata, che votano alle amministrative per candidati credibili e mandano all’aria coi referendum una classe di governo priva di principi, trasformista e politicamente anarchica. Che questi cattolici abbiano questa volta trovato una sponda nella Chiesa e nella Caritas di Milano, nel presidente della CEI e addirittura nel Papa, li ha resi liberi e finalmente efficaci.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Il quarto significato è quello di una sfiducia inflitta alle Camere. Nel nostro sistema il governo è sfiduciato dal Parlamento, e il Parlamento è sfiduciato dal corpo elettorale (per questo ci vuole il quorum). Se le Camere vengono meno al loro compito e tengono in vita un governo improponibile, l’elettorato supplisce a questa inadempienza e sfiducia governo e Camere. Ciò tanto più chiaramente è avvenuto in questo caso, quando il Parlamento si era identificato in ogni modo con le leggi che il popolo ha abrogato: tentando la truffa sul nucleare, votando in tutte le salse il lodo Alfano e le altre leggi ad personam, insidiando il referendum sull’acqua e facendo della corruzione di una minorenne un importante affare di Stato di rilievo internazionale. L’elettorato, contrapponendosi alla maggioranza parlamentare, ha denunciato che queste Camere non lo rappresentano; né d’altronde esse lo potrebbero, per come sono state elette, per la non corrispondenza tra voti e seggi, per i parlamentari designati dall’alto, per la corruzione sopravvenuta con l’acquisto mediante prebende e onori di deputati di rincalzo in sostituzione di quelli usciti dalla maggioranza.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Questo divario tra Parlamento e Paese dev’essere quanto prima colmato. La sfiducia che, nelle forme costituzionalmente previste, l’elettorato ha espresso alle Camere dovrebbe comportare il loro immediato scioglimento. Non c’è affatto scritto nella Costituzione che le Camere possono essere sciolte solo quando non riescono a tenere in piedi un governo. In effetti, con queste Camere non si può fare più niente: né un’azione plausibile di governo, né tanto meno una nuova legge elettorale. Per far questo ci vuole ormai un nuovo Parlamento, e la maggioranza dei cittadini è ansiosa di eleggerlo.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: right;"&gt;Raniero La Valle&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1864449016613704386-180595853389489724?l=www.ranierolavalle.it' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://www.ranierolavalle.it/feeds/180595853389489724/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.ranierolavalle.it/2011/06/sfiduciate-le-camere.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1864449016613704386/posts/default/180595853389489724'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1864449016613704386/posts/default/180595853389489724'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://www.ranierolavalle.it/2011/06/sfiduciate-le-camere.html' title='Sfiduciate le Camere'/><author><name>red</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17132744523510058486</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1864449016613704386.post-5839001919529104419</id><published>2011-06-15T16:02:00.001+02:00</published><updated>2011-06-15T16:04:36.579+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='raniero'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='comitati Dossetti'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='lavalle'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Comitati Dossetti per la Costituzione'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='raniero la valle'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Giovanni Pecora'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Chiesa'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='sinistra cristiana'/><title type='text'>Documenti/ DOSSETTI LA PIRA E LAZZATI ALLA COSTITUENTE NELLA TESTIMONIANZA DI  UN VESCOVO ITALIANO</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;em&gt;Sull’opera di Giuseppe Dossetti, Giorgio La Pira e Giuseppe Lazzati alla Costituente Mons. Alessandro Plotti , Vescovo emerito di Pisa, ha reso il 26 maggio 2011 a una Tavola Rotonda organizzata a Roma dal Movimento Rinascita Cristiana, la testimonianza che qui pubblichiamo.&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;oooOOOooo&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;table cellpadding="0" cellspacing="0" class="tr-caption-container" style="float: left; margin-right: 1em; text-align: left;"&gt;&lt;tbody&gt;&lt;tr&gt;&lt;td style="text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://domani.arcoiris.tv/wp-content/uploads/2011/02/dossetti.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; cssfloat: left; margin-bottom: 1em; margin-left: auto; margin-right: auto;"&gt;&lt;img border="0" height="240" src="http://domani.arcoiris.tv/wp-content/uploads/2011/02/dossetti.jpg" t8="true" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;tr&gt;&lt;td class="tr-caption" style="text-align: center;"&gt;Giuseppe Dossetti e Giorgio La Pira&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;Molti cattolici che avevano combattuto su vari fronti l’esperienza fascista e la tragica esperienza della II guerra mondiale, che avevano preso parte, con convinzione e spirito di servizio alla lotta per la libertà, alla Resistenza, approdarono come membri eletti all’Assemblea Costituente, per dare all’Italia un nuovo assetto repubblicano e costruire un nuovo volto di società.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;A cominciare da De Gasperi, si potrebbero citare nomi prestigiosi che poi, nel Parlamento italiano, hanno avuto un ruolo determinante e significativo, partecipando anche all’azione di governo.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Ma a me piace parlare soprattutto di tre persone che, pur diverse per storia personale, per bagaglio culturale e per sensibilità spirituale, hanno sicuramente primeggiato nella stesura della Carta costituzionale. Mi riferisco a Giuseppe Dossetti, a Giorgio La Pira e a Giuseppe Lazzati che in una sempre più stretta amicizia, hanno avuto il coraggio di avviare e di gestire un dialogo fruttuoso, proprio sui contenuti della Costituzione, con le forze politiche che molti cattolici benpensanti e conservatori guardavano con sospetto e con le quali avrebbero forse voluto un confronto dialettico più rigido o uno scontro istituzionale tra due visioni dello Stato divergenti.&lt;br /&gt;&lt;a name='more'&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Che cosa si può dire, molto sinteticamente, di questi tre personaggi così diversi, ma uniti saldamente in una condivisa passione per il bene del Paese in un momento così difficile per una ricostruzione della coscienza democratica? Cercherò brevemente di mettere in luce alcuni connotati di questa azione concordata per un contributo dei cattolici a fare la Costituzione.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Un primo dato importante che li rende simili è certamente il loro chiaro e coraggioso antifascismo. Giuseppe Dossetti entrò nella Resistenza svolgendo attività di coordinamento politico per parte cattolica nella zona di Cavriago e nel 1944-45 fu presidente del Comitato provinciale di Liberazione Nazionale di Reggio Emilia. Giorgio La Pira, perseguitato dai fascisti, lasciò Firenze l’8 settembre 1943; informato del mandato di cattura contro di lui, dopo un breve periodo di soggiorno a Siena, l’8 dicembre si rifugiò a Roma. Poté rientrare a Firenze nell’agosto del 1944. Giuseppe Lazzati ebbe un destino ben più pesante. Rifiutandosi di entrare a far parte dell’esercito e di aderire alle formazioni fasciste, fu deportato in Germania e fece l’esperienza dei lager tedeschi dai quali rientrò a Milano solo alla fine del mese di agosto del 1945.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Storie diverse, esperienze diverse, ma tutti e tre, usciti indenni dall’infelice esperienza fascista, sentivano l’urgenza di promuovere un programma di preparazione a una innovatrice presenza politica capace di fondere, conservando vivo il senso delle distinzioni, una vivace ispirazione cristiana, con una novità di concezione dello Stato che superasse sia quella liberale-borghese, cui si rifaceva sostanzialmente lo stesso fascismo, sia quella marxista-collettivista negatrice di ogni libertà. Questa urgenza percepita e sofferta dai nostri tre personaggi, si caricava di significati di servizio alla comunità nazionale teso a imprimere alla comunità stessa un segno di novità di vita che ebbe i momenti più significativi prima nella scelta repubblicana, poi nell’elaborazione di una Costituzione nella quale risultasse esaltato il senso del rapporto vitale persona-comunità nei suoi profili giuridici, sociali e politici, nel segno della giustizia, e contro ogni privilegio, e di una indipendenza, sul piano internazionale che, pur tenendo conto delle necessità del Paese uscito stremato dall’esperienza fascista e dalla guerra di liberazione, si premunisse da soggezioni limitative della propria libertà.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Ma come si conobbero e diventarono amici Dossetti, La Pira e Lazzati?&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Lazzati e Dossetti si conobbero già negli anni 30-40. Dal 1936 scoprono di condividere una peculiare scelta di vita: quella di una forma di laicità consacrata che poi la Chiesa riconoscerà come quella degli Istituti secolari. E il catalizzatore di questa scelta è il gruppo fondato da padre Gemelli dei missionari della Regalità. Consacrazione destinata particolarmente ad un impegno culturale, oltre che religioso, nella Chiesa.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;La Pira sente la medesima vocazione, per testimoniare in modo credibile la dignità divina dell’indole secolare; ed entrerà anch’egli tra i missionari della Regalità. E così i tre si trovano in una consacrazione celibataria per il Regno, accomunati, avendo lo stesso punto di riferimento iniziale e la stessa meta da raggiungere.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Certamente questa comune aspirazione ad essere e restare fedeli laici, pur nella risposta radicale di una consacrazione, ha creato una specifica spiritualità moderna, dando nuove risonanze alla spiritualità cristiana e rivelandone potenzialità rimaste inesplorate per oltre un millennio. Una “mistica” che si fa anima delle più coraggiose avventure politiche, ricerca di una fondazione politica capace di iniziare nella storia, come sua tensione ideale, il disegno dei “cieli nuovi e della nuova terra”. Una tensione che è amore per l’uomo e per la società, amore di carità che deve trovare nella politica la sua più alta forma espressiva tesa a realizzare nella libertà, nella giustizia, il bene comune e supremo della pace che permette a ogni uomo e a ogni popolo, nella operosa tranquillità dell’ordine, di essere se stesso nella dinamica del proprio sviluppo per il bene proprio e per il bene di tutti.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Questo marchio di laicità e di autonomia dei laici nelle realtà temporali è il filo conduttore del loro contributo alla Costituzione.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Questo retroterra spirituale e culturale permette loro con assoluta limpidezza un dialogo e un confronto costruttivo con le altre forze politiche, nel rispetto del pluralismo ideologico, come dato strutturale di una società moderna e nella assunzione, senza equivoci e confusione di piani, delle esigenti incombenze sociali e istituzionali e nella serena e sincera valorizzazione delle diverse opzioni culturali e metodologiche.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;In questa esperienza di impegno politico c’è una condivisione piena non solo di visione politica autenticamente democratica, ma anche di orizzonti più vasti, di modo di intendere la vita e l’impegno nella città dell’uomo per una umanizzazione integrale in cui fede e vita si coniugano.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Questo coraggio di rompere gli steccati, di andare oltre le pre-comprensioni, di accogliere e convogliare tutte le anime di verità presenti negli altri schieramenti politici, diventa così una modalità, non tanto di strategia politica o di baratti, ma di irreprensibile servizio al bene della nazione, che non può essere rivendicato solo dalla forze cattoliche.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Ma c’è anche un altro dato che ritengo importante ricordare, specialmente oggi, quando assistiamo allo spettacolo indecente di deputati che cambiano “la giacca” solo per avere un posto di potere.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Il comune impegno politico di Dossetti, La Pira e Lazzati nasce casualmente e senza che nessuno dei tre l’abbia cercato e voluto.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Dossetti racconta: io non ho per niente cercato di entrare in politica. Sono entrato in politica attraverso una rottura di testa per un incidente d’auto. Sono capitato a Roma per caso, non conoscevo nessuno e non ero conosciuto da nessuno.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;La Pira confessa: non ho mai voluto essere né deputato né sindaco: mi ci hanno violentemente posto in questi luoghi, nei quali per starci e per resisterci ci vogliono attitudini di altro livello e di altra natura da quelli che tipi come me possiedono.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Solo gli interessi di Gesù Cristo e della sua Chiesa mi costrinsero ad andare in Parlamento.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Lazzati ricorda che fu l’insistenza dell’amico Dossetti a fargli assumere l’impegno politico rinunciando al suo servizio nell’Azione Cattolica e ai suoi studi. Scelta imprevista: diventa politico suo malgrado.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Anche questo mi sembra un segno straordinario di obbedienza, di disponibilità e di generosità, che solo una formazione profondamente teologica e soprannaturale può procurare.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Infatti nessuno dei tre fece il politico di professione. Dossetti maturò la vocazione sacerdotale, La Pira lasciò dopo un breve periodo di partecipazione al governo, Lazzati dopo la prima legislatura ritornò ai suoi studi. Dunque la loro convinta partecipazione all’Assemblea Costituente nasce non certo dalla ricerca di gratificazioni o peggio di potere, ma esclusivamente come servizio al Paese uscito prostrato politicamente ed economicamente dalla tragica vicenda della guerra e della liberazione dal giogo della dittatura fascista, per un servizio politico diretto cui costringeva l’urgenza e la durezza dell’ora, in vista di assicurare che non andasse perduto nuovamente, sotto segno opposto, quel supremo bene di libertà che si era faticosamente e ad alto prezzo riconquistato.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Il concetto su cui la Costituzione risulta fondata è certamente quello che i tre sostennero con particolare forza, fatta di convinzione, di rigore logico, di vigore innovativo, se si vuol dire, rivoluzionario: il primato della persona. Sul fondamento di tale irrinunciabile principio che consegnava loro la tradizione di un pensiero in cui si intrecciano elementi di metafisica classica e di speculazione teologica, si imponeva quale idea direttiva della Costituzione l’assioma: lo Stato per l’uomo e non l’uomo per lo Stato, premessa ineludibile di uno Stato che voglia essere essenzialmente democratico. La mancanza di questa chiara formulazione scaturente da una antropologia cristiana era, secondo Dossetti La Pira e Lazzati, la causa principale della crisi costituzionale di fronte alla quale si trovava lo Stato italiano nascente per lo slancio di popolo dalla umiliante esperienza passata. che imponeva un coraggioso ripensamento delle sue basi costituzionali, ripensamento capace di trarlo dalle sabbie dello Stato liberal-borghese e dalle false sicurezze del totalitarismo fascista.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Una nuova concezione dello Stato dove si da valore assoluto non solo alla persona, ma all’individualità aperta, cioè in relazione con.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Per questo hanno avuto il coraggio, proprio per la difesa della laicità di questo valore assoluto, di confrontarsi e di raccogliere consensi, attraverso un serrato dibattito ad alto livello tra i rappresentanti delle diverse ideologie che si contrapponevano nell’Assemblea Costituente. L’uomo come soggetto di inviolabili diritti come singolo e come membro delle formazioni sociali nelle quali si svolge la sua personalità. Il dovere della Repubblica è quello di riconoscere e garantire tali diritti e richiedere l’adempimento dei doveri che ne derivano sul piano politico, economico e sociale.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Ma come venne percepita dal mondo cattolico organizzato e dalla stessa gerarchia questa loro scelta?&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Fondamentalmente con sospetto. Tutti e tre si trovano ancora una volta accomunati in una situazione dolorosamente vissuta insieme: l’incomprensione e a volte l’esplicita ostilità di una parte, anche autorevole, del mondo cattolico e della gerarchia di quel tempo, tanto da essere definiti “comunistelli di sagrestia”.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;E tutto perché avevano rivendicato l’autonomia dei laici nell’azione politica, senza collateralismi per sanare la confusione esistente, specialmente nell’Azione Cattolica geddiana, tra il piano dello spirituale e quello del politico. Assoluto rispetto e fedeltà alla Chiesa ma autonomia e responsabilità nelle realtà temporali.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Si dovrà aspettare il Concilio Vaticano II per vedere riconosciuto e promosso questo atteggiamento.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;L’ecclesiologia conciliare, alla luce del sacerdozio comune dei fedeli e nel servizio “regale” esercitato dai laici affermerà: “occorre chiara distinzione tra le azioni che i fedeli compiono in proprio nome, come cittadini guidati dalla coscienza cristiana e le azioni che essi compiono in nome della Chiesa” (Gaudium et Spes, n. 76). Tempi nuovi e sfide nuove per un laicato maturo ed emancipato.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Lazzati e La Pira sono servi di Dio. Chi l’avrebbe detto negli anni del loro servizio? È in corso il processo canonico per la loro canonizzazione. E mi auguro che presto ciò avvenga. Non santi da altare, davanti a cui si accendono candele propiziatorie, ma veri testimoni maestri e confessori della fede, soprattutto per le nuove generazioni di politici cattolici, tanto auspicate dai vescovi italiani, affinché i giovani si riapproprino di questo stile di fare politica e sappiano, da una parte, maturare in una fede incarnata e non asettica, spiritualista ed evanescente e, dall’altra, non si lascino corrompere dalle strategie e dalle pastoie del potere politico e del compromesso.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Così la Costituzione repubblicana continuerà ad essere per tutti, credenti e non credenti, punto di riferimento luminoso e irrinunciabile di pace sociale, di autentico spirito partecipativo, di ideali alti.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;La riconoscenza è illimitata per questi tre servitori della laicità; continuino a insegnare che la politica e il bene comune sono valori per cui vale la pena giocarsi la vita.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Sentiamo tutti questa urgenza ormai indilazionabile: avere dei laici cattolici di vita esemplare, autentici cristiani secondo lo Spirito, capaci di testimoniare che la spiritualità laicale è una modalità peculiare di vivere la fede, che cerca appassionatamente l’unione con Dio, ma senza che ciò comporti tenersi a distanza dalle opzioni temporali concrete.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;La lezione di Dossetti, La Pira e Lazzati è un invito rivolto a tutto il laicato cristiano alla ricerca di una più intima unione con Dio e, insieme, a trovare in quella interiorità la sorgente da cui nascono e si alimentano la luce e la forza per scoprire e realizzare le forme nelle quali vivere concretamente il comandamento dell’amore, non riducendolo a parole, ma traducendolo in fatti non puramente individuali, personali, ma in fatti di spessore sociale e politico.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Pertanto l’esempio di questi tre grandi protagonisti della Costituente dovrebbe persuadere che per i fedeli laici cristiani, lungi dall’esservi opposizione tra l’impegno nelle attività proprie del mondo e l’attenzione alla ricerca di vita interiore, i due momenti esigono di essere unificati così da realizzare una testimonianza cristiana che nella sua creatività sia luce al cammino degli uomini verso mete di autentico progresso cui aspirano con insoddisfatta passione.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Dossetti, Lazzati, La Pira l’hanno testimoniato nella santità della loro vita.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Possano davvero tanti giovani riscoprire la ricchezza di questo servizio, per dare alla nostra Italia un futuro di speranza, di integrazione e di pacificazione nel progresso di quella antropologia cristiana che il Vangelo ci ha trasmesso.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: right;"&gt;+ Alessandro Plotti&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: right;"&gt;Vescovo emerito di Pisa&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1864449016613704386-5839001919529104419?l=www.ranierolavalle.it' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://www.ranierolavalle.it/feeds/5839001919529104419/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.ranierolavalle.it/2011/06/documenti-dossetti-la-pira-e-lazzati.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1864449016613704386/posts/default/5839001919529104419'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1864449016613704386/posts/default/5839001919529104419'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://www.ranierolavalle.it/2011/06/documenti-dossetti-la-pira-e-lazzati.html' title='Documenti/ DOSSETTI LA PIRA E LAZZATI ALLA COSTITUENTE NELLA TESTIMONIANZA DI  UN VESCOVO ITALIANO'/><author><name>red</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17132744523510058486</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1864449016613704386.post-9041982326830856094</id><published>2011-05-31T13:41:00.001+02:00</published><updated>2011-05-31T13:42:03.053+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='comitati Dossetti'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Comitati Dossetti per la Costituzione'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='raniero la valle'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Giovanni Pecora'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='sinistra cristiana'/><title type='text'>LA LIBERAZIONE È VICINA</title><content type='html'>di Raniero La Valle&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://www3.lastampa.it/fileadmin/media/focus/elezioni2011/pisapia_festa01g.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; cssfloat: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="242" src="http://www3.lastampa.it/fileadmin/media/focus/elezioni2011/pisapia_festa01g.jpg" t8="true" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;“Alzatevi e levate il capo, perché la vostra liberazione è vicina”. L’antica parola profetica è quella che meglio esprime il senso di ciò che è avvenuto il 30 maggio, con i risultati della consultazione elettorale da Milano a Napoli, da Trieste a Cagliari, da Mantova ad Arcore. Si tratta forse di una parola sproporzionata rispetto a un evento politico, di per sé normale in una democrazia, nel quale non era in gioco il futuro del mondo, ma semplicemente la scelta di amministratori pro tempore di città e province?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;No, non è sproporzionata se proprio in questi termini sia Pisapia che De Magistris hanno definito il significato della loro vittoria: “Abbiamo liberato Milano”, “Napoli si è liberata, trasformando la sua indignazione in liberazione”; e non è inappropriata questa parola se la liberazione di una città non è principalmente quella dai nemici, ma è dalle culture che la corrompono, che la inducono all’egoismo e all’odio, che ne frantumano l’unità&lt;br /&gt;&lt;a name='more'&gt;&lt;/a&gt;&amp;nbsp;mettendo gli uni contro gli altri, che ne eccitano l’intolleranza e ne alimentano le paure. Non è eccessiva questa parola se si pensa che la liberazione è anche da se stessi, dalle chiusure dentro i propri interessi particolari, dall’acquiescenza ai poteri di turno, dalle troppo facilmente credute menzogne.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma in che senso, al di là delle città “liberate”, queste elezioni annunciano che per l’Italia stessa la liberazione è vicina?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La risposta sta nei grandi temi che sono stati coinvolti nella campagna elettorale. Perché non si è votato solo pro o contro Berlusconi (come peraltro lui stesso aveva chiesto), né solo per un sindaco o l’altro. Le scelte su cui è stato giocato il voto erano in un certo senso supreme; e se gli elettori avessero fatto le scelte peggiori, si sarebbe davvero potuto temere che l’Italia, nella sua identità, fosse perduta. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Si è chiesto un voto la cui unica o principale motivazione fosse l’anticomunismo. L’essere, o essere definito, comunista, doveva bastare a motivare un rigetto. Questo funzionò nel 1948 e nei primi lustri della Repubblica (mai però per le elezioni locali) ma con ben altre motivazioni; e se avesse funzionato anche oggi, la regressione culturale e politica del Paese sarebbe apparsa spaventosa.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Si è chiesto un voto contro i giudici, e proprio in quanto intenti alla funzione giudicante. Le Procure come le Brigate Rosse. Le procedure dei tribunali come esercizio di una dittatura dei giudici, di cui lamentarsi spettegolando confidenzialmente con Obama. Se questo appello fosse passato indenne per le urne, ne sarebbe risultata un’abiura da parte dei cittadini dello Stato di diritto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Si è chiesto un voto contro i Rom, contro gli immigrati, contro i musulmani, contro la moschea a Milano. La Chiesa ambrosiana ha stupendamente risposto a queste pretese di interdizione: se fossero passate, povero cristianesimo, altro che rimozione dei crocefissi dalle scuole! Nessuno, per un voto in più, ha fatto marcia indietro su questo terreno: la pluralità delle culture e delle fedi, la libertà religiosa e di culto, l’accoglienza soprattutto dei più svantaggiati, l’eguaglianza di tutti, cittadini e stranieri, sedentari e nomadi, cristiani e non cristiani, un’eguaglianza antropologica prima ancora che giuridica, sono state rivendicate con coraggio e verità. Se le discriminazioni, l’ostracismo, le arroganze identitarie della Lega fossero stati premiati dal voto, non solo avremmo visto l’Italia ripudiare i principi fondamentali della sua Costituzione, ma anche arretrare rispetto alle grandi acquisizioni del Concilio Vaticano II che ha portato la stessa Chiesa fuori dalle nostalgie di una religione di Stato e dalle secche dell’esclusivismo confessionale e dell’intolleranza religiosa. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Si è chiesto ancora una volta un voto di scambio: il voto in cambio della cancellazione illegittima delle multe o della intoccabilità delle case abusive sottratte ad ogni regola edilizia. Se le urne avessero dato riscontro a queste promesse, la corruzione si sarebbe mostrata come la vera erede della politica in Italia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Si è preteso che il lavoro non fosse un problema della città, quando la maggior parte dei cittadini e quasi tutti i giovani trovano nella disoccupazione, nel precariato, nello sfruttamento e nei progetti di vita negati, la contraddizione più radicale delle loro aspettative e dei loro sogni. Se le urne avessero avallato questa idea della città, indifferente alla povertà e al dolore dei suoi abitanti, ciò avrebbe significato l’ormai avvenuta rassegnazione della gente ad affidarsi al mercato come al solo padrone del suo destino.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La risposta delle urne ha così rivelato che la società italiana non ha perso la sua anima, che è ancora capace di essere umana e gentile, giusta e accogliente, gelosa della Costituzione e non ignara del Vangelo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Così ha ridato ragione alla speranza. Di sicuro i poteri sconfitti, il leader umiliato, le politiche sconfessate cercheranno con ogni mezzo di resistere. Ma se questo è il Paese, si può pensare che la liberazione è vicina.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1864449016613704386-9041982326830856094?l=www.ranierolavalle.it' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://www.ranierolavalle.it/feeds/9041982326830856094/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.ranierolavalle.it/2011/05/la-liberazione-e-vicina.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1864449016613704386/posts/default/9041982326830856094'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1864449016613704386/posts/default/9041982326830856094'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://www.ranierolavalle.it/2011/05/la-liberazione-e-vicina.html' title='LA LIBERAZIONE È VICINA'/><author><name>red</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17132744523510058486</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1864449016613704386.post-6850483223071653835</id><published>2011-05-30T00:43:00.001+02:00</published><updated>2011-05-30T00:47:36.833+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='comitati Dossetti'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Comitati Dossetti per la Costituzione'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='raniero la valle'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Giovanni Pecora'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='sinistra cristiana'/><title type='text'>Appello per il referendum sul nucleare</title><content type='html'>Comunicato Stampa dai Comitati Dossetti per la Costituzione&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;L’emendamento governativo all’art.5 della legge di conversione del decreto-legge n.34 del 2011, approvato col voto di fiducia della Camera del 24 maggio, rivela in maniera palese l’intento del legislatore, del resto apertamente dichiarato dal Presidente del Consiglio e dai principali esponenti della maggioranza, di impedire lo svolgimento del referendum abrogativo contro l’istallazione in Italia di centrali nucleari, già fissato per il 12 e il 13 giugno. &lt;br /&gt;E’ pur vero che tale emendamento prevede l’abrogazione delle norme sottoposte a referendum. &lt;br /&gt;Tuttavia esso esprime, nel suo primo comma, la chiara volontà non già di abbandonare, come propongono i quesiti referendari, bensì di sospendere la “definizione ed attuazione del programma di localizzazione, realizzazione ed esercizio nel territorio nazionale di impianti di produzione di energia nucleare”, in attesa e “al fine di acquisire ulteriori evidenze scientifiche, mediante il supporto dell’Agenzia per la sicurezza nucleare, sui profili relativi alla sicurezza nucleare”. &lt;br /&gt;Tale volontà è confermata dal comma 8^ dell’emendamento, che prevede che “entro dodici mesi dall’entrata in vigore” della legge sarà adottato un piano energetico nazionale che non esclude affatto, ma implicitamente include l’opzione nucleare, in evidente contrasto con la proposta referendaria. Fu proprio con riferimento a un simile contrasto che la Corte Costituzionale, con la sentenza n.69 del 1978, decise che, qualora una nuova disciplina legislativa, pur abrogando “le singole disposizioni cui si riferisce il referendum”, non ne modifichi “i principi ispiratori” e “i contenuti normativi essenziali”, allora “il referendum si effettui sulle nuove disposizioni legislative”. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I sottoscritti auspicano perciò che l’Ufficio per il referendum presso la Corte di Cassazione, sulla base dell’accertamento dell’evidente contrasto tra i principi ispiratori dell’emendamento approvato e l’intento dei proponenti del referendum, voglia trasferire il quesito referendario sul primo e sull’ottavo comma di tale emendamento, così consentendo agli elettori di pronunziarsi contro la pervicace volontà del legislatore di non abbandonare il programma nucleare.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;I Comitati Dossetti per la Costituzione&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1864449016613704386-6850483223071653835?l=www.ranierolavalle.it' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://www.ranierolavalle.it/feeds/6850483223071653835/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.ranierolavalle.it/2011/05/appello-per-il-referendum-sul-nucleare_30.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1864449016613704386/posts/default/6850483223071653835'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1864449016613704386/posts/default/6850483223071653835'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://www.ranierolavalle.it/2011/05/appello-per-il-referendum-sul-nucleare_30.html' title='Appello per il referendum sul nucleare'/><author><name>red</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17132744523510058486</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1864449016613704386.post-238057208643442476</id><published>2011-05-15T12:47:00.002+02:00</published><updated>2011-05-15T12:48:47.992+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='comitati Dossetti'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='referendum'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Comitati Dossetti per la Costituzione'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='raniero la valle'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Giovanni Pecora'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='sinistra cristiana'/><title type='text'>Ricomincio da quattro</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;di Raniero La Valle&lt;/div&gt;&lt;div style="border-bottom: medium none; border-left: medium none; border-right: medium none; border-top: medium none; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://www.stefanomoro.eu/wp-content/uploads/2011/04/4-Si-referendum1.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; cssfloat: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="200" j8="true" src="http://www.stefanomoro.eu/wp-content/uploads/2011/04/4-Si-referendum1.jpg" width="200" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="border-bottom: medium none; border-left: medium none; border-right: medium none; border-top: medium none; text-align: justify;"&gt;Ci sono quattro referendum per cui andare a votare il 12 e 13 giugno.&lt;/div&gt;&lt;div style="border-bottom: medium none; border-left: medium none; border-right: medium none; border-top: medium none; text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;Due sono per rivendicare la libertà dell’acqua&lt;/strong&gt;. La libertà dell’acqua consiste nel fatto che essa non sia di proprietà di nessuno; è un dono di Dio, e come tale è celebrata in tutti i modi nella veglia della notte di Pasqua; in ogni caso, anche per coloro che non si fanno emozionare da Dio, essa è una pertinenza della terra, e come tale è un bene comune, il che vuol dire che appartiene di diritto all’intera umanità, e perciò a ciascun uomo e a ciascuna donna, e anzi ad ogni vivente, perché è la condizione della vita.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Di conseguenza non si può privatizzare, cioè dare in proprietà a nessuno, e nessuno se la può vendere, per il semplice fatto che non è una merce.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;I due referendum abrogativi tendono ad eliminare, con la vittoria del “sì”, le norme che col pretesto di regolare la distribuzione dell’acqua (che dalle mani pubbliche si intende sia trasferita a mani private) di fatto attribuiscono l’esclusività della gestione dell’acqua alle imprese private, pur senza attribuirne loro la proprietà; e perciò i privatizzatori, che ci sono in tutti i&lt;/div&gt;&lt;a name='more'&gt;&lt;/a&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&amp;nbsp;partiti, anche a sinistra, gridano che la proprietà dell’acqua non è in discussione e che pertanto i referendum sarebbero pretestuosi e andrebbero disertati.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Ma l’esclusività è precisamente un connotato della proprietà, e perciò chi ha l’esclusività della distribuzione, di fatto ha la proprietà di ciò che distribuisce e commercia, e perciò sfrutta come privato un bene pubblico, un bene comune.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;Un altro referendum chiede un terzo “sì” per abrogare il piano del governo per la costruzione delle centrali nucleari&lt;/strong&gt; e più in generale per lo sfruttamento dell’energia nucleare in Italia, a cui già una volta il popolo aveva opposto il suo rifiuto. Il governo teme moltissimo questo referendum perché è molto popolare, tutti sanno di Chernobyl e di Fukushima, e quindi teme che il sì contro la reintroduzione del nucleare sarebbe plebiscitario.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Perciò il governo è ricorso al trucco (questo è un governo senza verità) di abrogare lui stesso le norme sottoposte al giudizio popolare, norme che in ogni momento potrebbe ripristinare, in modo da fare cadere il referendum, a cui in tal modo verrebbe sottratto l’oggetto.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Lo scopo del governo è di ottenere che non più spinti dall’urgenza di opporsi al nucleare, gli elettori non vadano a votare neanche per gli altri tre referendum, facendo così mancare il quorum necessario (la metà più uno degli elettori) perché i referendum abbiano efficacia.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Questo trucco però può essere sventato perché, secondo una sentenza della Corte Costituzionale (&lt;em&gt;meno male che c’è ancora&lt;/em&gt;) il quesito dovrebbe essere trasferito su altre parti dello stesso provvedimento: in questo caso sulle altre norme del piano energetico nazionale non soppresse dal governo e suscettibili di dare l’avvio a una ripresa del programma nucleare.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Questo trasferimento dovrebbe essere operato dalla Cassazione, ma non sappiamo come andrà a finire perché mentre scriviamo la manovra manipolatrice del governo è ancora in corso e la Corte non ne è stata ancora investita.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Ma perché il governo vuole, come già una volta sperò Craxi, che “gli italiani vadano al mare” e non vadano a votare?&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Perché vuole avere le mani libere sull’acqua (se tutto il pubblico è trattato come privato, perché non dovrebbe essere privata anche l’acqua?) e&lt;strong&gt; perché non vuole che abbia successo il quarto referendum&lt;/strong&gt;, quello che abrogando il cosiddetto “legittimo impedimento” inventato da Alfano e già parzialmente dichiarato illegittimo dalla Corte Costituzionale, costringerebbe Berlusconi a mettersi “a disposizione della giustizia” per rispondere dei numerosi e gravi reati di cui è imputato.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Ma proprio perché la vera posta in gioco del 12 e 13 giugno, al di là del merito dei quesiti, è il fatto stesso che i referendum possano svolgersi e andare a buon fine, è supremo interesse della Repubblica che i cittadini vadano a votare e che il popolo sovrano esprima la sua voce.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;In tempi normali, quando la Repubblica fosse salvaguardata, la Costituzione non fosse sotto attacco, il Parlamento fosse degno di stima e non ridotto alle pratiche di un calcio-mercato e la democrazia della rappresentanza funzionasse come vero veicolo della volontà popolare, i referendum, che sono una forma abbastanza eccezionale di democrazia diretta, non sarebbero così importanti.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Ma oggi nei referendum ha finito per rifugiarsi quanto ancora resta di autentica dinamica democratica nel rapporto tra le istituzioni e i cittadini; e come sono importanti i test elettorali amministrativi anche in poche città, perché vi si esprime il vero umore degli elettori, così sono decisivi i referendum per tenere aperto il varco della democrazia e permettere che si riapra un percorso perché essa torni a fiorire e a essere vera.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;E se in questi ultimi tempi molte delle ricchezze politiche e civili che avevamo conquistato le abbiamo perdute, non c’è da scoraggiarsi, possiamo ricominciare da quattro. &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: right;"&gt;Raniero La Valle &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1864449016613704386-238057208643442476?l=www.ranierolavalle.it' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://www.ranierolavalle.it/feeds/238057208643442476/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.ranierolavalle.it/2011/05/di-raniero-la-valle-ci-sono-quattro.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1864449016613704386/posts/default/238057208643442476'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1864449016613704386/posts/default/238057208643442476'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://www.ranierolavalle.it/2011/05/di-raniero-la-valle-ci-sono-quattro.html' title='Ricomincio da quattro'/><author><name>red</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17132744523510058486</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1864449016613704386.post-4729924562822401919</id><published>2011-05-06T00:10:00.001+02:00</published><updated>2011-05-06T00:11:32.240+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='comitati Dossetti'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Comitati Dossetti per la Costituzione'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='raniero la valle'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Giovanni Pecora'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='sinistra cristiana'/><title type='text'>Appello per il referendum sul nucleare</title><content type='html'>&lt;em&gt;Chi volesse sottoscrivere il presente Appello&amp;nbsp;puo' utilizzare lo spazio dedicato al&amp;nbsp;commento&amp;nbsp;di questo post.&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;L’emendamento governativo all’art. 5 della legge di conversione del decreto-legge n.34 del 2011 rivela in maniera palese l’intento del legislatore, del resto apertamente dichiarato dal Presidente del Consiglio e dai principali esponenti della maggioranza, di impedire lo svolgimento del referendum abrogativo contro l’istallazione in Italia di centrali nucleari, già fissato per il 12 e il 13 giugno. &lt;br /&gt;&lt;a name='more'&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;E’ pur vero che tale emendamento prevede l’abrogazione delle norme sottoposte a referendum. Tuttavia esso esprime, nel suo primo comma, la chiara volontà non già di abbandonare, come propongono i quesiti referendari, bensì di sospendere la “definizione ed attuazione del programma di localizzazione, realizzazione ed esercizio nel territorio nazionale di impianti di produzione di energia nucleare”, in attesa e “al fine di acquisire ulteriori evidenze scientifiche, mediante il supporto dell’Agenzia per la sicurezza nucleare, sui profili relativi alla sicurezza nucleare”. &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Tale volontà è confermata dal comma 8^ dell’emendamento, che prevede che “entro dodici mesi dall’entrata in vigore” della legge sarà adottato un piano energetico nazionale che non esclude affatto, ma implicitamente include l’opzione nucleare, in evidente contrasto con la proposta referendaria. Fu proprio con riferimento a un simile contrasto che la Corte Costituzionale, con la sentenza n.69 del 1978, decise che, qualora una nuova disciplina legislativa, pur abrogando “le singole disposizioni cui si riferisce il referendum”, non ne modifichi “i principi ispiratori” e “i contenuti normativi essenziali”, allora “il referendum si effettui sulle nuove disposizioni legislative”. &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;I sottoscritti auspicano perciò che l’Ufficio per il referendum presso la Corte di Cassazione, sulla base dell’accertamento dell’evidente contrasto tra i principi ispiratori dell’emendamento approvato e l’intento dei proponenti del referendum, voglia trasferire il quesito referendario sul primo e sull’ottavo comma di tale emendamento, così consentendo agli elettori di pronunziarsi contro la pervicace volontà del legislatore di non abbandonare il programma nucleare.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1864449016613704386-4729924562822401919?l=www.ranierolavalle.it' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://www.ranierolavalle.it/feeds/4729924562822401919/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.ranierolavalle.it/2011/05/appello-per-il-referendum-sul-nucleare.html#comment-form' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1864449016613704386/posts/default/4729924562822401919'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1864449016613704386/posts/default/4729924562822401919'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://www.ranierolavalle.it/2011/05/appello-per-il-referendum-sul-nucleare.html' title='Appello per il referendum sul nucleare'/><author><name>red</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17132744523510058486</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1864449016613704386.post-3545827926936295309</id><published>2011-05-02T12:21:00.001+02:00</published><updated>2011-05-02T12:22:07.900+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='comitati Dossetti'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Comitati Dossetti per la Costituzione'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='raniero la valle'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Giovanni Pecora'/><title type='text'>ASSEMBLEA NAZIONALE COMITATI DOSSETTI/ Proposte e iniziative dei Comitati Dossetti per un rinascimento costituzionale</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;&amp;nbsp;&lt;/i&gt;&lt;i&gt;La Corte di Cassazione confermi il referendum nucleare – Una coalizione multipolare per un esito elettorale proporzionale&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;a href="http://www.chiesalongobucco.altervista.org/images4/domenicani.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="226" src="http://www.chiesalongobucco.altervista.org/images4/domenicani.jpg" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;L’Assemblea nazionale dei Comitati Dossetti per la Costituzione, tenutasi il 29 aprile a Bologna, sulla scia della lezione dossettiana ha rivolto un appello alla base popolare del Paese perché scuotendosi dallo sgomento e dalla frustrazione dell’attuale fase politica, intraprenda una nuova lotta per un rinascimento costituzionale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’Assemblea, su iniziativa del prof. Ferrajoli, ha lanciato una proposta per permettere il regolare svolgimento del referendum contro l’energia nucleare. Di fronte alla finzione governativa di rinunciare al nucleare per impedire il referendum, sia i promotori del referendum sia i cittadini dovrebbero chiedere alla Corte di Cassazione, in attuazione della giurisprudenza costituzionale, di trasferire il quesito referendario su quella parte del decreto governativo che prevede entro 12 mesi il varo di una “Strategia energetica nazionale” che, alla luce del contesto politico e legislativo, chiaramente include l’ipotesi di una opzione nucleare, e dunque va in senso contrario a quello voluto dal referendum.&lt;/div&gt;&lt;a name='more'&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&amp;nbsp;L’Assemblea ha inoltre chiesto a tutte le opposizioni un voto contrario al governo nella votazione parlamentare del 3 maggio sulla guerra alla Libia perché, anche nell’ipotesi, sostenuta da molti, di una guerra legittima e opportuna, in nessun caso essa può essere sostenuta e gestita dall’attuale esecutivo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;È stata sottolineata – anche sotto questo profilo – l’urgente necessità che venga provocata una crisi per giungere a un nuovo governo e a nuove elezioni. Come è stato esplicitamente ammesso da autorevoli fonti americane (Luttwak), la mancata consultazione di Berlusconi nelle decisioni riguardanti la guerra e l’attuale rarità dei contatti tra i maggiori capi dell’Occidente e il premier italiano dipendono dal discredito e dal danno politico che da tali frequentazioni essi temono di trarre nei confronti delle loro opinioni pubbliche e dei loro Parlamenti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quale che sia la politica giusta che l’Italia potrebbe oggi fare nello scacchiere internazionale, di fatto non ha il prestigio per farne nessuna.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La demolizione poi delle garanzie giurisdizionali perseguita dal governo, con il suo punto finale di caduta nella riforma costituzionale della giustizia, come ha chiarito Domenico Gallo, rende tutta l’architettura istituzionale dello Stato e l’intero sistema dei rapporti tra pubblico e privato prossimi alla rottura.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La crisi dello Stato e dei suoi rapporti coi cittadini si aggrava inoltre nella crescente confusione dei conti pubblici, per la mancanza della trasparenza e controllabilità della spesa delle amministrazioni pubbliche previste dalla legge 196 del 2009.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nella prospettiva delle elezioni, o anticipate o alla naturale scadenza, diventa vitale peraltro la questione della legge elettorale, quando ormai il bipolarismo, che per definizione è fondato su due poli, è superato per l’esistenza di un terzo polo già presente in Parlamento e di altri esistenti al di fuori. Un sistema elettorale che con i combinati artifici del premio di maggioranza e degli sbarramenti pretenda di ridurre il multipolarismo esistente a un bipolarismo coatto, porrebbe fin dall’inizio la prossima legislatura sotto il segno di una insensata violenza.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Pertanto è necessario o riformare la legge elettorale prima delle votazioni, o andare alle elezioni con una coalizione multipolare, che colleghi tra loro, come suggerito dalla legge, i protagonisti pur diversi della competizione politica; una coalizione non di governo ma ispirata a patriottismo costituzionale che, superando la soglia al di sotto della quale scatta il premio di maggioranza, di fatto farebbe funzionare la legge Calderoli come una legge proporzionale e multipolare, permettendo così a un maggior numero di cittadini di partecipare all’identificazione delle migliori soluzioni di governo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&amp;nbsp;Questa proposta che i Comitati Dossetti, come ha detto il loro presidente La Valle, presentano come un rimedio “audace e inconsueto” per far fronte alla grave emergenza democratica in atto, è stata illustrata e vigorosamente sostenuta dai giuristi e costituzionalisti Onida, Ferrajoli, Dogliani, Gallo, ed è stata fatta propria dell’Assemblea.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il dialogo con i partiti su questa ipotesi è cominciato con gli interventi degli on. Orlando e Ferrero, che hanno espresso il loro interesse e una parziale accoglienza della prospettiva.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A proposito dei partiti il prof. Dogliani ha ricordato, anche come monito per il presente, la responsabilità storicamente accertata che essi hanno avuto, anche per i loro errori, nella genesi di molti regimi autoritari.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’Assemblea ha infine rilevato che, al di là delle concrete scelte elettorali, è necessario un processo di profonda revisione culturale, anche nel centrosinistra,&amp;nbsp; per il superamento del mito del bipolarismo, quando esso non solo non corrisponde più all’effettività del sistema politico ma ha ormai dimostrato, almeno nell’esperienza fattane fin qui, la sua incompatibilità con la Costituzione. Constatazione che sarebbe a tutti ben più evidente se la politica e il fare politica tornassero a essere messi in rapporto con la riflessione e l’analisi culturale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per il perseguimento di questi obiettivi è stata avanzata da molti delegati l’esigenza di un collegamento e di un’azione comune tra i molti comitati gruppi e associazioni impegnati nella difesa e sviluppo della Costituzione e interessati alle ragioni di una rappresentanza proporzionale e senza vincoli di mandato, e tanto meno di mandati imposti dall’alto. Una sensibilità comune su questi problemi e questi indirizzi potrebbe suscitare molte azioni comuni, alle quali i Comitati Dossetti&amp;nbsp; si sono detti del tutto disponibili a partecipare.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Roma, 30 aprile 2011&lt;span class="fullpost"&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1864449016613704386-3545827926936295309?l=www.ranierolavalle.it' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://www.ranierolavalle.it/feeds/3545827926936295309/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.ranierolavalle.it/2011/05/assemblea-nazionale-comitati-dossetti_02.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1864449016613704386/posts/default/3545827926936295309'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1864449016613704386/posts/default/3545827926936295309'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://www.ranierolavalle.it/2011/05/assemblea-nazionale-comitati-dossetti_02.html' title='ASSEMBLEA NAZIONALE COMITATI DOSSETTI/ Proposte e iniziative dei Comitati Dossetti per un rinascimento costituzionale'/><author><name>red</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17132744523510058486</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1864449016613704386.post-1461936168611776933</id><published>2011-05-02T12:16:00.004+02:00</published><updated>2011-05-02T12:23:58.126+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='comitati Dossetti'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Comitati Dossetti per la Costituzione'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='raniero la valle'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Giovanni Pecora'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='sinistra cristiana'/><title type='text'>ASSEMBLEA NAZIONALE COMITATI DOSSETTI/ Intervento introduttivo di Raniero La Valle</title><content type='html'>&lt;div class="MsoTitle"&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;&lt;span style="font-size: 14pt;"&gt;Parole di apertura dell’Assemblea dei Comitati Dossetti&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;i&gt;&lt;span style="font-size: 14pt;"&gt; il 29 aprile 2011 a Bologna&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;  &lt;/div&gt;&lt;div class="MsoTitle"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoTitle"&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="font-size: 14pt;"&gt;Raniero La Valle&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;span style="font-weight: normal;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: center; text-indent: 35.45pt;"&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="font-size: x-large;"&gt;UNITA’ E COSTITUZIONE&lt;/span&gt;&amp;nbsp;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify; text-indent: 35.45pt;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify; text-indent: 35.45pt;"&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://www.nandokan.it/wp-content/uploads/2010/09/La-Valle-Comitati-Dossetti.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" src="http://www.nandokan.it/wp-content/uploads/2010/09/La-Valle-Comitati-Dossetti.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;Questa Assemblea si svolge in una situazione molto diversa da quella in cui eravamo quando l’abbiamo convocata, non foss’altro perché a tutte le ferite si aggiunge ora quella che siamo in guerra, e in un modo che ha fatto precipitare il governo al grado più basso della sua autorevolezza e credibilità sia interna che internazionale. Le rivelazioni fatte l’altra sera in TV da Edward Luttwak, frequentatore abituale della Casa Bianca, secondo cui i grandi capi dell’Occidente, Obama, Cameron, Sarkozy, cercano di parlare il meno possibile con Berlusconi, anche al telefono, perché temono il discredito che ne deriverebbe per loro e il danno politico che ne avrebbero nei confronti dei loro Parlamenti e dei loro elettorati, dovrebbero far scattare l’allarme rosso e provocare il più presto possibile, se c’è ancora carità di patria, l’uscita di scena di Berlusconi e di tutto il suo can can. Perciò perfino se la guerra fosse giusta, il 3 maggio si dovrebbe votare contro in Parlamento perché con un governo così non si può fare.&lt;/div&gt;&lt;a name='more'&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify; text-indent: 35.45pt;"&gt;In ogni caso, l’aggravarsi della situazione rende ancora più necessario e urgente il nostro incontro per progettare le difese di una Costituzione sempre più oltraggiata e minacciata. &lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify; text-indent: 35.45pt;"&gt;Come è noto, questa Assemblea è stata convocata sulla base di un documento – Unità e Costituzione – che qui diamo per letto e che, se non ci sono obiezioni, proponiamo come linee guida per il lavoro dei Comitati, ivi comprese le iniziative per una petizione popolare al Parlamento, per un Aventino del popolo che talloni il governo, e per un’iniziativa di pace che reclami un aggiornamento dell’ONU e tenda a costituzionalizzare i beni comuni dell’intera umanità. &lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify; text-indent: 35.45pt;"&gt;Ricordiamo però i due compiti principali di questa nostra Assemblea. &lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify; text-indent: 35.45pt;"&gt;Il primo compito è quello di presentare pubblicamente la proposta che abbiamo fatto ai partiti democratici di andare alle elezioni politiche con una intesa tra le diverse coalizioni o “poli”, che stabilisca un collegamento tra loro ispirato a patriottismo costituzionale e a un uso alternativo della ingiusta legge elettorale attuale. È la proposta di una “coalizione di coalizioni” che lasciando ciascuna di esse libera di competere per il governo, nel suo complesso produca un risultato elettorale tale da vanificare la previsione della legge Calderoli di un esorbitante premio di maggioranza e di sbarramenti punitivi per le minoranze, misure che nel loro insieme travolgono il principio di rappresentanza e producono un Parlamento che non rassomiglia per niente al Paese. &lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify; text-indent: 35.45pt;"&gt;Il fatto stesso che abbiamo elaborato e avanzato questa proposta è un segno della grave emergenza democratica nella quale ci troviamo, per cui bisogna pensare a rimedi anche audaci e inconsueti.&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify; text-indent: 35.45pt;"&gt;La proposta aveva due motivazioni fondamentali che restano valide al di là dell’accoglienza che potrà avere dai partiti.&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify; text-indent: 35.45pt;"&gt;La prima motivazione era di sgombrare il campo dall’idea che andare alle elezioni senza aver prima modificato la legge Calderoli sarebbe stato un disastro. Questa legittima preoccupazione, unita alla determinazione della maggioranza di non cambiare la legge elettorale, si risolveva però in un regalo a Berlusconi che in questa paura dell’opposizione trovava un supporto al suo strenuo proposito di arrivare fino alla fine della legislatura.&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify; text-indent: 35.45pt;"&gt;Aprire invece una possibilità di andare alle urne, anche a legislazione elettorale vigente, senza l’incubo che il meccanismo maggioritario attribuisse di nuovo a Berlusconi un potere incondizionato, significava restituire libertà alle forze politiche e rendere praticabile con sufficiente serenità l’ipotesi di un ricorso anticipato al voto.&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify; text-indent: 35.45pt;"&gt;Oggi questa motivazione sembra meno pressante perché sempre più gente ritiene la legislatura finita; i danni arrecati dal governo sono talmente grandi, la sua debolezza e la sua cattiva fama così evidenti, l’abuso dell’appello alla investitura popolare così ingannevole, che un voto anticipato appare oggi sempre più necessario e anche plausibile.&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify; text-indent: 35.45pt;"&gt;La seconda motivazione era quella di prospettare una fase di risanamento democratico, presumibilmente destinata a durare almeno per tutta la prossima legislatura. Perciò noi pensiamo che il nuovo Parlamento dovrebbe essere sottratto, fin dalla sua elezione, alla cultura dello scontro politico all’arma bianca, dovrebbe uscire dalle asprezze di un bipolarismo inconsulto e dovrebbe ricostituire un pluralismo virtuoso delle forze politiche, cosa possibile solo se, almeno per questo giro, esso fosse eletto col sistema proporzionale. &lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify; text-indent: 35.45pt;"&gt;Anche questa prospettiva sembra oggi meno lontana dalla realtà. La catastrofe del berlusconismo è anche la catastrofe del bipolarismo selvaggio di cui esso si è alimentato e che lo ha reso possibile. Le forzature maggioritarie ispirate al mito della governabilità dovrebbero aver dimostrato a tutte le forze politiche, anche a quelle che a sinistra avevano condiviso questa ideologia, tutta la loro fallacia e il rischio mortale che portano con sé. Ciò è evidente per le forze di minoranza che sono state escluse dal Parlamento. Ma dovrebbe essere evidente anche per il maggior partito di opposizione che in questi anni ha sperimentato non per suo demerito o per l’effetto Lingotto, ma per la spietata logica del sistema, una totale impotenza, che non può essere compensata dal miraggio di arrivare al potere domani. L’alternanza basata sullo &lt;i&gt;spoil system&lt;/i&gt;,&amp;nbsp; sull’idea che tutto il potere tocchi oggi agli uni perché tutto il potere possano averlo gli altri domani, non solo è destinata a deludere gli stessi contendenti, ma è distruttiva del progetto stesso di un reggimento democratico. &lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify; text-indent: 35.45pt;"&gt;Nel momento in cui si celebrano i 150 anni dell’unità d’Italia, un sistema politico che all’unità disegnata dalla Costituzione sostituisce la spaccatura tra due Italie inconciliabilmente in lotta tra loro, corrompe e distrugge non solo quello che si è costruito a partire dal 25 aprile 1945, ma anche quello che si è costruito a partire dal 17 marzo 1861; vuol dire buttare a mare non solo gli anni della Repubblica, ma anche quelli del Regno, non solo i partigiani ma anche i garibaldini, non solo i dolori del Mezzogiorno, ma anche i fasti della conquista piemontese. &lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify; text-indent: 35.45pt;"&gt;Perfino la Lega, che ci ha regalato la legge Calderoli e ha offerto al berlusconismo l’accanimento terapeutico e l’alimentazione forzata per tenerlo in vita oltre il limite della sua sopravvivenza&amp;nbsp; fisiologica, dovrebbe tornare a considerare le virtù di un sistema rappresentativo a base proporzionale. Senza la proporzionale la Lega non sarebbe neanche nata, non avrebbe potuto farsi spazio nel sistema, a partire dalla sua condizione di minoranza. È vero che nel sistema bipolare essa ha acquistato poi una rendita di posizione, fino a condizionare l’intero governo; ma il prezzo è stato quello di schiacciarsi sulle posizioni del premier riservando a sé solo gli spazi del federalismo e della xenofobia; e ora che l’identificazione col premier si è fatta&amp;nbsp; non più tollerabile, l’alternativa è diventata per la Lega o quella o di cedere, per restare al potere, o di riprendere la propria autonomia ma al di fuori di una logica bipolare; in questo caso la Lega dovrebbe tornare a guardare alla proporzionale. &lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify; text-indent: 35.45pt;"&gt;Quindi non è detto che l’attuale sistema sarà difeso ad oltranza; l’unico veramente interessato a mantenerlo è Berlusconi, perché è la fonte del suo potere. Tutti gli altri lo possono rimettere in discussione. E se non si vuole percorrere la strada che abbiamo indicato nella nostra proposta, si dovrebbe allora porre mano alla riforma della legge elettorale prima dello scioglimento delle Camere; una riforma che rimuova le storture della legge Calderoli, introduca un alto tasso di proporzionalità, rinunzi a premi che alterino il risultato elettorale, riammetta in Parlamento le forze che da esso sono escluse ma sono presenti nella società, reintroduca la scelta dei parlamentari da parte dei cittadini. &lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify; text-indent: 35.45pt;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify; text-indent: 35.45pt;"&gt;Il secondo compito di questa Assemblea è di riproporre con forza l’appello originario di Giuseppe Dossetti per una mobilitazione vasta e capillare dei cittadini, in ogni città e villaggio, per la salvezza della Repubblica. &lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify; text-indent: 35.45pt;"&gt;Quello a cui abbiamo assistito in questi anni, e che è ora pienamente rivelato dal progetto di riforma costituzionale della giustizia, è il tentativo di sostituire alle regole dello Stato di diritto una professione di fede nella potenza carismatica e salvifica di un despota, come se i secoli fossero passati invano. &lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify; text-indent: 35.45pt;"&gt;Noi oggi non assistiamo affatto a un conflitto tra i poteri dello Stato, perché non c’è nessun conflitto del giudiziario o del legislativo contro il governo, ma assistiamo alla pretesa dell’esecutivo di negare e assorbire ogni potere dello Stato nell’unico potere del despota. Anzitutto assorbire il potere del Parlamento, di cui è stata negata in via di principio l’utilità nel discorso del settembre scorso a Yaroslav, e che anzi è stato considerato dal premier come un intralcio e un difetto del sistema causato dai maldestri costituenti; e nel momento in cui la Camera, per il venir meno della maggioranza, poteva mettersi in dialettica col governo, essa per via di corruzione è stata risucchiata ed inclusa nell’area dell’esecutivo e ridotta a sua mera funzione, fino ad essere strumentalizzata nella frode dichiarata con cui si intende neutralizzare i referendum. &lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify; text-indent: 35.45pt;"&gt;In secondo luogo si vuole assorbire il potere della magistratura. Secondo la riforma proposta da Alfano essa scompare perfino come nome nel titolo IV della Costituzione,&amp;nbsp; le viene tolta la qualifica di potere accanto agli “altri” poteri dello Stato, e in funzioni essenziali viene sottoposta all’autorità non più della Costituzione, ma della legge e quindi della maggioranza parlamentare a sua volta, come abbiamo visto, assorbita nell’esecutivo. &lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify; text-indent: 35.45pt;"&gt;Viene eccepito che questo non significa la fine del diritto; certo, ma è l’instaurazione del diritto del despota. Come dice Kelsen: “Anche lo Stato retto dispoticamente rappresenta un certo ordine del comportamento umano. Questo è appunto l’ordine giuridico; quello che viene indicato come arbitrio è la possibilità giuridica dell’autocrate di avocare a sé ogni decisione, di determinare incondizionatamente l’attività degli organi subordinati e abolire o modificare continuamente, in linea generale o solo in particolare, norme già fissate”.&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify; text-indent: 35.45pt;"&gt;Questo è appunto ciò che sta avvenendo: non più la certezza del diritto ma il farlo e disfarlo secondo le convenienze, non più la legge sovrana, ma il sovrano come legge, non più il &lt;i&gt;nomos basiléus&lt;/i&gt; cantato da Pindaro fin dagli albori della civiltà europea, ma il &lt;i&gt;basiléus nomos&lt;/i&gt; del re fuorilegge che si issa sopra la legge.&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoBodyTextIndent"&gt;Noi oggi non sappiamo quanto ancora resta della notte, e non c’è nessuna sentinella che ce lo possa dire. Ma sappiamo che dalla notte vogliamo e dobbiamo uscire, e che le prime tappe per questa uscita sono le elezioni del 15 maggio, che non dobbiamo perdere, e i referendum del 12 e 13&amp;nbsp; giugno, che dobbiamo difendere dalle manipolazioni, che devono raggiungere il quorum e che dobbiamo vincere: perché noi non siamo dei perdenti, se abbiamo vinto la grande sfida referendaria sulla Costituzione del giugno del 2006 e soprattutto se a resistere e a vincere saremo non noi, ma la Costituzione, l’Unità e l’impegno testimoniato dai nostri martiri, come Vittorio Arrigoni, a “restare umani”. &lt;span style="font-variant: small-caps;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;span class="fullpost"&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1864449016613704386-1461936168611776933?l=www.ranierolavalle.it' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://www.ranierolavalle.it/feeds/1461936168611776933/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.ranierolavalle.it/2011/05/normal-0-14-false-false-false-it-x-none.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1864449016613704386/posts/default/1461936168611776933'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1864449016613704386/posts/default/1461936168611776933'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://www.ranierolavalle.it/2011/05/normal-0-14-false-false-false-it-x-none.html' title='ASSEMBLEA NAZIONALE COMITATI DOSSETTI/ Intervento introduttivo di Raniero La Valle'/><author><name>red</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17132744523510058486</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1864449016613704386.post-4009760166557856115</id><published>2011-05-02T11:36:00.004+02:00</published><updated>2011-05-02T12:27:46.911+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='comitati Dossetti'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Domenico Gallo'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Comitati Dossetti per la Costituzione'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='raniero la valle'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Giovanni Pecora'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='sinistra cristiana'/><title type='text'>ASSEMBLEA NAZIONALE COMITATI DOSSETTI/ Intervento di Domenico Gallo</title><content type='html'>&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify; text-indent: 35.45pt;"&gt;&lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;&lt;span style="font-size: 10pt;"&gt;“E' necessaria la sollecita promozione, a tutti i livelli, dalle minime frazioni alle città, di comitati impegnati e organicamente collegati, per una difesa dei valori fondamentali espressi dalla nostra Costituzione: comitati che dovrebbero essere promossi non solo per riconfermare ideali e dottrine, ma anche per un’azione veramente fattiva e inventivamente graduale, che sperimenti tutti i mezzi possibili, non violenti, ma sempre più energici, rispetto allo scopo che l’emergenza attuale pone categoricamente a tutti gli uomini di coscienza”.&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;span style="font-size: 10pt;"&gt; ------ Giuseppe Dossetti ------ &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify; text-indent: 35.45pt;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;h2&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;Domenico Gallo&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: x-large;"&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/h2&gt;&lt;h2&gt;&lt;span style="font-size: x-large;"&gt;In principio era l'attacco alla giustizia&lt;/span&gt;&lt;/h2&gt;&lt;h2 style="font-weight: normal;"&gt;&lt;i&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;Un diritto contro la persona dei deboli – Intervento all’Assemblea dei Comitati Dossetti del 29 aprile 2011 a Bologna&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/h2&gt;&lt;i&gt;  &lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoBodyText2"&gt;&lt;a href="http://www.nandokan.it/wp-content/uploads/2011/03/domenico-gallo.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" src="http://www.nandokan.it/wp-content/uploads/2011/03/domenico-gallo.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;Questa storia è iniziata diciassette anni fa, quando una anomala formazione politica, un inusitato partito-azienda, ottenne uno straordinario successo alle elezioni del 27/28 marzo 1994 ed un affarista che aveva accumulato una enorme ricchezza divenne Presidente del Consiglio.  &lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify; text-indent: 35.45pt;"&gt;Giuseppe Dossetti avvertì immediatamente il pericolo ed il 15 aprile 1994, con la famosa lettera al Sindaco di Bologna Vitali,&amp;nbsp; lanciò un allarme invocando una mobilitazione popolare capillare per difendere la Costituzione italiana dal pericolo che si profilava all'orizzonte e che minacciava di travolgerla. &lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify; text-indent: 35.45pt;"&gt;Questo allarme&amp;nbsp; fu raccolto da migliaia di cittadini che si mobilitarono in tutto il paese, ma rimase del tutto inascoltato fra le forze politiche, ivi comprese quelle che, per storia politica e sensibilità istituzionale, dovevano essere più interessate alla difesa della democrazia costituzionale, che invece fecero orecchie da mercante e continuarono a dilaniarsi per la supremazia o per la leadership, incuranti che la barca affondava.&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;a name='more'&gt;&lt;/a&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp; &lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify; text-indent: 35.45pt;"&gt;Sono passati 17 anni durante i quali la Costituzione italiana, nella sua architettura fondamentale, è riuscita a sopravvivere, fortunosamente, ma il cancro del berlusconismo, malgrado importanti battute d'arresto come la sconfitta sul referendum che ha cancellato la controriforma costituzionale del 2005, è cresciuto. E' divenuto più aggressivo, ha esteso le sue metastasi, avvelenando lo spirito pubblico attraverso un controllo sempre più pervasivo dei mezzi di comunicazione, indebolendo l'imparzialità e l'efficienza della pubblica amministrazione ed avviando lo smantellamento del sistema pubblico dell'istruzione, cancellando la funzione di controllo del Parlamento sul potere esecutivo e riducendo la maggioranza parlamentare, dalla quale sono state espulse tutte le componenti non asservite, ad un bivacco di pretoriani schierati a difesa del Capo politico, come i mercenari africani sono schierati a difesa di Gheddafi. &lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify; text-indent: 35.45pt;"&gt;Le metastasi del berlusconismo insidiano le istituzioni di garanzia (Presidente della Repubblica, Corte Costituzionale e Autorità giudiziaria), cercano di condizionarle, attraverso campagne sempre più aggressive di intimidazioni e delegittimazione e si preparano ad una sorta di rendimento dei conti finale.&amp;nbsp;&amp;nbsp; &lt;/div&gt;&lt;div class="MsoBodyTextIndent"&gt;Si è molto parlato nelle ultime settimane della cosiddetta Riforma epocale della giustizia ed ha fatto scandalo un bizzarro manifesto apparso fra le affissioni del PDL nella campagna elettorale in corso a Milano, in cui si equiparavano alla brigate rosse i magistrati della Procura di Milano.&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify; text-indent: 35.45pt;"&gt;E' a tutti evidente che ci troviamo di fronte ad un crescendo di offensività nei confronti delle istituzioni di garanzia che ancora reggono l'architettura dei poteri disegnata dalla Costituzione, che ormai sciolto da ogni vincolo e pudore, mira apertamente a travolgerle per sovvertire l'ordinamento democratico. &lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify; text-indent: 35.45pt;"&gt;L'epicentro di questo conflitto del berlusconismo con le istituzioni democratiche è rappresentato dallo scontro con il sistema che garantisce l'indipendenza della magistratura ed assicura l'imparzialità del controllo di legalità.&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify; text-indent: 35.45pt;"&gt;Anche questo è un conflitto antico, viene da lontano.&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify; text-indent: 35.45pt;"&gt;Chi si ricorda oggi che uno dei primi atti del primo governo Berlusconi, nel luglio del 1994, fu il cosiddetto “decreto salvaladri”? Si trattava di un decreto legge, proposto dal Ministro della Giustizia dell'epoca, Alfredo Biondi,&amp;nbsp; che introduceva un elenco di reati (in particolare i reati di corruzione e concussione ed altri reati dei colletti bianchi) per i quali veniva proibita la misura della custodia cautelare in carcere (restavano però consentiti gli arresti domiciliari). Il decreto fu approvato dal Consiglio dei Ministri del 12 luglio e pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 14 luglio. Ancor prima che venisse pubblicato in Gazzetta, ci furono delle vivaci reazioni. Il 13 luglio i telegiornali diedero la notizia che i magistrati del pool di mani pulite avevano mandato una lettera al Procuratore Borrelli annunziando le loro dimissioni ed il TG3 mandò in onda Antonio Di Pietro che leggeva la lettera con le motivazioni del loro gesto. &lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify; text-indent: 35.45pt;"&gt;Nel giro di pochissimi giorni si organizzò spontaneamente una mobilitazione (il popolo dei fax) che rovesciò su Palazzo Chigi gli echi di una indignazione di massa. Il Ministro dell'Interno, che anche allora era Maroni, si dissociò dal decreto il giorno dopo (il 15 luglio) ed il giorno successivo (16 luglio) Silvio Berlusconi sconfessò il decreto, giustificandosi in questo modo: "Qualcuno ha voluto insinuare che esso serve a mandare a casa i corrotti di Tangentopoli, a proteggere certe categorie economiche privilegiate. E' un’ignobile menzogna, una menzogna propagandistica"&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify; text-indent: 35.45pt;"&gt;&amp;nbsp;Il 21 luglio, dopo solo una settimana dalla sua emanazione il decreto fu cancellato dalla maggioranza parlamentare che lo dichiarò incostituzionale.&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify; text-indent: 35.45pt;"&gt;Dunque nel 1994 Berlusconi, per non perdere il consenso dell'opinione pubblica, così magicamente conquistato, fu costretto a rimangiarsi la sua prima legge “&lt;i&gt;ad personam&lt;/i&gt;” per non incorrere nel sospetto che egli volesse proteggere i corrotti di tangentopoli.&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify; text-indent: 35.45pt;"&gt;Dopo 17 anni, il timore di apparire un protettore dei corrotti è completamente evaporato, anzi viene rivendicata l'impunità per il ceto politico senza più alcun pudore. Nella conferenza stampa di presentazione della “riforma epocale”, il 10 marzo del 2011, Berlusconi ha detto che se fosse stato in vigore questo nuovo ordinamento della giustizia non ci sarebbero state&amp;nbsp; “l’esondazione, l’invasione della magistratura nella politica e quelle situazioni che hanno portato nel corso della storia degli ultimi venti anni a cambiamenti di governo, a un annullamento della classe dirigente nel ’93″. Ed il 16 aprile durante un comizio alla Convention del Pdl, Berlusconi dopo aver lanciato uno degli attacchi più virulenti alla magistratura, promettendo di istituire una commissione d'inchiesta “per accertare se c'è una associazione a delinquere dei magistrati”, ha reso gli onori a Craxi, cioè all'uomo simbolo di Tangentopoli, qualificandolo un “martire”, vittima della persecuzione dei magistrati comunisti. &lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify; text-indent: 35.45pt;"&gt;Se si raffrontano questi due episodi, “il decreto salvaladri”, con tutto quel che ne è seguito nel 1994 e “la riforma epocale” con l'orgogliosa rivendicazione dell'eredità di Tangentopoli, vediamo che Berlusconi non è cambiato. E' rimasto sempre lo stesso, perché già nel 1994 c'erano le premesse di un&amp;nbsp; potere sottratto al controllo di legalità, solo che adesso questo potere viene apertamente rivendicato, senza vergogna alcuna, squarciando&amp;nbsp; ogni velo di ipocrisia.&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify; text-indent: 35.45pt;"&gt;Se lo può fare è perché in questi 17 anni le istituzioni democratiche sono state svuotate dall'interno, l'opinione pubblica è stata sempre più corrotta, e si è affermata una Costituzione materiale fatta dall'accumulo di leggi, provvedimenti e prassi amministrative contrarie alla Costituzione, che hanno disegnato un nuovo ordinamento sommerso (potremmo definirla la Costituzione di Arcore) che adesso si prepara ad emergere, rovesciando il banco.&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify; text-indent: 35.45pt;"&gt;Il punto di massima crisi è rappresentato proprio dalla crisi della legge che ha cambiato natura,&amp;nbsp; mediante un percorso che&amp;nbsp; attraverso le cosiddette leggi “&lt;i&gt;ad personam&lt;/i&gt;” è&amp;nbsp; pervenuto alla corruzione della funzione della legge. La funzione della legge, come strumento di regolazione degli interessi per perseguire il bene pubblico, è stata rinnegata da una politica che trasforma in legge gli interessi privati di una singola persona o di un ristrettissimo ceto di privilegiati, fino al punto da cancellare l’idea stessa che i pubblici poteri traggano la loro ragione di essere in funzione del bene pubblico.&amp;nbsp; &lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify; text-indent: 35.45pt;"&gt;Secondo quelli che portano la contabilità, in questi 17 anni si sono accumulate 36 leggi &lt;i&gt;ad personam&lt;/i&gt; + 11 abortite o approvate solo da un ramo del Parlamento.&lt;a href="http://www.blogger.com/post-create.g?blogID=1864449016613704386#_ftn1" name="_ftnref1" style="mso-footnote-id: ftn1;" title=""&gt;&lt;span class="MsoFootnoteReference"&gt;&lt;span class="MsoFootnoteReference"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;; font-size: 12pt;"&gt;[1]&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify; text-indent: 35.45pt;"&gt;Per quanto nella comunicazione pubblica si è affermato il concetto di leggi “&lt;i&gt;ad personam&lt;/i&gt;” per cui non si può fare a meno di usare questa locuzione, tuttavia è opportuno rilevare che se leggi &lt;i&gt;ad personam&lt;/i&gt; erano quelle di immunità personale per Silvio Berlusconi, come il lodo Schifani (L. 140/2003), il Lodo Alfano (L. 124/2008) ed il legittimo impedimento (L. 51/2010), giustamente affossate dalla Corte Costituzionale, non si possono chiamare &lt;i&gt;ad personam&lt;/i&gt; le altre, dalla riforma del diritto societario (L. 3/10/2001 n. 366) alla legge sulla semplificazione delle rogatorie (L. 5/10/2001 n. 367), alla legge sulla remissione dei processi per legittimo sospetto (L.7/11/2002 n. 248), alla legge ex Cirielli sulla prescrizione breve per gli incensurati (L. 5/12/2005 n. 251), alla legge sul falso in bilancio (L. 28/12/2005 n. 262), alla legge Pecorella che vietava l'appello del P.M. (L. 20/2/2006 n. 46), alle leggi, ancora in gestazione in questa legislatura sulle intercettazioni, sul processo breve, sulla riforma del processo penale, e per finire, sulla responsabilità civile dei magistrati. Infatti, in senso tecnico-giuridico non sono leggi “&lt;i&gt;ad personam&lt;/i&gt;” perché hanno i caratteri dell'astrattezza e della generalità propri di ogni provvedimento legislativo ed i loro effetti si ripercuotono sulla generalità dei cittadini.&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify; text-indent: 35.45pt;"&gt;Quindi, in un certo senso, Silvio Berlusconi ha ragione quando afferma che si tratta di leggi che corrispondono ad interessi generali dei cittadini, nei quali il suo interesse particolare viene a coincidere.&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify; text-indent: 35.45pt;"&gt;Questo non vuol dire che la situazione sia meno grave: al contrario, significa che queste leggi hanno un impianto&amp;nbsp; sovversivo proprio perché non garantiscono soltanto immunità e privilegi&amp;nbsp; processuali all'imputato Berlusconi, ma ad una comunità indifferenziata di persone. Non sono quindi leggi &lt;i&gt;ad personam, &lt;/i&gt;ma sono leggi&lt;i&gt; ad mafiam &lt;/i&gt;perché favoriscono la criminalità soprattutto, anche quella dei colletti bianchi, ed impediscono l'azione di contrasto alla criminalità della polizia e della magistratura, specialmente se verranno approvate la legge sulle intercettazioni, il cosiddetto “processo breve” e la riforma del processo penale nella quale è stata inserita una speciale norma allunga-processi.&amp;nbsp; &lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify; text-indent: 35.45pt;"&gt;Questo coacervo di disposizioni tendono a sgretolare la legalità, creando delle sacche di privilegio ed impunità, inserendosi in un sistema a ferro di cavallo i cui due estremi sono un diritto penale (e processuale) del nemico ed un diritto penale (e processuale) dell’amico. &lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify; text-indent: 35.45pt;"&gt;Il diritto penale del nemico esprime la tendenza a colpire le fasce sociali più deboli, immigrati, tossicodipendenti, Rom, senza casa, indicati come “nemici pubblici” ai quali riservare un trattamento penale differenziato e di particolare disfavore, che si spinge fino al punto di creare un vero e proprio diritto penale per tipo d’autore. &lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify; text-indent: 35.45pt;"&gt;Sull’altro versante del ferro di cavallo si colloca una disciplina di favore per i privilegiati che, iniziata sotto tono, si sta avviando verso traguardi di impunità che, qualche anno fa, non avremmo neppure potuto immaginare, in quanto si tratta di fenomeni che non si sono mai verificati negli ordinamenti di democrazia “occidentale”.&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify; text-indent: 35.45pt;"&gt;Uno degli esempi più chiari di questo sistema penale &lt;i&gt;double face&lt;/i&gt; è rappresentato dalla riforma della prescrizione introdotta con la legge ex Cirielli (L. 5/12/2005 n. 251).&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify; text-indent: 35.45pt;"&gt;All’epoca taluni protestarono, indicandola come l’ennesima legge &lt;i&gt;ad personam&lt;/i&gt; per favorire i soliti noti. Indubbiamente tali critiche coglievano una parte della verità e l’esito del processo Mills e di centinaia di altri processi per corruzione, concussione e reati dei colletti bianchi dimostra che la riduzione dei termini di prescrizione ha ridotto l’area della punibilità, rendendo più facile per i ceti privilegiati sfuggire alle maglie della repressione penale.&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoBodyTextIndent"&gt;Però l’altro lato della verità, rimasto oscuro, è l’ampliamento dell’area della punibilità per quelle forme di criminalità che sono direttamente collegate a situazioni di emarginazione o di degrado sociale. Il pubblico ufficiale condannato per concussione, difficilmente può trovarsi nella&amp;nbsp; condizione di recidiva specifica reiterata infraquinquennale. Tale condizione, invece, non è infrequente per quelle fasce di popolazione nelle quali la devianza criminale è collegata ad una particolare condizione di vita, come per esempio la tossicodipendenza.&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify; text-indent: 35.45pt;"&gt;Quindi uno stesso fatto può rimanere punibile per un periodo di tempo molto più lungo, a seconda del tipo di autore.&amp;nbsp;&amp;nbsp; &lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify; text-indent: 35.45pt;"&gt;La legge ex-Cirielli ha introdotto una disciplina in cui i limiti temporali per la punibilità non sono dipendenti dalla obiettiva gravità del reato, ma sono costruiti sul tipo di autore. Un fatto commesso da una persona “perbene” è meno grave (e meno punibile) dello stesso fatto commesso da una persona “per male” che, nella generalità dei casi è un emarginato. E' appena il caso di precisare che nel codice Rocco, cioè nel codice penale del fascismo, la teoria del diritto penale per tipo di autore non aveva trovato cittadinanza.&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify; text-indent: 35.45pt;"&gt;E adesso con l'emendamento Paniz alla legge sul processo breve, questa tendenza è stata rafforzata, è stata ulteriormente diminuita l'interruzione della prescrizione per i soggetti incensurati, allargando ulteriormente la forbice della disuguaglianza del trattamento penale.&amp;nbsp;&amp;nbsp; &lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify; text-indent: 35.45pt;"&gt;Il contrasto alla devianza criminale, che costituisce l’oggetto del diritto penale, è stato costruito come contrasto all’emarginazione sociale, cioè come criminalizzazione dell’emarginazione sia attraverso un’ipertrofia della sanzione penale, sia attraverso sanzioni modellate sul tipo di autore.&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify; text-indent: 35.45pt;"&gt;La popolazione degli immigrati rappresenta il bersaglio principale (ma non l’unico) nei confronti del quale si sperimentano le forme più gravi e discriminatorie di questa politica del diritto penale del nemico. Una delle disposizioni più fortemente criminogene è quella che colpisce lo straniero che trasgredisca l’ordine di espulsione. Questo reato è nato nel 1998 come contravvenzione, punita con la pena dell’arresto da sei mesi ad un anno ed è diventato delitto nel 2004 (D.L. 14 settembre 2004 n. 241, convertito con modificazioni nella L. 12/11/2004 n. 271), punito con la reclusione da 1 a 4 anni, che diventano 5 per chi abbia fatto reingresso dopo l’espulsione.&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify; text-indent: 35.45pt;"&gt;In questo modo è stato inventato un reato artificiale, che può essere commesso soltanto da un determinato tipo d’autore, che viene punito, e per giunta con una pena molto più grave di quella prevista per il falso in bilancio o le false comunicazioni sociali (art. 2621 e 2622 c.c. come sostituiti dalla L. 28/12/2005 n. 262), sebbene questi reati tipici dei colletti bianchi possano causare danni patrimoniali enormi ai risparmiatori, come ben sanno tutti quelli che hanno comprato le azioni Parmalat.&amp;nbsp; &lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify; text-indent: 35.45pt;"&gt;Per far le dovute proporzioni, basti considerare che il fascismo, con le leggi razziali, aveva inventato un reato analogo, previsto dal Regio Decreto legge n. 1381 del 7 settembre 1938, che puniva l’ebreo straniero inottemperante all’obbligo di lasciare il territorio italiano (mediante richiamo all’art. 150 del TULPS) con l’arresto da tre a sei mesi.&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify; text-indent: 35.45pt;"&gt;Il 28 aprile la Corte di Giustizia dell'Unione Europea ha bocciato questo famigerato reato, stabilendo che i giudici italiani devono disapplicare questa norma perché in contrasto con la Direttiva rimpatri, una Direttiva che, a suo tempo, fu fortemente contestata e definita “Direttiva della vergogna”. Ciononostante la legge italiana deve essere disapplicata perchè fa vergogna alla direttiva della vergogna.&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify; text-indent: 35.45pt;"&gt;E' questo il panorama nel quale si sta sviluppando l'attacco finale all'indipendenza della giurisdizione, portato avanti dalla cosiddetta “Riforma epocale”. Come ha osservato Rodotà, costruito un muro di parlamentari schierati a difesa della sua persona, Berlusconi è passato alla fase due, che possiamo leggittimamente chiamare di “decostituzionalizzazione”. &lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify; text-indent: 35.45pt;"&gt;“La riforma della giustizia, - scrive Rodotà -&amp;nbsp; vuole in primo luogo rendere disponibile per i voleri della maggioranza l´intero sistema giudiziario. Questo non avviene soltanto attraverso una crescita complessiva del peso della politica in snodi fondamentali. Il punto chiave della riforma è rappresentato dal fatto che materie oggi affidate ad una diretta garanzia costituzionale vengono trasferite alla legislazione ordinaria. Due esempi. Nell´attuale articolo 112 della Costituzione si stabilisce che: «Il pubblico ministero ha l´obbligo di esercitare l´azione penale». La riforma proposta dal governo aggiunge le parole «secondo i criteri stabiliti dalla legge»: sarà dunque la maggioranza del momento a stabilire in quali casi il pubblico ministero può indagare. Nell´attuale articolo 109 si stabilisce che «l´autorità giudiziaria dispone direttamente della polizia giudiziaria». La riforma proposta dal Governo prevede che «il giudice e il pubblico ministero dispongono della polizia giudiziaria secondo le modalità stabilite dalla legge»: sarà dunque la maggioranza del momento a determinare le informazioni di cui i magistrati potranno disporre. Il mutamento è radicale, la decostituzionalizzazione è compiuta. Ciò che la Costituzione aveva voluto sottrarre alla possibile prepotenza delle maggioranze, per garantire l´autonomia della magistratura, dovrebbe essere assoggettato proprio a questa ipoteca” &lt;a href="http://www.blogger.com/post-create.g?blogID=1864449016613704386#_ftn2" name="_ftnref2" style="mso-footnote-id: ftn2;" title=""&gt;&lt;span class="MsoFootnoteReference"&gt;&lt;span class="MsoFootnoteReference"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;; font-size: 12pt;"&gt;[2]&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify; text-indent: 35.45pt;"&gt;Questo processo di scardinamento dell'indipendenza della funzione giudiziaria prefigurato nella riforma costituzionale viene anticipato attraverso norme di legge inserite qua e là. Una delle più insidiose e costituita dall'emendamento Pini alla legge comunitaria, il cui scopo è quello di aggredire l'indipendenza del giudiziario, attraverso l'introduzione di una forma di responsabilità civile che interferisce nella libertà di decisione del giudice, condizionandola pesantemente. Il Comitato dei Ministri del Consiglio d'Europa, organo che deve vigilare sull'attuazione della Convenzione Europea dei Diritti dell'Uomo, fra i quali rientra il giusto processo, ha proprio recentemente (il 17 novembre 2010) varato una raccomandazione agli Stati membri in cui&amp;nbsp; prevede che: “L'interpretazione della legge, l’apprezzamento dei fatti o la valutazione delle prove effettuate dai giudici per deliberare su affari giudiziari non deve fondare responsabilità disciplinare o civile, tranne che nei casi di dolo e colpa grave”. &lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify; text-indent: 35.45pt;"&gt;L'emendamento Pini provvede a dare attuazione a questo principio rovesciandolo nel suo contrario! Infatti prevede di sopprimere una norma della legge sulla responsabilità civile dei giudici (L. 13/4/1988 n. 317) che garantisce la libertà del procedimento di interpretazione delle leggi, statuendo che: “nell'esercizio delle funzioni giudiziarie non può dar luogo a responsabilità l'attività di interpretazione di norme di diritto né quella di valutazione del fatto e delle prove”.&amp;nbsp; &lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify; text-indent: 35.45pt;"&gt;L’emendamento Pini penetra nei&amp;nbsp; meccanismi interiori più delicati dell'attività giurisdizionale ed interferisce con la libertà della formazione del giudizio, vale a dire con la libertà di coscienza del magistrato e quindi incide pesantemente sull'imparzialità. L'imparzialità del giudice postula come suo corollario essenziale l'indifferenza al risultato dell'attività giuriisdizionale, nel senso che la decisione deve essere assunta &lt;i&gt;sine spe ac metu. &lt;/i&gt;Nel momento in cui il giudice può essere aggredito, naturalmente dalla parte più forte o più prepotente, sui risultati dell'interpretazione del diritto o della valutazione delle prove, si crea un meccanismo di condizionamento che incide sull'imparzialità. Del resto l'imparzialità dell'esercizio dell'attività giurisdizionale è una delle ossessioni che maggiormente&amp;nbsp; agitano Silvio Berlusconi. Quando Berlusconi, dimenticandosi che l'aveva già fatto Sindona prima di lui, si presenta come vittima di una giustizia persecutoria attuata da giudici e PM comunisti, suoi nemici politici, che vogliono toglierlo di mezzo politicamente attraverso l'uso strumentale della funzione giudiziaria, non dice soltanto una menzogna che vilipende le istituzioni ed intimidisce i magistrati. Dietro questa menzogna si intravede una verità. La verità è la concezione della giustizia in testa a Silvio Berlusconi. In altre parole attribuisce ad altri ciò che egli effettivamente pensa della funzione giurisdizionale. Una funzione che deve essere controllata dal Sovrano, non solo per assicurare l'impunità a se stesso ed alla sua Corte, ma anche per utilizzarla per perseguitare i propri nemici politici. Noi abbiamo avuto degli esempi di questa concezione della giustizia (di cui non è stato compreso il significato allarmante), attraverso la vicenda delle Commissioni parlamentari d'inchiesta sul caso Telecom Serbia e sul caso Mitrokhin. Ci siamo dimenticati che la giustizia politica manovrata da Silvio Berlusconi voleva trasformare Prodi in un agente del KGB? Ci siamo dimenticati che i fatti di Genova del 2001 non si sono ripetuti più perché c'è stata una reazione dell'Autorità giudiziaria che ha fatto franare il castello di false prove costruito contro i dimostranti ed ha chiamato i responsabili all'interno delle forze dell'ordine a rispondere delle violenze commesse?&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify; text-indent: 35.45pt;"&gt;Nella scena finale del film il Caimano si vede la folla che attacca i Tribunali. Adesso ci troviamo in una situazione in cui la realtà si è molto avvicinata alla &lt;i&gt;fiction&lt;/i&gt;, però quel finale può ancora essere cambiato, può essere scritto un altro finale.&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoBodyTextIndent"&gt;Ma ci è rimasto poco tempo.&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify; text-indent: 35.45pt;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify; text-indent: 35.45pt;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;Bologna, 29 aprile 2011  &lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify; text-indent: 35.45pt;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify; text-indent: 35.45pt;"&gt;&amp;nbsp; &amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify; text-indent: 35.45pt;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="mso-element: footnote-list;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;hr align="left" size="1" width="33%" /&gt;&lt;div id="ftn1" style="mso-element: footnote;"&gt;&lt;div class="MsoFootnoteText"&gt;&lt;a href="http://www.blogger.com/post-create.g?blogID=1864449016613704386#_ftnref1" name="_ftn1" style="mso-footnote-id: ftn1;" title=""&gt;&lt;span class="Caratteredellanota"&gt;&lt;span class="Caratteredellanota"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;; font-size: 10pt;"&gt;[1]&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; Marco Travaglio, &lt;i&gt;Ad personam&lt;/i&gt;, Chiarelettere, 2010 &lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div id="ftn2" style="mso-element: footnote;"&gt;&lt;div class="MsoFootnoteText"&gt;&lt;a href="http://www.blogger.com/post-create.g?blogID=1864449016613704386#_ftnref2" name="_ftn2" style="mso-footnote-id: ftn2;" title=""&gt;&lt;span class="Caratteredellanota"&gt;&lt;span class="Caratteredellanota"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;; font-size: 10pt;"&gt;[2]&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; “La maggioranza lontana dalla democrazia”,&amp;nbsp; da La Repubblica del 18 aprile 2011&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;span class="fullpost"&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1864449016613704386-4009760166557856115?l=www.ranierolavalle.it' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://www.ranierolavalle.it/feeds/4009760166557856115/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.ranierolavalle.it/2011/05/assemblea-nazionale-comitati-dossetti.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1864449016613704386/posts/default/4009760166557856115'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1864449016613704386/posts/default/4009760166557856115'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://www.ranierolavalle.it/2011/05/assemblea-nazionale-comitati-dossetti.html' title='ASSEMBLEA NAZIONALE COMITATI DOSSETTI/ Intervento di Domenico Gallo'/><author><name>red</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17132744523510058486</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1864449016613704386.post-4561125186509764507</id><published>2011-04-21T18:25:00.002+02:00</published><updated>2011-04-21T18:37:55.622+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='comitati Dossetti'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Comitati Dossetti per la Costituzione'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='raniero la valle'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Giovanni Pecora'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='sinistra cristiana'/><title type='text'>“Quale laicità per quale fede”</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;intervento di Raniero La Valle al Festival della laicità di Reggio Emilia&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://giornatedellalaicita.com/wp-content/uploads/2011/02/COLONNA-logo2.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; cssfloat: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="200" i8="true" src="http://giornatedellalaicita.com/wp-content/uploads/2011/02/COLONNA-logo2.jpg" width="193" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;Nella giornata conclusiva del “Festival della laicità” di Reggio Emilia, organizzato dalla rivista Micromega, si è tenuto il 17 aprile a Scandiano un incontro del pubblico con Raniero La Valle e Giovanni Franzoni sul tema “Quale laicità per quale fede”.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;em&gt;Interrogato sulle ragioni per le quali il laicato cattolico oggi sembra tacere, senza reagire alle invasioni di campo della Chiesa nella vita politica e nella stessa attività legislativa, Raniero La Valle ha così risposto:&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;"Purtroppo a tacere oggi non è solo il laicato cattolico – salvo eccezioni – ma è l’Italia tutta – salvo eccezioni – di fronte allo scempio che l’attuale classe politica di governo sta infliggendo al Paese; c’è una società intera che subisce e che tace, senza che prenda forma una reazione adeguata volta a salvare le istituzioni democratiche e la stessa anima del Paese corrotta dal nuovo fascismo.&lt;br /&gt;&lt;a name='more'&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;C’è una crisi della laicità che non è solo dei cattolici ma è anche della società e della cultura denominata laica. Ciò dipende dal fatto che la laicità, nella sua accezione moderna e nella sua realizzazione politica come Stato laico e democratico, non è sufficientemente fondata. La laicità non è laicamente fondata – cioè basata su ciò che c’è di più umano nell’uomo, ovvero sulla sua libertà – perché storicamente è stata costruita per sottrazione alla religione (“come se Dio non ci fosse”) anziché sullo scioglimento del vincolo imposto dal sacro. Il sacro non è l’equivalente della religione, e nemmeno della fede; non basta uscire di chiesa o mettere tra parentesi la fede per uscire dal sacro. Esso è l’equivalente di un Dio antropomorficamente concepito come “tremendum et fascinans” (come ne “Il sacro” di Rudolf Otto), più tremendo che affascinante, che l’uomo può controllare e arginare solo per mezzo dei sacrifici. &lt;br /&gt;Il sacro pertanto è ciò che è riservato e messo da parte per Dio, e che è trasferito perciò dalla sfera umana a quella divina, dal potere umano a quello divino. &lt;br /&gt;Il sacro, precisamente in ciò che lo contrappone al laico, è il vincolo di ciò che non è disponibile, che è sottratto all’uso comune e alla responsabilità comune. La fede è invece la modalità non sacrale e liberante della religione, che nella forma cristiana giunge all’incorporazione del divino nella condizione comune. &lt;br /&gt;La religione pertanto deve scegliere tra il veicolare la libertà della fede o presidiare il legame (“religio”) del sacro. Il cristianesimo nella sua fondazione, benché assai meno nel suo corso storico, ha significato la decostruzione della religione del sacro (come era percepita e praticata nell’ebraismo) e il lieto annuncio della religione della libertà, originata da quell’inaudito gesto laico di Dio che è stato l’incarnazione. Staccare il cristianesimo dalla laicità vuol dire staccarlo da se stesso. Perfino nella sua più grande festa religiosa – la Pasqua – si manifesta la natura laica del cristianesimo, nella sua rappresentazione del divino. &lt;br /&gt;Che cosa c’è infatti di più laico di un sacrificio offerto non nel tempio, ma fuori dello spazio sacro del tempio, perfino fuori dal “cortile dei Gentili” (che oggi si vorrebbe ripristinare), fuori dalle mura, fuori dalla città, fuori dal campo? Che cosa c’è di più laico di un sacrificio che non è un sacrificio, ma un morire per amore? Che cosa c’è di più laico di una morte come quella di Gesù subita per essersi opposto all’intero ceto sacerdotale, per aver annunciato la distruzione del tempio, per aver violato il sabato, per aver rimandato libera l’adultera, per aver praticato e predicato l’amore dei nemici, per aver tolto la maledizione allo straniero e negato la sua esclusione dalla società degli eletti, per aver “mangiato la Pasqua”, come dicono i Vangeli, non con l’agnello sgozzato del sacrificio di sangue – che ancora sempre ritorna sulle nostre tavole - ma con il pane e il vino della convivialità e della comunione?&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Dunque se una festa religiosa come la Pasqua è una festa laica, anche un festival della laicità come quello di Reggio Emilia non ha necessariamente un carattere antireligioso e antiecclesiale, e dunque la polemica preventiva di parte ecclesiastica contro di esso non ha ragione di essere. Tuttavia il difetto di laicità della cultura laica sta nel fatto che essa viene fondata – ripetendo il suo vizio d’origine – per differenziazione rispetto alla religione e alla Chiesa, in una sorta però di riduzionismo piuttosto che di un trascendimento. Non si tratta solo di incidenti di percorso, se Carl Schmitt ha potuto dire che i principali concetti politici dell’Occidente sono concetti teologici secolarizzati; e se, come ha mostrato lo storico Paolo Prodi nel suo libro “Il sovrano pontefice”, le principali istituzioni politiche e statuali dell’Occidente hanno avuto il loro prototipo e il loro modello nelle istituzioni degli Stati della Chiesa; né a ciò è sfuggita la Riforma se le Chiese che ne sono scaturite hanno dato luogo agli Stati confessionali. &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Cristiani e laici dovrebbero piuttosto fondare la laicità non in un corpo a corpo con l’ecclesiastico, ma in una antropologia non tributaria del sacro; quella antropologia che nel Concilio Vaticano II ha portato a identificare nella libertà la “dignitas” stessa dell’uomo e che nella tradizione monastica identifica lo specifico umano (ovvero l’immagine di Dio nell’uomo) non nella ragione, sia pure superiore a quella di tutte le altre creature, ma nella libertà. Altrimenti c’è il rischio di sacralizzare il secolare trasferendo a cose profane connotati divini: la trascendenza del Mercato, l’onnipotenza del denaro, l’inviolabilità e l’immunità della persona del sovrano, l’assolutezza del diritto, il corpo mistico del popolo elettore, che non sono affatto cose laiche, ma grottescamente sacrali".&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;em&gt;Ma perché il laicato cristiano tace, non fa uso della sua libertà?&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;"Il laicato cristiano è oggi assente dalla lotta politica per una ragione strutturale. Certamente ci sono singoli cristiani nelle diverse parti politiche, ma non c’è un contributo della laicità cristiana come tale alla vita politica. La gestione del rapporto con la politica è oggi direttamente esercitata dalla Chiesa, senza mediazioni laicali e nemmeno cinghie di trasmissione di partiti o gruppi clericali. Ci sono varie ragioni di questo: una era individuata dall’ex presidente della Corte Costituzionale, il compianto Leopoldo Elia, in un discorso del 2007 al Convegno annuale dei costituzionalisti. Tale ragione stava nel vuoto che la scomparsa della DC aveva lasciato aprendo uno spazio alla Chiesa come gruppo di pressione, ma soprattutto stava nella apparizione in sua vece di un partito più a destra della DC, “che costituisce di per se stesso una tentazione continua ad utilizzare i suoi voti” realizzando uno scambio tra la legittimazione offerta dalla Chiesa e le obbedienze prestatele dal partito; obbedienze tanto più facili grazie al “relativismo” del governo, per il quale tutte le scelte politiche e legislative vanno bene purché servano a mantenerlo al potere: per la Libia e contro la Libia, per l’Europa e contro l’Europa, per la guerra e contro la guerra, per il nucleare e contro il nucleare, e così via; spregiudicatezza che giunge fino a far promettere a Berlusconi che finché sarà lui a governare mai in Italia sarà ammessa altra famiglia che quella tradizionale, promessa poco coerente col fatto che egli personalmente mantenga un harem: cosa che alla Chiesa dovrebbe pur provocare qualche sussulto.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Tuttavia, al di là di questo protagonismo diretto della Chiesa, una azione politica dei cristiani non è possibile se dalla Chiesa vengono dichiarate non disponibili (o non negoziabili) una serie di questioni legislative che attendono di essere regolate attraverso le decisioni del governo e del Parlamento. Se tali questioni sono disponibili, come tutte le altre, alla decisione politica delle forze politiche e dei partiti, ma non disponibili per i cattolici, questi, a parte pur meritorie temerarietà personali, non possono esercitare pubblicamente la loro responsabilità politica, perché subito sarebbero sconfessati e additati come non interpreti delle istanze cristiane. Una situazione analoga a quella che si produsse in Italia prima col “non expedit”, poi con la comparsa del Partito Popolare italiano, il quale poté svolgere una vigorosa azione politica laica, anche di contrasto al fascismo, al prezzo della scelta lucidamente compiuta da Sturzo, di impegnare il partito su tutto tranne che su quelli che allora venivano chiamati “i diritti imprescrittibili della Santa Sede”, che erano le rivendicazioni temporali della Chiesa (corrispondenti ai “principi non negoziabili” di oggi), di fronte a cui quel partito di cattolici restava neutrale. Questa scelta salvò l’aconfessionalità del partito, ma non bastò ad assicurargli la sopravvivenza quando la Chiesa fra il PPI e il fascismo scelse quest’ultimo, e Sturzo dovette andare in esilio. In ogni caso oggi sarebbe impensabile che dei politici cattolici si estraniassero dalle decisioni circa questioni vitali di pubblico interesse su cui la Chiesa avesse steso il suo braccio. &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Dunque se non si risolve questo problema non c’è spazio per un’azione cristiana in Italia; e non c’è neanche la possibilità che i membri della comunità cristiana, anche prima dell’azione politica, contribuiscano al discernimento dei valori in gioco e possano essi stessi farsi una coscienza di ciò che sarebbe più giusto fare nelle condizioni date. Stabilire, in nome dei principi irrinunciabili, una sfera dell’indecidibile su questioni che al contrario nel dibattito pubblico sono largamente controverse, impedisce alla comunità cristiana di misurarsi con questi problemi all’interno di un’esperienza di fede e in forza di una riflessione cristiana. Perché non tutto è sempre così sicuro. Fratel Carlo Carretto, il mistico ex presidente della GIAC, spese una notte in preghiera per decidere alla fine di votare “no” nel referendum per l’abrogazione del divorzio. E prese la sua decisione, come scrisse, non perché fosse venuta meno la sua adesione alla indissolubilità del matrimonio, ma perché mosso dall’amore e dalla compassione per gli emigrati italiani nelle fabbriche e nelle miniere della Francia o della Germania, che avendo subito, anche per questo, lo sfascio della famiglia formata in Italia, erano condannati a vivere esuli senza famiglia e senza amore in letti deserti. Ma anche diversi valori e sensibilità cristiane vengono a confliggere quando un legislatore deve decidere se debba farsi pagare alle donne col carcere o con la clandestinità sanitaria il principio dell’aborto come reato o se non debbano invece instaurarsi alternative più umane e forse anche più efficaci alla sanzione penale; e anche un discernimento cristiano viene chiamato in causa quando la difesa militante e perciò inevitabilmente settaria della vita può giungere fino a fare della condizione biologica dei gameti e degli embrioni al momento della vita nascente o della sopravvivenza vegetativa al momento della vita che muore, dei feticci che con il loro chiasso coprono l’annuncio cristiano della vera vita, della vita che non deve essere trattenuta ma donata, della vita che seminata nella morte rifiorisce nella resurrezione".&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;em&gt;A Raniero La Valle è stato poi chiesto se così ragionando e riflettendo cristiani come lui o come Giovanni Franzoni abbiano possibilità di parlare e di farsi ascoltare nella Chiesa. Questa la risposta:&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;"In effetti noi parliamo ed anche ci ascoltano, così come noi stessi dobbiamo ascoltare e capire le posizioni degli altri. Ma per la verità per molti anni ed anche ora il vero impedimento alla parola e all’ascolto noi l’abbiamo trovato non negli ambienti cristiani, che sono assai variegati, ma nella stampa nelle televisioni e nelle accademie laiche che al confronto con i cristiani liberi e critici sembrano preferire il vecchio caro rapporto conflittuale ma in definitiva concordatario con la Chiesa gerarchica e con i suoi fedeli, credenti o non credenti che siano, e perciò rigorosamente limitano la cerchia dei loro interlocutori cattolici".&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1864449016613704386-4561125186509764507?l=www.ranierolavalle.it' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://www.ranierolavalle.it/feeds/4561125186509764507/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.ranierolavalle.it/2011/04/quale-laicita-per-quale-fede.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1864449016613704386/posts/default/4561125186509764507'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1864449016613704386/posts/default/4561125186509764507'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://www.ranierolavalle.it/2011/04/quale-laicita-per-quale-fede.html' title='“Quale laicità per quale fede”'/><author><name>red</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17132744523510058486</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1864449016613704386.post-8199813839674534459</id><published>2011-04-21T18:19:00.001+02:00</published><updated>2011-04-21T18:21:08.771+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='comitati Dossetti'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Comitati Dossetti per la Costituzione'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='raniero la valle'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Giovanni Pecora'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='sinistra cristiana'/><title type='text'>Assemblea Nazionale a Bologna dei Comitati Dossetti per la Costituzione</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;strong&gt;Comitati Dossetti per la Costituzione&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;strong&gt;Assemblea Nazionale&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span style="color: red;"&gt;&lt;strong&gt;Bologna 29 aprile 2011, ore 15.30&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-size: x-large;"&gt;&lt;strong&gt;UNITA’ E COSTITUZIONE&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;em&gt;Per un ritorno alla dignità e alle urne&lt;/em&gt;&lt;em&gt;&amp;nbsp;&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;em&gt;Per una legislatura di ricostruzione e dialogo&lt;/em&gt;&lt;em&gt;&amp;nbsp;&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;em&gt;Per un voto libero ed eguale&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;Intervengono: &lt;br /&gt;&lt;ul&gt;&lt;li&gt;Raniero LA VALLE, Presidente dei Comitati Dossetti per la Costituzione&lt;/li&gt;&lt;li&gt;Luigi FERRAJOLI, Università di Roma - Vicepresidente dei Comitati Dossetti&lt;/li&gt;&lt;li&gt;Valerio ONIDA, Presidente emerito della Corte Costituzionale&lt;/li&gt;&lt;li&gt;Mario DOGLIANI, Università di Torino&lt;/li&gt;&lt;li&gt;Umberto ALLEGRETTI, Università di Firenze&lt;/li&gt;&lt;li&gt;Domenico GALLO, Consigliere Corte di Cassazione&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;L’Assemblea si svolgerà presso il Convento di San Domenico in Piazza San Domenico 13&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1864449016613704386-8199813839674534459?l=www.ranierolavalle.it' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://www.ranierolavalle.it/feeds/8199813839674534459/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.ranierolavalle.it/2011/04/assemblea-nazionale-bologna-dei.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1864449016613704386/posts/default/8199813839674534459'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1864449016613704386/posts/default/8199813839674534459'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://www.ranierolavalle.it/2011/04/assemblea-nazionale-bologna-dei.html' title='Assemblea Nazionale a Bologna dei Comitati Dossetti per la Costituzione'/><author><name>red</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17132744523510058486</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1864449016613704386.post-6062339288610109873</id><published>2011-04-15T00:39:00.000+02:00</published><updated>2011-04-15T00:39:22.922+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='comitati Dossetti'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Comitati Dossetti per la Costituzione'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='raniero la valle'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Giovanni Pecora'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='sinistra cristiana'/><title type='text'>FUKUSHIMA</title><content type='html'>di Raniero La Valle&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://www3.lastampa.it/fileadmin/media/esteri/fukushima02g.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; cssfloat: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="151" r6="true" src="http://www3.lastampa.it/fileadmin/media/esteri/fukushima02g.jpg" width="200" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Una delle novità portate dalla nuova cultura della nuova destra della nuova Repubblica è di avere derubricato l’osceno. Esso non deve più essere nascosto, ma entrare “in scena”; difatti ha preso dimora nelle ville e nei palazzi del potere, è salito al governo, è entrato nel processo di formazione di un Consiglio regionale, trabocca nelle barzellette e nelle bestemmie del presidente del Consiglio. Tuttavia l’osceno maggiore è stato mostrato dalla Camera dei Deputati inchiodata per giorni e notti ai pulsanti del voto per decidere, sostituendosi ai giudici di Milano, di archiviare un processo di corruzione in atti giudiziari a carico del capo del governo. L’aula parlamentare al posto di un’aula di giustizia: non si potrebbe immaginare un conflitto di attribuzioni più evidente e ostentato di questo.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Allo spettacolo hanno concorso ministri che nelle stesse ore avrebbero dovuto affrontare la tragedia degli sbarchi a Lampedusa e dei naufragi a Pantelleria, ricucire lo strappo con l’Europa prodotto dalla&lt;/div&gt;&lt;a name='more'&gt;&lt;/a&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&amp;nbsp;politica xenofoba della Lega, gestire una inconsulta guerra con la Libia, trovare qualche rimedio alla caduta del reddito e dell’occupazione, mettere un freno all’impoverimento generale del Paese; invece di governare, ecco i ministri a presidiare il fortino di Montecitorio, per resistere ai Tartari che però non arrivano mai.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;La realtà è che abbiamo perduto il Parlamento, proprio l’istituzione suprema della democrazia, l’estremo baluardo delle pubbliche libertà. Il vero dissesto nei rapporti tra i poteri dello Stato non sta nel conflitto tra l’esecutivo e il giudiziario, ma sta nell’assorbimento del Parlamento da parte del governo. Il Parlamento non è più un potere autonomo, per il semplice fatto che non è più nemmeno un potere. Ha perduto il suo potere di rappresentanza sia perché ai cittadini è stato tolto il voto per la selezione dei candidati, sia perché le maggioranze bulgare attribuite dalla legge alla minoranza che vince le elezioni hanno rotto la somiglianza tra Parlamento e Paese; ha perduto la sua innocenza perché, venuta meno la sua maggioranza per un legittimo dissenso politico, è divenuto teatro di una campagna acquisti volta a procacciarne al governo un’altra; ha perduto la sua libertà perché non fa più ciò che vuole ma ciò che vogliono gli avvocati i procuratori e i “responsabili” della sopravvivenza politica del premier.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Analogo processo di neutralizzazione subisce la magistratura, a cui nella proposta di riforma costituzionale presentata dal delfino Alfano viene tolta l’inclusione tra gli “altri poteri” dello Stato e ridotta a un servizio pubblico senza potere, sicché non si potrebbe più nemmeno parlare di conflitto di poteri, ma di riduzione di tutti i poteri a un unico potere, quello del neo-sovrano assoluto sempre in piedi sul predellino del popolo e preteso “padre nobile” della Repubblica.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Dal punto di vista dello Stato moderno e della democrazia costituzionale è un vertiginoso salto all’indietro verso la restaurazione dell’antico regime. Ci sono voluti secoli di pensiero filosofico, di elaborazioni giuridiche e di lotte politiche per superare e rovesciare le formule che consacravano i poteri assoluti: dal “basiléus nomos” (il re è la legge) alla potestà “legibus soluta” (“sciolta” da ogni legge). Come mai questi modelli ora ritornano? Le Costituzioni, la democrazia non avevano allestito difese e garanzie per impedirlo?&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Sì, ma non avevano previsto il denaro, con cui potevano essere recuperati, ripristinati ricomprati quei poteri. Nella nuova versione della democrazia postmoderna il denaro compra il potere, e il denaro lo difende; a sua volta il potere, comprato per denaro, diventa moltiplicatore del potere d’acquisto del denaro, sicché può comprare anche ciò che il denaro da solo non poteva: impunità, donne di rango, maggioranze, assoluzioni giudiziarie e morali: nuove corruzioni, nuove prostituzioni, nuove simonie.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Nel caso di Berlusconi non si tratta nemmeno di soldi suoi, come rivendicano con orgoglio i suoi fautori, ma di soldi tratti dalle tasche degli italiani, perché fatti con lo sfruttamento economico di quei beni comuni di tutti i cittadini che sono le frequenze televisive, e col tesoro di un enorme gettito pubblicitario che si forma con le tasse occulte per le spese promozionali che tutti i consumatori pagano su ogni prodotto o servizio che acquistano.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Voci preoccupate chiedono che tutto questo si arresti, prima che sia troppo tardi. Apparentemente non c’è molto da fare, sicché Asor Rosa è giunto fino a chiedere misure d’eccezione. Ma non si possono salvare le regole sospendendo le regole. Al contrario, la prima tappa di un processo per salvare la Repubblica potrebbe essere, il 12 giugno, un massiccio voto popolare per il sì nei tre referendum per l’acqua, per il nucleare e per la revoca dell’immunità processuale a Berlusconi. Ma la tappa successiva potrebbe essere, come prevede la Costituzione, lo scioglimento delle Camere per tornare al voto e salvare il Parlamento, che da fornitore di energia si è trasformato nel massimo fattore di inquinamento del Paese: come Fukushima. Come a Fukushima molti veleni radioattivi sono già passati nell’atmosfera e nell’organismo sociale, ma il peggio può ancora essere evitato.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1864449016613704386-6062339288610109873?l=www.ranierolavalle.it' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://www.ranierolavalle.it/feeds/6062339288610109873/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.ranierolavalle.it/2011/04/fukushima.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1864449016613704386/posts/default/6062339288610109873'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1864449016613704386/posts/default/6062339288610109873'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://www.ranierolavalle.it/2011/04/fukushima.html' title='FUKUSHIMA'/><author><name>red</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17132744523510058486</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1864449016613704386.post-8337212311884778784</id><published>2011-04-03T18:46:00.000+02:00</published><updated>2011-04-03T18:46:52.389+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='comitati Dossetti'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='lavalle'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Comitati Dossetti per la Costituzione'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='raniero la valle'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Giovanni Pecora'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='sinistra cristiana'/><title type='text'>CONVOCATA PER IL 29 APRILE 2011 L'ASSEMBLEA NAZIONALE DEI COMITATI DOSSETTI PER LA COSTITUZIONE</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;strong&gt;Comitati Dossetti per la Costituzione&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;Assemblea Nazionale – Bologna 29 aprile 2011&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color: red; font-size: x-large;"&gt;UNITA’ E COSTITUZIONE&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;Per un ritorno alla dignità e alle urne&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;Per una legislatura di ricostruzione e dialogo&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;Per un voto libero ed eguale&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;L’inizio delle celebrazioni dell’Unità italiana e la divisione subito dopo prodottasi nel Paese sulla guerra alla Libia, insieme all’inasprirsi dei contrasti sulle condotte del presidente del Consiglio e del governo, hanno mostrato come senza la più rigorosa fedeltà alla Costituzione nemmeno l’unità è possibile. Affermare le&lt;/div&gt;&lt;a name='more'&gt;&lt;/a&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&amp;nbsp;ragioni della Costituzione è il solo modo per garantire e rafforzare l’unità italiana. Ciò significa difenderla contro gli attacchi demolitori e attuarla e svilupparla contro il progressivo abbandono del suo postulato solidarista e contro i tentativi di neutralizzarne i principi più innovativi.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Ciò è tanto più necessario nella prospettiva del federalismo. Non sembra infatti appropriato il suggerimento di un recente documento ecclesiastico successivo alla “Settimana sociale” di Reggio Calabria – del resto non obbligato, nel suo contesto religioso, a una piena conoscenza della situazione politica del Paese – secondo il quale sarebbe necessario, in vista del federalismo, un rafforzamento dell’esecutivo e dell’assetto bipolare. Non di questo l’Italia ha bisogno. L’esperienza dei 150 anni di Unità dimostra che l’incremento del potere personale di presidenti del Consiglio, primi ministri e duci, nella polarizzazione del conflitto politico, molto ha danneggiato il Paese, mentre il diritto e la Costituzione l’hanno riscattato ed unito. Il federalismo non ha bisogno di un esecutivo più forte, ma di una Costituzione più forte. È infatti la Costituzione che valorizzando le differenze come irrinunciabile patrimonio comune, assicura l’unità: sia l’unità geografica, tra Nord e Sud, isole e continenti, sia l’unità istituzionale tra i poteri, sia rapporti di unità e di eguaglianza tra le classi, i generi, le nazionalità, le religioni e gli ordinamenti giuridici. Per paradosso, sono proprio Bossi e la Lega, incuranti del costituzionalismo, che non possono realizzare, e anzi allontanano, la riforma federale.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;È per dare voce a questa esigenza e a questo ideale politico di Unità e Costituzione, e invitare cittadini e partiti a farli propri, che è convocata per venerdì 29 aprile a Bologna, alle ore 15.30, nella Biblioteca del convento di San Domenico, un’assemblea nazionale dei Comitati Dossetti per la Costituzione.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Crisi istituzionale - La prospettiva in cui l’Assemblea si colloca è quella di una rapida fine della legislatura in corso, ormai irrecuperabile. Essa è entrata in una fase di vera e propria crisi istituzionale, per la corruzione entrata in Parlamento, per l’inagibilità del presidente del Consiglio ormai ridotto a “un’anatra zoppa”, per l’attacco portato dal governo agli altri poteri, fino al punto di voler revocare l’inclusione costituzionale della magistratura tra “gli altri” poteri dello Stato, e per la perdita della buona fama internazionale dell’Italia a causa della cattiva immagine datane all’estero, della volubilità e incoerenza delle sue amicizie e della infedeltà governativa ai principi e ai dettati degli articoli 10 e 11 della Costituzione. Tuttavia un normale avvicendamento di governo, che dovrebbe poter avvenire in qualsiasi democrazia funzionante, in Italia non è possibile a causa dell’interpretazione errata che è stata data al voto popolare come investitura di un capo per l’intera durata di una legislatura. Perciò per rimuovere l’anomalia di un governo divenuto oggettivamente causa di turbamento sociale e di dissesto istituzionale, non c’è altra via che lo scioglimento delle Camere: una prospettiva che non è venuta meno nonostante i voti di rincalzo raccolti dalla maggioranza al di fuori di ogni regola politica.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Una legislatura di dialogo e di tregua - La gravità della situazione italiana è tale che per uscirne non basta un ricambio di governo, ma occorre un’opera di rinnovamento culturale e spirituale, che comporta la ricostruzione di principi costituzionali ed etici fondamentali per lo sviluppo delle persone e la convivenza civile. Per una tale operazione sarà necessaria tutta la prossima legislatura, che si prospetta perciò come una legislatura di carattere ricostruttivo e ricostituente, in cui si dovrà pensare a come concludere la transizione italiana anche sulla base di un sereno bilancio degli effetti che ha avuto la scelta del bipolarismo. Ciò rende necessario che la prossima legislatura, anche in vista di puntuali riforme che dovessero essere deliberate da maggioranze costituzionali, favorisca il massimo dialogo tra le parti, e che a questo essa sia predisposta per composizione e per stile. E ciò anche ai fini di arrivare a una nuova legge elettorale che, in quanto regola del gioco politico, possa godere del più largo consenso delle parti. Ciò richiede che nei due rami del Parlamento tutti siano correttamente rappresentati, non potendosi procedere a tali riforme attraverso forzature maggioritarie, e addirittura in assenza di minoranze escluse dalle Camere. E richiede altresì che nel rapporto con i loro rappresentanti tutti i cittadini, sovrani non solo per un giorno, concorrano “a determinare la politica nazionale”. Dunque il prossimo Parlamento, proprio in ragione di questa sua funzione riformatrice, dovrebbe essere eletto in modo da realizzare una veritiera rappresentanza; ciò però non potrà avvenire se, votandosi con l’attuale legge elettorale, il risultato fosse sovvertito dall’attribuzione di uno straripante premio di maggioranza a una forza o coalizione che fosse molto lontana dal raggiungere la maggioranza dei voti, e dalla conseguente sottrazione di un gran numero di seggi alle altre forze di minoranza che avessero raggiunto risultati anche di poco inferiori a quello del “vincitore”.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Ciò rende estremamente importante che ci si prepari per tempo alla consultazione elettorale e che si scelga il modo più adeguato per affrontarla e prendervi parte.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Come andare alle elezioni - Prima di tutto perciò i Comitati Dossetti per la Costituzione rivolgono un pressante appello ai partiti perché al più presto essi definiscano le loro alleanze e il loro progetto di governo, in modo che i cittadini con piena consapevolezza possano orientarsi nelle loro scelte, sapendo se avranno di fronte due sole coalizioni antagoniste, o più coalizioni o “poli”, e da chi e con quali programmi tali poli sarebbero formati.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;In secondo luogo i Comitati Dossetti fanno appello a tutte le forze che al di là delle loro scelte politiche specifiche si riconoscano nell’indissolubile nesso di Unità e Costituzione, perché stabiliscano tra loro o tra le coalizioni da loro formate, un ulteriore collegamento elettorale, ai sensi dell’art. 14 bis del Testo unico delle leggi elettorali come modificato dalla legge Calderoli, allo scopo di vanificare il meccanismo della legge Calderoli volto a manomettere, grazie al premio di maggioranza e agli sbarramenti, il voto popolare. Nello stesso tempo le forze così collegate potrebbero esprimere un impegno comune per un’azione legislativa condivisa su alcune opzioni essenziali di rilievo costituzionale, pur ponendosi in diverse collocazioni parlamentari e di governo. Si tratterebbe pertanto di un collegamento di carattere tecnico-istituzionale che permetterebbe a ogni partito o coalizione politica di fare la propria corsa sostenendo il proprio programma elettorale, ma che avrebbe il fine di ricostituire, pur nelle differenze, l’unità spirituale e politica della nazione, l’unità dell’elettorato e l’unità tra popolo e Parlamento grazie a una rappresentanza non alterata nella ripartizione dei seggi. Tale risultato sarebbe ottenuto dal popolo stesso nelle urne, nella misura in cui tale collegamento producesse un risultato elettorale tale da non dar luogo all’ipotesi - prevista dal secondo comma dell’art. 83 della legge per l’elezione della Camera e dall’art. 17 della legge per il Senato - della attribuzione di un premio di maggioranza al gruppo vincente. Una supercoalizione elettorale stabilita a garanzia di Unità e Costituzione, potrebbe infatti facilmente raggiungere e superare il 55 per cento dei voti, ristabilendo così le condizioni per un voto libero ed eguale, senza artifici postelettorali.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Un uso virtuoso della legge Calderoli - Si realizzerebbe pertanto un uso virtuoso della legge Calderoli.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Prima di tutto si riporterebbe l’indicazione popolare di un presidente del Consiglio nell’alveo costituzionale. La legge infatti, nel richiedere che i partiti collegati elettoralmente designino un capo della coalizione, non ne fa di diritto un candidato alla presidenza del Consiglio, essendo fatte salve le prerogative del capo dello Stato a cui tocca il conferimento dell’incarico sulla base dei risultati elettorali; pertanto il capo dell’ampia coalizione riunita in nome dell’Unità e della Costituzione può presentarsi come una figura solo rappresentativa e di garanzia, senza pregiudicare l’identificazione della guida dell’esecutivo e l’assetto di governo. &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Riguardo poi ai risultati del voto, la legge Calderoli funzionerebbe come una legge proporzionale. Infatti essa, facendo proprio l’impianto del Testo Unico del 1957 per le elezioni della Camera e del decreto legislativo n. 533 del 1993 per l’elezione del Senato, prevede, come prima ipotesi e come prima fase della procedura, che tutti i seggi in palio alla Camera e al Senato siano distribuiti in modo proporzionale tra tutte le coalizioni e le liste concorrenti, sulla base di una quota elettorale nazionale (o regionale per il Senato) eguale per tutti, così che i voti di tutti gli elettori pesino tutti allo stesso modo nell’assegnazione dei seggi. Però la legge Calderoli introduce a un certo punto una ipotesi subordinata, e cioè che, fatta in via provvisoria l’assegnazione dei seggi, risulti che nessuna coalizione o partito abbia conseguito, grazie ai suoi voti, 340 deputati alla Camera e il 55 per cento dei seggi in ciascuna regione al Senato. A questo punto la legge Calderoli da distributiva diventa redistributiva, toglie i seggi agli uni e li attribuisce agli altri; alla coalizione o lista risultata come la minoranza più forte, (anche per pochi voti rispetto a ciascuna delle altre) aggiunge tanti deputati o senatori quanti ne mancano a 340 (o al 55 per cento nella regione) togliendoli da quelli già assegnati alle altre liste e coalizioni. Di conseguenza si vengono a formare due diverse quote elettorali, una, a cui bastano meno voti, per chi vince, l’altra, per la quale ci vogliono molti più voti, per gli altri; e così i voti dei cittadini non sono più eguali, essendo computati secondo aritmetiche diverse.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Ma se una coalizione, tanto larga come quella qui proposta, riesce a conseguire un consenso elettorale pari o superiore a quello necessario per eleggere 340 deputati e il 55 per cento dei senatori in ogni regione, il premio di maggioranza non ha ragione di scattare e a tutti i partiti, anche a quelli che avessero dato vita a una coalizione opposta, i seggi sarebbero attribuiti in modo proporzionale secondo la effettiva forza di ciascuno.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;La legge Calderoli introduce poi una ulteriore discriminazione, perché stabilisce una soglia di sbarramento che non è eguale per tutti: ai partiti uniti in una coalizione che ottenga un certo numero minimo di voti vengono distribuiti seggi se hanno conseguito il 2 per cento dei voti alla Camera e il 3 per cento al Senato; ai partiti non coalizzati non viene invece distribuito alcun seggio se non hanno superato la soglia del 4 per cento alla Camera e dell’8 per cento al Senato. Nell’ipotesi di un uso virtuoso della legge Calderoli, non dandosi un’alterazione del risultato elettorale con l’attribuzione di un premio di maggioranza, e non identificandosi il collegamento elettorale con un’alleanza di governo, non ci sarebbe alcuna ragione che dei partiti siano esclusi dalle coalizioni, sicché per tutti la soglia di sbarramento si abbasserebbe al 2 per cento alla Camera e al 3 per cento al Senato.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Reagire all’astensionismo elettorale - Una coalizione per l’Unità e la Costituzione come quella proposta, potrebbe risolvere anche la questione delle preferenze. Essa potrebbe infatti contemplare le elezioni in due turni, il primo dei quali sarebbe autogestito. I partiti collegati potrebbero infatti organizzare, una o due settimane prima del deposito delle liste, delle primarie in cui i cittadini, scegliendo quattro o cinque nomi dall’elenco loro presentato dai partiti, determinerebbero l’ordine in cui ciascun partito inserirebbe i candidati nella lista definitiva, ordine che sarebbe quello secondo il quale, come stabilisce la legge, infine verrebbero eletti.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Ciò varrebbe anche a ridurre il pericolo di un forte astensionismo elettorale, derivante sia dal restringersi dell’offerta politica ai cittadini, sia dalla grave menomazione che l’elettorato ha subito per il sequestro da parte dei partiti del suo diritto alla scelta dei parlamentari e alla manifestazione delle sue preferenze.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Per arrestare il corso verso una grave crisi di astinenza della nostra democrazia è necessario pertanto, sia riguardo alla scelta politica che alla scelta delle persone, restituire lo scettro al popolo sovrano, come qui si è indicato di fare.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;I contenuti dell’impegno comune - Ma quali dovrebbero essere i temi di impegno comune di un collegamento elettorale o supercoalizione per l’Unità e la Costituzione? E’ evidente che essi dovrebbero essere scelti ed elaborati dalle stesse forze politiche che vi concorressero; i Comitati Dossetti per parte loro indicano i seguenti tre punti, che peraltro tutte le forze di opposizione hanno già manifestato l’intenzione di affrontare.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;1) Anzitutto una legge elettorale che, anche se non propriamente proporzionale, contempli un’equa proporzione tra voti ed eletti, e permetta la presenza in Parlamento di tutte le forze politiche significative del Paese, e non solo per un preteso e incostituzionale “diritto di tribuna”.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;2) Una legge che ridefinisca i casi di ineleggibilità e incompatibilità con l’ufficio di deputato o di senatore o di membro del governo, tale non solo da evitare o risolvere i conflitti d’interesse, ma di precludere l’accesso a tali uffici di persone che in pendenza del giudizio o per condanne definitive possano oggettivamente apparire come inadatti a adempiere alle funzioni pubbliche “con disciplina ed onore” e a rappresentare la Nazione senza vincolo di mandato.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;3) Una normativa che, tenendo conto delle nuove tecnologie e del nuovo contesto economico e imprenditoriale dei mezzi di comunicazione e di opinione, restauri il pluralismo nei mezzi di comunicazione, rimuova gli ostacoli a un pieno esercizio della libertà di stampa e di manifestazione del pensiero, e garantisca il diritto dei cittadini di essere variamente e correttamente informati anche attraverso un servizio pubblico non dipendente dalle logiche commerciali e di mercato.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;I Comitati Dossetti per la Costituzione intendono inoltre raccomandare nell’Assemblea di Bologna altre tre cose di straordinaria urgenza.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;1) Una legge di parità tra il Nord e il Sud del Paese. In verità, fatti gli italiani, non si può dire ancora che sia fatta l’Italia, finché non sia completata in tutto il Paese una dignitosa rete stradale, autostradale, ferroviaria, finché l’Alta velocità non raggiunga Brindisi, Siracusa e Agrigento, senza bisogno del ponte sullo Stretto, finché il sistema sanitario non offra eguali prospettive di salute e di vita a tutti i cittadini e gli stranieri presenti nel Paese, finché la scuola, la giustizia, la sicurezza pubblica non siano sostenute e adeguatamente finanziate in tutta l’Italia, finché non si stabiliscano misure compensative per il lavoro che manca nel Sud e per una diminuzione del tasso di disoccupazione giovanile e femminile nel Mezzogiorno e nelle isole.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;2) Una forte iniziativa italiana per dare attuazione, nelle parti ancora inadempiute, al cap. VII della Carta dell’ONU, onde garantire che gli eventuali interventi armati per il mantenimento o il ristabilimento della pace e della sicurezza internazionale non siano effettuati per interessi di parte e non assumano mai la forma della guerra, come tale bandita dalla Carta e dalla Costituzione. Secondo lo Statuto dell’ONU le azioni implicanti l’impiego della forza armata non possono essere compiute se non dopo aver esperito, anche da parte dello stesso Consiglio di Sicurezza, tutti i tentativi per una composizione pacifica, e devono avvenire sotto la responsabilità non di uno Stato, per quanto grande e potente, e tanto meno della NATO, ma del Consiglio di Sicurezza e sotto la direzione strategica del Comitato dei capi di Stato Maggiore dei cinque membri permanenti; le operazioni militari devono essere compiute da forze armate tratte dagli eserciti nazionali ma messe a disposizione del Consiglio di Sicurezza in base ad accordi permanenti tra questo e gli Stati. Il fatto che questa parte dello Statuto dell’ONU non sia stata mai attuata, è stata la causa non solo delle sconsiderate guerre del passato fatte per “scopi umanitari”, ma anche del caos, della improvvisazione e degli altissimi costi morali e politici dell’ultimo intervento contro la Libia.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;3) Allo stesso modo è necessario, dopo la funesta esperienza della catastrofe ambientale e nucleare in Giappone, che vengano aperte nuove frontiere e nuovi campi d’azione al costituzionalismo internazionale, in modo che i beni comuni dell’umanità e gli interessi generali della intera famiglia umana trovino adeguata tutela e promozione nell’ordinamento internazionale.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;I referendum, l’ “Aventino del popolo” e una petizione alle Camere – Coerentemente con le proposte qui formulate, i Comitati Dossetti per la Costituzione prenderanno posizione a favore del sì nei previsti prossimi referendum riguardanti l’acqua, il nucleare e il “legittimo impedimento”, e si impegnano a prestare il loro contributo di mobilitazione e di analisi per il loro successo, che può rappresentare un passaggio importante verso gli ulteriori traguardi di attuazione e sviluppo costituzionale.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Allo stesso scopo i Comitati Dossetti valuteranno con le altre componenti dell’associazionismo e della politica la possibilità di promuovere, nelle diverse situazioni locali, un “Aventino del popolo” mediante il quale i cittadini possano, in modo permanente, attraverso riunioni e altre opportune iniziative, resistere e dissociarsi dalle scelte del presidente del Consiglio e del governo e affrettarne l’uscita di scena.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Infine, per far emergere l’esigenza prioritaria di porre termine alla legislatura, nell’assemblea di Bologna i Comitati Dossetti proporranno che siano raccolte le firme per una petizione alle Camere, a norma dell’art. 50 della Costituzione, per “esporre la necessità” che esse, non reiterando comunque la fiducia al governo, riconoscano di dover togliere l’ostacolo che impedisce il ricorso alle elezioni anticipate.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;I Comitati Dossetti per la Costituzione sono convinti che quella qui suggerita sarebbe una via per venir fuori dalla lunga stagione dell’odio e avviare una ricomposizione dell’unità spirituale e politica dell’Italia: una via, ma forse anche l’unica via.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;Per presentare queste proposte e discuterle con i partiti è stato deciso di convocare l’Assemblea nazionale che si terrà il 29 aprile, alla quale i cittadini e i rappresentanti delle forze politiche sono cordialmente invitati.&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;La ragione per cui i Comitati Dossetti prendono questa iniziativa è chiara: la Costituzione non vive da sola, ma nella coerenza di tutto l’ordinamento interno e internazionale; non può sopravvivere la lettera della Costituzione mentre deperisce e si perde la Repubblica o si distrugge, in assenza di regole, l’ambiente universale umano. Né i Comitati intendono sostituirsi ai partiti nella loro peculiare responsabilità politica, ma intendono proseguire il dialogo con loro già avviato nell’ultima Assemblea dei Comitati nel giugno dell’anno scorso a Bologna.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;31 marzo 2011&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: right;"&gt;&lt;strong&gt;Raniero La Valle e Luigi Ferrajoli&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: right;"&gt;&lt;em&gt;Presidente e Vice-presidente dei Comitati Dossetti per la Costituzione&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;(Per comunicazioni: raniero.lavalle@tiscali.it) &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="right"&gt;﻿&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1864449016613704386-8337212311884778784?l=www.ranierolavalle.it' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://www.ranierolavalle.it/feeds/8337212311884778784/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.ranierolavalle.it/2011/04/convocata-per-il-29-aprile-2011.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1864449016613704386/posts/default/8337212311884778784'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1864449016613704386/posts/default/8337212311884778784'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://www.ranierolavalle.it/2011/04/convocata-per-il-29-aprile-2011.html' title='CONVOCATA PER IL 29 APRILE 2011 L&apos;ASSEMBLEA NAZIONALE DEI COMITATI DOSSETTI PER LA COSTITUZIONE'/><author><name>red</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17132744523510058486</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1864449016613704386.post-8631282778081660069</id><published>2011-04-03T18:22:00.000+02:00</published><updated>2011-04-03T18:22:16.827+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='comitati Dossetti'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='lavalle'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Comitati Dossetti per la Costituzione'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='raniero la valle'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Giovanni Pecora'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='sinistra cristiana'/><title type='text'>La monomania della guerra</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;di Raniero La Valle&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://www.atlantislab.net/immagini/articoli/onu01.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; cssfloat: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="199" r6="true" src="http://www.atlantislab.net/immagini/articoli/onu01.jpg" width="200" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;I monarchiani erano quegli eretici dell’antichità cristiana che per affermare l’assoluta unicità di Dio si opponevano alla nascente elaborazione teologica trinitaria; contro i diversi modi di intendere la distinzione tra il Padre e il Figlio incarnato, proclamavano: “monarchiam tenemus”, donde il nome di monarchiani. Da lì derivarono tutte le eresie monistiche: monofisismo, monotelismo, monoenergismo (una sola natura in Cristo, una sola volontà, una sola energia); vedendo una sola cosa quegli eretici non riuscivano a vederne e a concepirne altre, cioè non riuscivano a vedere il cristianesimo; erano maniaci di una sola cosa, non teisti, ma idolatri. &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Anche gli statisti moderni sono monarchiani, conoscono una sola cosa, sanno fare una sola cosa, sono maniaci di una sola cosa: la guerra. Ci vuole il petrolio, bisogna allargare i mercati, c’è un dittatore, i diritti umani sono violati, un Paese è invaso, gli insorti sono repressi? Subito è pronta la risposta, quella “fretta della guerra” che è stata denunciata all’inizio dell’intervento contro la Libia&lt;/div&gt;&lt;a name='more'&gt;&lt;/a&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&amp;nbsp;dal vescovo Giudici presidente di Pax Christi; la monocultura della guerra non sa produrre altra idea che questa. Così avvenne con l’Iraq, così con la Iugoslavia, così con l’Afghanistan, così con la Georgia, per non parlare dei mille conflitti dimenticati che fanno della guerra un “continuum” nel succedersi delle stagioni. &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;È vero che la sovranità moderna nasce con questo segno di identificazione: sovrano è chi ha il diritto di guerra, gli Stati sovrani sono quelli che fanno la guerra; però non è questa la sola e unica cosa che potrebbero fare, potrebbero inventare e fare dell’altro, soprattutto da quando la guerra è stata messa al bando dal diritto internazionale, e la Carta dell’ONU ha prescritto tutte le cose che si dovrebbero fare invece della guerra per mantenere la sicurezza e per costruire un ordine di giustizia e di pace tra le nazioni, come dice anche la Costituzione italiana. &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Anche questa volta, insorto il problema con la Libia, la coalizione dei volenterosi non ha saputo fare altro che la guerra; e siccome questa volta non c’era l’America, la confusione, l’improvvisazione e il caos sono stati ancora maggiori. Anche l’Italia è corsa alle armi; il 36° stormo, di stanza a Trapani Birgi, ha potuto finalmente dare sfogo all’odio contro Gheddafi al quale era stato addestrato, come potemmo vedere con la Commissione Difesa della Camera in occasione di una visita che molti anni or sono facemmo a quella base. Eppure se c’era un Paese al mondo che non avrebbe dovuto fare guerra alla Libia, nemmeno la guerra più sacrosanta, se pur ve ne fosse una, questo Paese era l’Italia, per la vergogna e il pentimento di ciò che essa in passato aveva fatto alla Libia, assoggettandosela e violentandola come colonia; e tanto meno avrebbe dovuto farla Berlusconi, che a Gheddafi aveva giurato amicizia eterna, e con la Libia aveva stipulato un patto con cui aveva promesso pace, non aggressione, non ingerenza, rapporti di uguaglianza sovrana, rispetto del suo diritto ad avere il proprio sistema politico, sociale, economico e culturale, e aveva assicurato che non avrebbe permesso l’uso delle basi italiane contro di lei; promesse in cui ne andava dell’onore del Paese e del futuro del Mediterraneo, non come le promesse di fare un campo da golf e un casinò a Lampedusa, o di ridipingere le facciate delle case. &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Però, si obietta, c’era la questione degli insorti, la minaccia del dittatore libico di sterminarli, l’esigenza di un intervento umanitario. Anche il centrosinistra si è pronunciato perciò a favore dell’azione militare, e perfino Ingrao, che pure è noto come pacifista. Ma se l’unica risposta è la guerra, che fare quando altri popoli insorgeranno, quando altri Stati vorranno reprimere ribellioni e secessioni, quando altri patrioti e resistenti rischieranno di soccombere? E perché non scendere in guerra per andare a liberare i territori palestinesi occupati, cosa per cui pur si potrebbe fare appello a centinaia di risoluzioni delle Nazioni Unite?&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Con l’idolatria della guerra, nascostamente penetrata anche nella cultura democratica, e con il giustificazionismo umanitario che ha sopito le reazioni, altre volte veementi contro la guerra, anche di uomini di Chiesa, il futuro si presenta assai tormentato. Gli assetti del mondo stanno infatti cambiando, nuove potenze emergono, altre declinano, popoli nuovi si affacciano sulla scena, perfino le coordinate geopolitiche di Oriente e Occidente, Nord e Sud del mondo, stanno sfumando in nuove combinazioni e contrapposizioni. Ci vorranno molte decisioni nuove, molte risposte inedite a problemi mai finora conosciuti. Guai se continuerà a dominare la monocultura della guerra, guai se le risposte non verranno trovate nella politica, nel diritto, in un nuovo costituzionalismo internazionale. E bisognerà cominciare col dare attuazione, nelle parti ancora inadempiute, al cap. VII della Carta dell’ONU, per garantire che eventuali interventi armati condotti in suo nome non siano fatti per interessi di parte e non giungano mai alla distruttività della guerra; e, dopo l’esperienza del Giappone, bisognerà che la stessa comunità internazionale sia fatta responsabile dei beni comuni e degli interessi generali della intera famiglia umana.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: right;"&gt;Raniero La Valle&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1864449016613704386-8631282778081660069?l=www.ranierolavalle.it' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://www.ranierolavalle.it/feeds/8631282778081660069/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.ranierolavalle.it/2011/04/la-monomania-della-guerra.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1864449016613704386/posts/default/8631282778081660069'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1864449016613704386/posts/default/8631282778081660069'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://www.ranierolavalle.it/2011/04/la-monomania-della-guerra.html' title='La monomania della guerra'/><author><name>red</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17132744523510058486</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1864449016613704386.post-8267385135115755246</id><published>2011-03-23T13:00:00.000+01:00</published><updated>2011-03-23T13:00:18.804+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='comitati Dossetti'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Comitati Dossetti per la Costituzione'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='raniero la valle'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Giovanni Pecora'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='sinistra cristiana'/><title type='text'>Italia Travicello</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;/div&gt;di Raniero La Valle&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://trasciatti.it/wp-content/themes/thesis_17/custom/rotator/Poster-Alex%20ridotto%20piccolo.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; cssfloat: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" r6="true" src="http://trasciatti.it/wp-content/themes/thesis_17/custom/rotator/Poster-Alex%20ridotto%20piccolo.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;La prima cosa da dire è che il termine “umanitario” applicato a una politica, è fuorviante, se non addirittura espressione di un’ideologia perversa. &lt;br /&gt;Esso suppone infatti che la qualità umanitaria rappresenti una eccezione o una sospensione o una particolarità della politica, che di per sé avrebbe tutt’altre finalità. &lt;br /&gt;Nella nostra concezione, al contrario, la politica deve sempre essere umanitaria, cioè ordinata al bene degli uomini e delle donne in quanto cittadini, non importa se del proprio o degli altri Stati; e basta leggere l’art. 3 della nostra Costituzione, allargato poi nell’articolo 11, per vedere come a questo punto dell’incivilimento umano la politica non può che essere pensata come rivolta alla piena realizzazione delle persone umane e a un ordine di giustizia e di pace tra le nazioni. &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Se ciò vale per la politica, tanto più vale per la guerra, che non può essere umanitaria nemmeno come eccezione. E infatti, a questo stadio della civiltà, essa è bandita, oggetto di ripudio all’interno e bollata come flagello sul piano internazionale.&lt;/div&gt;&lt;a name='more'&gt;&lt;/a&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Altra è la questione dell’uso della forza per impedire genocidi e altre nefandezze o minacce alla pace, previsto dal capitolo VII della Carta dell’ONU. Esso è legittimo non per il semplice fatto che l’ONU lo decida e lo affidi all’esecuzione di questa o quella potenza, ma per il fatto che non abbia altre finalità che quelle ammesse dalla Carta (e non ad esempio rovesciamento di regimi o assassinio dei loro capi) e che in nessun modo sia assimilabile alla guerra. &lt;br /&gt;A tal fine esso non può aver luogo se prima non siano stati compiuti, anche dallo stesso Consiglio di Sicurezza, tutti i tentativi per una composizione pacifica, e non solo non deve tendere all’annientamento del nemico, come è proprio della guerra, ma non deve essere espressione della sovranità degli Stati - a cui il diritto di guerra è storicamente avvinghiato – né essere sospettabile di essere funzionale ai loro interessi, petroliferi, territoriali o economici che siano. &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Per questa ragione secondo la Carta dell’ONU le operazioni devono avvenire sotto la responsabilità non di uno Stato, per quanto grande e potente, e tanto meno della NATO, che imputandosi una guerra esercita una sovranità che non ha, ma del Consiglio di Sicurezza e sotto la direzione strategica del Comitato dei capi di Stato Maggiore dei cinque membri permanenti; e devono essere compiute da forze armate tratte dagli eserciti nazionali ma messe a disposizione del Consiglio di Sicurezza in base ad accordi permanenti tra questo e gli Stati. &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Questa parte dello Statuto dell’ONU purtroppo non è stata mai attuata, perché le vecchie sovranità e il patriottismo militare che vuole che ognuno combatta sotto le proprie bandiere sono duri a morire. &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Il caos, l’illegittimità e l’insania politica dell’attuale intervento in Libia sono la conseguenza di questo inadempimento. L’unica cosa giusta è il punto di partenza, ossia la decisione della comunità internazionale di impedire gli eccidi in Libia, come avrebbe dovuto fare, e non fece, per porre termine al genocidio in Cambogia (e ci dovette pensare il Vietnam). Ma tutto il resto è sbagliato, a cominciare da quella “fretta della guerra” che è stata denunciata - unica voce coraggiosa e illuminante levatasi dall’interno della Chiesa – dal vescovo Giovanni Giudici presidente di Pax Christi.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;E sbagliatissime e addirittura letali (per noi) sono le scelte fatte dal governo italiano. Se pur sono scelte! Repentine e contraddittorie, annunciate e smentite, fedeli e infedeli ai patti sottoscritti, tali da fare ancora una volta dell’Italia un Paese non affidabile, ondivago, esposto agli ultimi venti, come il re travicello che, come dice la poesia di Giusti, “là là per la reggia dal vento portato, tentenna, galleggia, e mai dello Stato non pesca nel fondo: che scienza di mondo! che Re di cervello è un Re Travicello!”.&lt;br /&gt;Non c’era alcun bisogno di fare i primi della classe “offrendo” la disponibilità delle basi italiane, peraltro da tempo appaltate ad americani e alleati, e operative senza che nessuno ce ne chieda il permesso (i trattati sono segreti); non c’era bisogno di mettere subito in pista i Tornado, quando eravamo (e ancora siamo) vincolati al trattato berlusconiano con Gheddafi, che garantisce “il rispetto dell’uguaglianza sovrana degli Stati; l’impegno a non ricorrere alla minaccia o all’impiego della forza contro l’integrità territoriale o l’indipendenza politica della controparte o a qualunque altra forma incompatibile con la Carta delle Nazioni Unite; l’impegno alla non ingerenza negli affari interni e, nel rispetto dei princìpi della legalità internazionale, a non usare né concedere l’uso dei propri territori in qualsiasi atto ostile nei confronti della controparte; l’impegno alla soluzione pacifica delle controversie”. &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Pudore avrebbe voluto che venendo la squilla alla guerra, l’Italia piuttosto che correre al fronte, avesse tentato qualche mediazione visibile; e soprattutto che avesse dichiarato che non solo a causa del trattato di amicizia, e nemmeno dei baci di Berlusconi a Gheddafi, ma a causa delle atroci responsabilità del colonialismo italiano nei riguardi della Libia, mai più armi e militari italiani avrebbero potuto rivolgersi contro il dirimpettaio africano. &lt;br /&gt;Questo tutti avrebbero potuto capirlo, e non ci sarebbe stato bisogno di ricorrere al gioco delle tre carte degli aerei che sorvolano ma non sparano, o del dirsi disponibili a una guerra comandata dalla NATO ma non dalla Francia, o del “vorrei ma non posso”, se no arrivano migliaia di profughi e di terroristi a Lampedusa. &lt;br /&gt;Questa è la corruzione della politica che, già operante nella politica interna, si è ora pienamente manifestata nella politica estera. &lt;br /&gt;Ed è ancora più grave dei vecchi giri di valzer.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Raniero La Valle&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1864449016613704386-8267385135115755246?l=www.ranierolavalle.it' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://www.ranierolavalle.it/feeds/8267385135115755246/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.ranierolavalle.it/2011/03/italia-travicello.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1864449016613704386/posts/default/8267385135115755246'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1864449016613704386/posts/default/8267385135115755246'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://www.ranierolavalle.it/2011/03/italia-travicello.html' title='Italia Travicello'/><author><name>red</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17132744523510058486</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1864449016613704386.post-3207321477024169921</id><published>2011-03-16T00:40:00.000+01:00</published><updated>2011-03-16T00:40:27.794+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='raniero'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='comitati Dossetti'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='lavalle'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Comitati Dossetti per la Costituzione'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='raniero la valle'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Giovanni Pecora'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Chiesa'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='sinistra cristiana'/><title type='text'>Un passo falso</title><content type='html'>di Raniero La Valle &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://www.stefanobisi.it/public/wp-content/uploads/vescovi.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; cssfloat: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="155" q6="true" src="http://www.stefanobisi.it/public/wp-content/uploads/vescovi.jpg" width="200" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;C’è un caso serio che si è aperto nella Chiesa italiana e nella stessa comunità civile. &lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;È un’agenda di “problemi cruciali” e di cose da fare (detta “un’agenda di speranza per il futuro del Paese”) che è stata presentata dai vescovi a conclusione della recente Settimana Sociale dei cattolici tenutasi a Reggio Calabria. Che qualcuno si preoccupi di quel che ci sarebbe da fare in questo povero Paese per riaprire i cuori alla speranza è certamente una cosa positiva, come è positivo dire che tra le cose più ragionevoli e giuste da fare ci sia di accogliere gli stranieri. &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;È motivo però di grande sconforto e allarme trovare che i “primi temi” indicati siano quelli attinenti al “consolidamento di una democrazia governante” (espressione che nell’attuale gergo politico indica la&lt;/div&gt;&lt;a name='more'&gt;&lt;/a&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&amp;nbsp;prevalenza dei poteri sui diritti) e che questi temi vengano identificati così: &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;a) rafforzamento dell’esecutivo; &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;b) sviluppo del federalismo; &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;c) sistema elettorale maggioritario; &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;d) bipolarismo; &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;e) legge che disciplini la vita dei partiti e ne regoli la democrazia interna (ipotesi discussa, ma respinta, alla Costituente); e tutto ciò in una “forma di governance” che si preferisce definire “poliarchica” invece che democratica, con un richiamo non pertinente a Benedetto XVI che nell’enciclica “Caritas in veritate” usava sì il termine “poliarchico”, ma non per incoraggiare una frammentazione feudale dei poteri negli ordinamenti interni, bensì per sostenere una pluralità dei poteri sul piano internazionale, contro il mito di un unico governo mondiale e di un unico Impero.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;In questo complesso di tesi e di programmi politici proposto ora dai vescovi è riconoscibile l’ideologia propria di un gruppo minore del Partito democratico vicino a Veltroni; ma la Chiesa che c’entra?&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;L’opzione che essa in tal modo propone all’Italia si presta in effetti a due gravi critiche, una nel merito, l’altra nel metodo.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Sul piano del merito la piattaforma politica avanzata dalla Conferenza episcopale sembra non tenere conto della drammaticità della situazione italiana, oggi dominata da un potere oltracotante e corruttore, che non viene mai nominato, grazie alla scelta indicata dal Rettore della Cattolica, Ornaghi, di fare un’analisi intenzionata a “restare neutra rispetto agli schieramenti politici”. &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Ora, nell’astrazione di un Paese assunto senza schieramenti politici, senza partiti, senza alcun giudizio sulle pratiche del governo in atto, sulle sue politiche e le sue leggi, l’idea della CEI è che sia “indilazionabile il completamento della transizione istituzionale”, nel senso indicato di una prevalenza dell’esecutivo, del maggioritario, del bipolarismo, del federalismo. &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Invece, sulla base dell’esperienza disastrosa dell’ultimo ventennio molti italiani pensano a un ripristino della rappresentanza, a una riabilitazione del Parlamento, a uno sviluppo del pluralismo delle culture politiche e dei partiti, e ad elezioni veritiere basate su un voto libero ed eguale. &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Siamo, certo, nell’opinabile. Ma rispetto ai fini specifici della Chiesa ragioni non troppo opinabili dovrebbero spingerla a opzioni opposte a quelle adottate: il bipolarismo, nella settaria versione italiana, ha rotto infatti l’unità spirituale del Paese, ha spronato a una legislazione e a provvedimenti amministrativi spietati contro la vita degli stranieri (anche quella nascente), ha seminato rancore ed odio, e lascia per cinque anni incontrollato il governo anche se decide guerra, politiche di impoverimento e nucleare. Inoltre, con la complicità del maggioritario, ha separato dalla politica il movimento cattolico ed esclude ogni forma di partecipazione autonoma dei cattolici alla competizione tra i partiti.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Sul piano del metodo la pronunzia ecclesiastica si presenta come fatta in nome di “noi tutti come Chiesa e come credenti, chiamati al grande compito di servire il bene comune della civitas italiana”; e benché formalmente il documento sia riconducibile al Comitato organizzatore della Settimana, esso è stato approvato dal Consiglio permanente della CEI, mentre lo stesso Comitato è un’articolazione permanente della Conferenza episcopale, presieduto com’è da un vescovo nominato da lei e incaricato com’è di monitorare il seguito da dare alla Settimana mettendosi in relazione, quasi come alto Direttorio, con “le diverse forme di presenza capillare dei cattolici nella società italiana”.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Il documento, come è proprio dei migliori documenti ecclesiastici, chiama a testimoni apostoli, evangelisti e profeti, fa appello al tesoro dell’attuale magistero pontificio ed episcopale, chiede conferma al Concilio, unisce cielo e terra, eucaristia e politica, si rivolge non a una parte, ma a tutti i cattolici e a tutti gli italiani, e parla in nome della fede. Ma in base a quale carisma sceglie tra l’una o l’altra legge elettorale e forma di governo, e in base a quale sussidiarietà si sostituisce, nel dettare l’agenda politica, alla responsabilità dei cattolici come cittadini, così come dei cittadini non cattolici?&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: right;"&gt;Raniero La Valle&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1864449016613704386-3207321477024169921?l=www.ranierolavalle.it' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://www.ranierolavalle.it/feeds/3207321477024169921/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.ranierolavalle.it/2011/03/un-passo-falso.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1864449016613704386/posts/default/3207321477024169921'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1864449016613704386/posts/default/3207321477024169921'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://www.ranierolavalle.it/2011/03/un-passo-falso.html' title='Un passo falso'/><author><name>red</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17132744523510058486</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1864449016613704386.post-514131960027612070</id><published>2011-03-04T01:19:00.000+01:00</published><updated>2011-03-04T01:19:45.684+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='raniero'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='comitati Dossetti'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='lavalle'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Comitati Dossetti per la Costituzione'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='raniero la valle'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Giovanni Pecora'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='sinistra cristiana'/><title type='text'>Un invaso di diritti</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;di Raniero La Valle&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-srvkg226Gr8/TWMCp50bq3I/AAAAAAAAL8A/n9kwLnojSJA/s1600/libia.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; cssfloat: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="257" l6="true" src="http://4.bp.blogspot.com/-srvkg226Gr8/TWMCp50bq3I/AAAAAAAAL8A/n9kwLnojSJA/s320/libia.jpg" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;È evidente che non bisogna invadere la Libia, non mandare commandos di paracadutisti, non ripetere l’orrore della “no fly zone” che fu il massimo simbolo della prepotenza occidentale contro l’Iraq, che vuol dire guerra certa e che del resto la Lega araba non vuole. È evidente che i libici Gheddafi se lo devono cacciare da soli, come ogni popolo da solo deve cacciare i suoi governanti felloni.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Però il problema della Libia, della Tunisia, dell’Egitto, è tutto lì, come ormai da troppo tempo è lì il problema di Israele e della Palestina, di cui in nessun modo si riesce a venire a capo. Si può lasciare che questo grande dramma mediterraneo, che è anche un passaggio d’epoca, si svolga senza che da parte dell’Italia, dell’Europa, dell’Occidente, ci sia uno straccio d’idea, un progetto, una cultura per affrontarlo?&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Dovrebbe cominciare proprio l’Italia, se fosse ancora un Paese che avesse un governo serio, e avesse una politica estera. &lt;br /&gt;Ha perfettamente ragione il ministro Maroni quando dice che la marea di profughi è tale che non la si può considerare solo un problema dell’Italia, né tanto meno di Malta, ma che è un problema&lt;/div&gt;&lt;a name='more'&gt;&lt;/a&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&amp;nbsp;dell’Europa. Sì, ma quale Europa? Si può pensare che l’Irlanda, o la Danimarca, o la Polonia, possano sentire il problema della ridislocazione delle popolazioni mediterranee come lo possono sentire i Paese rivieraschi, l’Italia, la Spagna, la Grecia?&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;È chiaro che il problema è soprattutto nostro. E che per affrontarlo dobbiamo fare appello alla nostra vocazione, alla nostra vicenda culturale e religiosa, alla nostra storia, che è prima di tutto e felicemente mediterranea. &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Il Mediteraaneo, ecco la categoria che deve essere chiamata in causa per dare una risposta alta, non emergenziale, non difensiva, ma propositiva e di lunga prospettiva alla crisi che si è aperta sulle sue sponde africane e mediorientali, perché il Mediterraneo, come ha detto Andrea Camilleri, è appena una vasca, e noi tutti che gli siamo intorno, siamo seduti sull’orlo, e perciò dobbiamo metterci d’accordo, dobbiamo essere noi, da una parte e dall’altra del bordo, a decidere insieme il destino della vasca e dei popoli che vi si affacciano. &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Ma non lo possiamo fare cedendo al vecchio riflesso colonialistico. Un deputato di Comunione e Liberazione, prodigo di assoluzioni al governo, ha detto in TV che invece di guardare al passato, per deprecare il bacio di Berlusconi a Gheddafi, dovremmo volgerci al futuro, facendo del risveglio delle popolazioni arabe una grande occasione per noi. “Per noi”? Ma non dovrebbe essere una grande occasione per loro?&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Qui davvero si misura la nostra capacità di immaginare un mondo non più occidentale ed eurocentrico. Dovremmo riuscire a spostare il fulcro della nostra azione politica (non delle nostre “missioni di pace”) verso il Sud del mondo, dove sta cominciando il futuro. Il Mediterraneo, nostra origine ma anche nostro destino può essere, se lo sappiamo ascoltare, il nostro vettore in questa direzione. Dopo il grande sommovimento della guerra mondiale, i nostri padri si inventarono l’Europa. Ora che il mondo sta cercando nuovi assetti e nuovi equilibri, dal Brasile all’Africa alla Cina, noi dovremmo inventarci la Comunità mediterranea, formata dai popoli che il Mediterraneo ha fin qui unito e diviso. &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Negli anni 80 il Parlamento italiano propose, per risolvere il conflitto mediorientale, di far entrare simultaneamente lo Stato d’Israele e uno Stato palestinese nella Unione Europea. Era una speranza troppo corta. Non si tratta di portare pezzi di mondo in Europa, ma di aprire l’Europa alla nuova realtà del mondo e farne uno strumento del suo progresso. Promuovere un’Unione mediterranea che abbracci i popoli rivieraschi dell’Italia e della Libia, del Maghreb e della Francia, dell’Egitto e della Grecia, di Israele e della Palestina, della Croazia e del Libano, può essere un passo decisivo per ricomporre l’unità del mondo su uno dei confini più accesi delle famose “guerre di civiltà”, e per avviare un nuovo ordine geo-politico nelle relazioni internazionali, non più solo modellato dalla potenza e dal denaro, ma plasmato dalla politica e dal diritto.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Padre Balducci diceva che dovevano tornare le caravelle, in un movimento inverso dal Sud verso il Nord. Oggi si potrebbe dire che dovrebbero tornare le galee veneziane e pisane e le navi dei crociati, per fare del Mediterraneo un mare di libertà, un invaso di diritti e un oceano di pace.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: right;"&gt;Raniero La Valle&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1864449016613704386-514131960027612070?l=www.ranierolavalle.it' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://www.ranierolavalle.it/feeds/514131960027612070/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.ranierolavalle.it/2011/03/un-invaso-di-diritti.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1864449016613704386/posts/default/514131960027612070'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1864449016613704386/posts/default/514131960027612070'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://www.ranierolavalle.it/2011/03/un-invaso-di-diritti.html' title='Un invaso di diritti'/><author><name>red</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17132744523510058486</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/-srvkg226Gr8/TWMCp50bq3I/AAAAAAAAL8A/n9kwLnojSJA/s72-c/libia.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1864449016613704386.post-9133503827337344766</id><published>2011-02-05T01:09:00.000+01:00</published><updated>2011-02-05T01:09:10.370+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='raniero'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='comitati Dossetti'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='lavalle'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Comitati Dossetti per la Costituzione'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='raniero la valle'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Giovanni Pecora'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='sinistra cristiana'/><title type='text'>ALLARME DEI COMITATI DOSSETTI PER LA COSTITUZIONE SULLA ANNUNCIATA  RIFORMA DELL’ART. 41 DELLA CARTA</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;COMUNICATO STAMPA&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;I Comitati Dossetti per la Costituzione registrano con vivo allarme e segnalano all’opinione pubblica la volontà del governo ancora in carica di manomettere l’art. 41 della Costituzione.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Questo proposito conferma la natura eversiva del progetto politico che fa capo all’attuale maggioranza di governo che, abbandonando ogni cautela, punta ora al bersaglio grosso: la demolizione della “costituzione economica” che regola i rapporti economici, i diritti degli uomini e delle donne lavoratrici, i limiti e la funzione del diritto di proprietà e pone i capisaldi dell’intervento dello Stato nell’economia. &lt;/div&gt;&lt;a name='more'&gt;&lt;/a&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Si tratta di uno dei capitoli più innovativi ed originali della Costituzione italiana, nel quale è sviluppata una concezione dell’attività economica che equilibra la logica del mercato e della proprietà con le funzioni sociali, garantite e promosse dall’intervento pubblico.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Essa si fonda sul riconoscimento della centralità del lavoro e sulla consapevolezza dell’importanza che l’assetto ed i rapporti economici hanno ai fini della realizzazione di una società di esseri umani liberi ed uguali.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Si tratta di una scelta di civiltà, come fu una scelta di civiltà quella tra democrazia e totalitarismo. &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Nel momento in cui il fallimento dell’ideologia liberista e del capitalismo selvaggio ha mostrato i limiti invalicabili di una politica che pretende di trasferire tutta la sovranità al mercato, la concezione equilibrata del fenomeno economico prefigurata dai costituenti si rivela di straordinaria attualità.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Questa concezione ha ricevuto un'ulteriore legittimazione dalla Carta dei Diritti Fondamentali dell'Unione Europea che ha inserito le dinamiche produttive nei binari dell'economia sociale di mercato, fondata sul riconoscimento della dignità prevalente della persona. &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;L'attacco politico all'art. 41 della Costituzione prefigura pertanto un inaccettabile imbarbarimento dei rapporti economico-sociali, e svela un progetto politico che punta a demolire l'edificio dei diritti dell'uomo il cui destino non può essere separato dal contesto economico sociale nel quale si svolge la vita di ciascuno.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;I Comitati Dossetti invitano i cittadini ad approfondire i temi e il significato di questa nuova sfida, e a prepararsi a contrastarla, con tutti i mezzi costituzionalmente previsti.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1864449016613704386-9133503827337344766?l=www.ranierolavalle.it' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://www.ranierolavalle.it/feeds/9133503827337344766/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.ranierolavalle.it/2011/02/allarme-dei-comitati-dossetti-per-la.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1864449016613704386/posts/default/9133503827337344766'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1864449016613704386/posts/default/9133503827337344766'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://www.ranierolavalle.it/2011/02/allarme-dei-comitati-dossetti-per-la.html' title='ALLARME DEI COMITATI DOSSETTI PER LA COSTITUZIONE SULLA ANNUNCIATA  RIFORMA DELL’ART. 41 DELLA CARTA'/><author><name>red</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17132744523510058486</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1864449016613704386.post-7469581487574545620</id><published>2011-01-25T10:40:00.000+01:00</published><updated>2011-01-25T10:40:58.994+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='raniero'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='comitati Dossetti'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='lavalle'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Comitati Dossetti per la Costituzione'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='raniero la valle'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Giovanni Pecora'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='sinistra cristiana'/><title type='text'>"Elezioni libere ed uguali": intervista a Raniero La Valle</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;em&gt;Quella che segue è l’intervista che uscirà sul prossimo numero di Adista sulla proposta dei Comitati Dossetti “per elezioni libere ed eguali”, cioè senza che si dia luogo all’attribuzione del premio di maggioranza.&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;D. Il collegamemento "tecnico-istituzionale in una coalizione da un capo all'altro dello schieramento politico" potrebbe sembrare un'accozzaglia priva di senso: come rispondete a questa obiezione?&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://iltafano.typepad.com/.a/6a00d83451654569e201157220ab42970b-320wi" imageanchor="1" style="clear: left; cssfloat: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="177" s5="true" src="http://iltafano.typepad.com/.a/6a00d83451654569e201157220ab42970b-320wi" width="200" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;RLV. Questa obiezione riguarderebbe semmai una unione di tutte le forze di opposizione in una sorta di CLN antiberlusconiano. Il cemento di questa unione sarebbe politico, ma la politica consisterebbe solo in una sorta di antifascismo, cioè su come salvaguardare la natura democratica dello Stato, e non su come governarlo. &lt;br /&gt;La nostra proposta invece non è di un CLN, e non è, di per sé, contro Berlusconi, tant’è che perfino la Lega o Forza Italia vi potrebbero aderire. Infatti il suo contenuto non è politico, nel senso corrente, non è una proposta di governo, ma il suo unico scopo è di dar luogo a elezioni libere ed eguali, liberando i partiti dal vincolo di alleanze obbligate tra gruppi (o addirittura due soli gruppi) a ciò coartati da un imponente e addirittura osceno premio di maggioranza, e dando alle elezioni, almeno per la prossima legislatura, il compito di esprimere un Parlamento su base proporzionale.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Nello schema della legge Calderoli si nomina un governo, nello schema della nostra proposta si elegge un Parlamento. La divisione dei poteri tra legislativo e esecutivo deve essere operante fin dal momento&lt;/div&gt;&lt;a name='more'&gt;&lt;/a&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&amp;nbsp;elettorale, altrimenti si perde anche dopo; oggi questa distinzione è saltata, e le elezioni fanno di parlamento e governo una cosa sola: "&lt;em&gt;Simul stabunt, et simul cadent&lt;/em&gt;", come si diceva del Trattato e del Concordato. &lt;br /&gt;E infatti siccome il Parlamento non vuole cadere, il governo è inamovibile. Se i partiti si mettono insieme non per conquistare il potere, ma per fare un Parlamento rappresentativo, per far funzionare la democrazia, per ristabilire un rapporto di verità tra voti e seggi, questa non è un’accozzaglia, ma è una coalizione o, come dice la legge, un “collegamento” per l’Italia e per la Repubblica. &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Dentro questa cornice istituzionale e per così dire superpolitica, ogni alleanza, ogni progetto di governo, ogni prospettiva politica sarebbero possibili.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;D.&amp;nbsp;Unirsi in un collegamento per dividersi subito dopo: vi sembra una proposta che i cittadini-elettori capirebbero?&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;RLV.&amp;nbsp;I cittadini capiscono che ai fini istituzionali di uno Stato democratico e di diritto, bisogna sempre essere uniti. Prima, da questo “arco costituzionale” erano esclusi, in modo diverso, i comunisti e gli ex fascisti. Adesso abbraccia tutti, ed è per questo che l’arco costituzionale non può essere anche una coalizione di governo. &lt;br /&gt;Ci si divide dopo, per fare un governo, ma secondo proposte, alleanze più ristrette e linee programmatiche già presentate e dibattute durante la campagna elettorale; dunque la sovranità popolare determinerebbe sia la composizione delle Camere che la vita del governo, il quale però tornerebbe sotto il controllo del Parlamento.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;D.&amp;nbsp;Come superare le resistenze di alcune forze politiche - a cominciare da una parte consistente del Pd - che non ne vogliono proprio sapere di un'alleanza fra diversi?&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;RLV. Non volere un’alleanza tra diversi non è espressione di una vocazione maggioritaria ma, sia pure inconsapevolmente, di una vocazione totalitaria. All’origine c’è una orgogliosa e vacua autosufficienza, alla fine il risultato è una catastrofe politica. &lt;br /&gt;L’idea di includere tutti “i buoni” in un solo partito è anch’essa “un concetto teologico secolarizzato”: come si diceva che “fuori della Chiesa non c’è salvezza”, così si dice che fuori del mio partito tutto è perduto. &lt;br /&gt;Ambedue le cose non sono più proponibili. Riproporre questa idea solipsistica nel Partito Democratico, dopo la débacle che essa ha provocato nel 2008, è una cosa priva di senso e molto, molto pericolosa.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;D.&amp;nbsp;Ci sono state reazioni alla proposta da parte di qualche dirigente dei partiti?&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;RLV. In sede privata la reazione di molti è stata di sorpresa, di interesse e di grande consenso. Ma è quando la proposta si potrà affrontare e discutere in sede pubblica, che si vedrà quale ne possa essere il successo.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;(intervista a Raniero La Valle)&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1864449016613704386-7469581487574545620?l=www.ranierolavalle.it' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://www.ranierolavalle.it/feeds/7469581487574545620/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.ranierolavalle.it/2011/01/elezioni-libere-ed-uguali-intervista.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1864449016613704386/posts/default/7469581487574545620'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1864449016613704386/posts/default/7469581487574545620'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://www.ranierolavalle.it/2011/01/elezioni-libere-ed-uguali-intervista.html' title='&quot;Elezioni libere ed uguali&quot;: intervista a Raniero La Valle'/><author><name>red</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17132744523510058486</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1864449016613704386.post-7919562847198436357</id><published>2011-01-21T12:43:00.002+01:00</published><updated>2011-01-21T12:43:56.052+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='raniero'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='comitati Dossetti'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='lavalle'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Comitati Dossetti per la Costituzione'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='raniero la valle'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Giovanni Pecora'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='sinistra cristiana'/><title type='text'>RINVIATA L’ASSEMBLEA DEI COMITATI DOSSETTI DEL 28 GENNAIO</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;I Comitati Dossetti per la Costituzione danno notizia di aver rinviato l’assemblea nazionale convocata per il 28 gennaio a Bologna. Scopo della riunione era sollecitare il ricorso alle urne, per l’uscita dalla crisi, e proporre ai partiti un largo collegamento elettorale tra loro per far sì che la legge Calderoli, venendo meno l’ipotesi per la quale essa prevede l’attribuzione di un premio di maggioranza, funzioni di fatto come legge proporzionale.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;L’assemblea è stata rinviata a causa della concomitanza – non prevista al momento della convocazione – con lo sciopero nazionale dei metalmeccanici proclamato dalla FIOM. I Comitati Dossetti ritengono che la lotta dei metalmeccanici abbia oggi un altissimo significato nazionale e costituzionale, perché le condizioni di lavoro loro imposte, nel contenuto e nel modo, mettono in gioco non solo i diritti fondamentali, ma lo stesso rapporto tra Costituzione e democrazia. Non si vuole dunque generare l’impressione che sia indifferente, rispetto ai calendari già fissati, che nel Paese sia in atto una manifestazione il cui oggetto è la difesa dei principi stessi su cui è basato il patto politico tra i cittadini.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;I Comitati Dossetti si propongono di stabilire una nuova data per l’assemblea, nella speranza che una più serena gestione della crisi politica in atto e una più lineare e responsabile condotta dei partiti permettano in quella occasione una costruttiva discussione sul modo di affrontare la presente drammatica contingenza politica e di ristabilire, grazie a un voto popolare equo e non truccato, le condizioni di normalità della vita democratica. &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1864449016613704386-7919562847198436357?l=www.ranierolavalle.it' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://www.ranierolavalle.it/feeds/7919562847198436357/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.ranierolavalle.it/2011/01/rinviata-lassemblea-dei-comitati.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1864449016613704386/posts/default/7919562847198436357'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1864449016613704386/posts/default/7919562847198436357'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://www.ranierolavalle.it/2011/01/rinviata-lassemblea-dei-comitati.html' title='RINVIATA L’ASSEMBLEA DEI COMITATI DOSSETTI DEL 28 GENNAIO'/><author><name>red</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17132744523510058486</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1864449016613704386.post-5924901916609167146</id><published>2011-01-21T12:35:00.001+01:00</published><updated>2011-01-21T12:42:09.432+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='raniero'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='comitati Dossetti'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='lavalle'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Comitati Dossetti per la Costituzione'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='raniero la valle'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Giovanni Pecora'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='sinistra cristiana'/><title type='text'>Seminario di "Vasti" sabato 22 gennaio 2011</title><content type='html'>&lt;em&gt;VASTI Che cos'è umano?&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Scuola di ricerca e critica delle antropologie&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Roma, 20 gennaio 2011&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;AGLI AMICI DI "VASTI"&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Cari Amici,&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Vasti non è morta, ma dorme. Abbiamo pensato di svegliarla provvisoriamente per un giorno, per un seminario straordinario dedicato a discutere del Paradiso e della libertà. &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;"Paradiso e libertà" è il titolo del mio ultimo libro, in cui si parla della divina Elena e della celeste Aida, della libertà che è il trono di Dio e del Paradiso che è principio e fine dell'uomo, e dove si da la buona notizia, proveniente dal bistrattato Concilio, che nonostante il peccato mai gli uomini e le donne sono stati abbandonati da Dio, e che pertanto le loro risorse sono integre per affrontare la storia e la vita; temi che raccolgono anche la lunga riflessione che abbiamo sviluppato negli anni scorsi nella nostra scuola.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Introdurranno la discussione ed i temi il prof. Luigi Ferrajoli e don Carlo Molari, &lt;strong&gt;&lt;u&gt;sabato 22 gennaio alle ore 15.30 in una sede del CESV&lt;/u&gt;&lt;/strong&gt;, che non è quella tradizionale di via dei Mille, ma si trova in Via Liberiana 17, primo piano, a fianco di Santa Maria Maggiore.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Saremo lieti di rincontrarci e di riprendere il nostro discorso.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Con i più cari saluti&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Raniero La Valle&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1864449016613704386-5924901916609167146?l=www.ranierolavalle.it' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://www.ranierolavalle.it/feeds/5924901916609167146/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.ranierolavalle.it/2011/01/seminario-di-vasti-sabato-22-gennaio.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1864449016613704386/posts/default/5924901916609167146'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1864449016613704386/posts/default/5924901916609167146'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://www.ranierolavalle.it/2011/01/seminario-di-vasti-sabato-22-gennaio.html' title='Seminario di &quot;Vasti&quot; sabato 22 gennaio 2011'/><author><name>red</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17132744523510058486</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1864449016613704386.post-687573812656723397</id><published>2011-01-21T12:31:00.000+01:00</published><updated>2011-01-21T12:31:08.537+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='raniero'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='comitati Dossetti'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='lavalle'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Comitati Dossetti per la Costituzione'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='raniero la valle'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Giovanni Pecora'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='sinistra cristiana'/><title type='text'>Obama e Christina</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;di Raniero La Valle &lt;em&gt;(pubblicato su "Rocca")&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://i.huffpost.com/gen/233693/thumbs/s-OBAMA-CHRISTIAN-BELIEFS-large.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; cssfloat: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" s5="true" src="http://i.huffpost.com/gen/233693/thumbs/s-OBAMA-CHRISTIAN-BELIEFS-large.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Concludendo un suo famoso discorso nel 1951 su “Funzioni e ordinamento dello Stato moderno”, Giuseppe Dossetti citò la lettera di San Paolo ai Romani, e disse che lì l’apostolo, parlando dei governanti che esigono i tributi, non li chiamò “ministri” (diaconoi), ma “liturghi di Dio”, come a dire che quando l’autorità politica chiede il contributo materiale degli uni per sovvenire alle esigenze degli altri e di tutta la comunità politica (che sarebbe il “bene comune”), è come se lo facesse in nome di Dio. &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Io non ho mai conosciuto dei capi politici che potessero essere chiamati “liturghi di Dio”, forse nemmeno un sindaco santo come Giorgio La Pira. &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Ma l’espressione mi è tornata in mente quando ho letto il discorso che Barak Obama ha pronunciato il 12 gennaio a Tucson, in Arizona, interpretando il lutto della nazione per la strage compiuta da un uomo che follemente, per impedire un comizio della deputata democratica Gabrielle Giffords, ha ferito in modo grave lei e ucciso sei persone. &lt;/div&gt;&lt;a name='more'&gt;&lt;/a&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;In effetti Obama ha officiato una perfetta liturgia di memoria, di pentimento e di riconciliazione, e le sue parole sono state da tutti apprezzate, anche dai giornali più esigenti e dagli stessi avversari politici, a cominciare dal repubblicano John Mc Cain che aveva duramente combattuto contro di lui come candidato alla Casa Bianca nelle ultime elezioni presidenziali. &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;Il discorso è piaciuto perché è stato un discorso cristiano: non certo per il richiamo a stereotipi religiosi come spesso accade nell’oratoria politica americana e in quella dei fautori, atei e credenti, della religione civile, ma nella sua sostanza più profonda.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Il presidente americano si è chiesto, con la Bibbia, da dove venga il male, ma ha evitato risposte di maniera, per dire semplicemente che non lo sappiamo; proprio davanti a tragedie come questa, quando “fa parte della nostra natura chiederci delle spiegazioni, cercare di mettere un po’ d’ordine nel caos e trovare un senso a qualcosa che non sembra avere alcun senso”, dobbiamo ammettere che c’è qualcosa che non si può arrivare a capire. “Usando le parole di Giobbe: Aspettavo la luce ed è venuto il buio”; le cose terribili accadono, semplicemente, ha detto Obama. &lt;br /&gt;In effetti il cristiano sa bene che c’è un mistero del male, sa che esso nasce dal cuore e dalla libertà dell’uomo, si sforza di rintracciarne le motivazioni, gli effetti e le cause, per poterlo scongiurare, ma sa che c’è un suo disvelamento che gli resta precluso. Applicato alla politica, ciò significa che non basta il potere per padroneggiare il male, per dominarlo, per darne ragione. Dopo l’attacco alle Torri gemelle dell’11 settembre, Bush credette di sapere già tutto, di conoscere il nome, il volto del Nemico, di poterlo schiacciare, di poter opporre a quel male piombato nella vita e nella storia dell’America una giustizia infinita e una guerra perpetua. &lt;br /&gt;E la tragedia si moltiplicò in altre tragedie. &lt;br /&gt;Ora Obama dice agli americani: cerchiamo pure i colpevoli, prendiamocela con le nostre leggi sulle armi e con l’inadeguatezza del nostro sistema sanitario nel curare la malattia mentale, e traiamo da tutto ciò insegnamenti per il futuro e linee di governo. Ma quello che non possiamo fare è di metterci al di sopra di questa tragedia, di impadronircene per farne “un’ulteriore occasione di metterci l’uno contro l’altro tra reciproche accuse”. Di qui un pressante appello all’unità. &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;E qui il presidente americano ha fatto memoria di Christina Taylor Green, l’unica minorenne del gruppo delle vittime. &lt;br /&gt;Un capo politico deve avere un’attenzione e una cura speciale per i minori, li deve custodire e difendere, perché sono la parte più debole della società e sono il futuro della nazione. &lt;br /&gt;Obama ha fatto della più piccola vittima della strage, una bambina di 9 anni nata come per un presagio l’11 settembre 2001, una prova limite dell’assurdità del male e un emblema dell’America migliore. Secondo Obama già cominciava a essere consapevole della democrazia, era andata a sentire una deputata che poteva essere un modello di riferimento per lei, era stata eletta nel consiglio della sua scuola e “vedeva il fatto di mettersi al servizio degli altri come una cosa entusiasmante e incoraggiante”, e vedeva tutto ciò con i suoi occhi di bambina, immuni dal cinismo e dall’aggressività degli adulti. &lt;br /&gt;Obama ha fondato su questa immagine il tipo di risposta che ha chiesto all’America: discutere in modo da guarire le ferite, non da provocarne altre, espandere la creatività morale, allineare i nostri valori con le nostre azioni, fare una società all’altezza delle aspettative dei minori. &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Purtroppo Obama non piace ai vescovi americani. La sua vita è ineccepibile, la sua azione politica è lungimirante, e perciò braccata dagli interessi offesi. Ma non si fa dettare l’agenda delle priorità dai vescovi, e la sua riforma sanitaria è colpevole di non lasciare le donne che abortiscono all’addiaccio. Perciò la Chiesa non lo copre, non farebbe nulla per venirgli in aiuto e, nel suo caso, sarebbe ben contenta che cambiasse il governo.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;Raniero La Valle&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1864449016613704386-687573812656723397?l=www.ranierolavalle.it' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://www.ranierolavalle.it/feeds/687573812656723397/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.ranierolavalle.it/2011/01/obama-e-christina.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1864449016613704386/posts/default/687573812656723397'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1864449016613704386/posts/default/687573812656723397'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://www.ranierolavalle.it/2011/01/obama-e-christina.html' title='Obama e Christina'/><author><name>red</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17132744523510058486</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1864449016613704386.post-3915721958610166435</id><published>2011-01-21T12:15:00.001+01:00</published><updated>2011-06-16T12:58:04.111+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='raniero'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='lavalle'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Comitati Dossetti per la Costituzione'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='raniero la valle'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='sinistra cristiana'/><title type='text'>Quella parte di Chiesa connivente con lo sfascio morale</title><content type='html'>di Massimo Toschi (su "Il Tirreno")&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://iltafano.typepad.com/.a/6a00d83451654569e2013487f0c38c970c-500wi" imageanchor="1" style="clear: left; cssfloat: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" s5="true" src="http://iltafano.typepad.com/.a/6a00d83451654569e2013487f0c38c970c-500wi" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Dice il Qoelet che c’è un tempo per parlare e un tempo per tacere. E quando il credente rovescia i tempi, significa solamente che il suo silenzio e la sua parola sono al servizio del suo peccato e del suo rapporto con il potere. &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Secondo il detto del vecchio parroco di don Milani “perdono ma non dimentico”, è bene ricordare chi ha parlato quando doveva stare zitto e oggi fa silenzio, mentre dovrebbe parlare.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Nel 2007 il cardinal Ruini aprì il conflitto con il governo Prodi sui cosiddetti principi non negoziabili, innalzando un muro sulla questione dei Dico, disegno di legge elaborato dai ministri Bindi e Pollastrini sulle coppie di fatto... Non solo non si voleva discutere una legge, ma si rifiutava ogni accordo con il governo Prodi, nella convinzione che il centro destra sarebbe stato assolutamente generoso, ben oltre i desideri di ciascuno.&lt;/div&gt;&lt;a name='more'&gt;&lt;/a&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;I temi della vita, della scuola, della famiglia avrebbero trovato una soluzione conforme agli interessi anche economici della chiesa... La Cei e la segreteria di Stato individuavano nel centro destra l’interlocutore privilegiato per la politica ecclesiastica sul paese. &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Il family day, promosso dalle associazioni laicali e diretto dai vescovi, riempì piazza San Giovanni di folle cristiane felici e obbedienti. &lt;br /&gt;Finalmente i principi non negoziabili avrebbero trovato piena e perfetta applicazione. &lt;br /&gt;Così promettevano i vescovi e la Cei. &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Finalmente un governo amico, a cui consegnare la cristianizzazione del paese.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Associazioni e movimenti si sono adeguati a questa operazione, senza porsi il problema del futuro della fede, senza riflettere sul fatto che questo legami con il potere avrebbero velato la fede e il vangelo.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;L’affermazione dei principi irrinunciabili nascondeva comportamenti personali, che contraddicevano questi principi, soprattutto sulla famiglia.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Erano difensori della unità della famiglia leader politici, che esibivano più famiglie. &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;In questo modo si negava la coerenza evangelica dei credenti, in cambio della retorica dei principi.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Abbiamo ascoltato vescovi, che, per non dispiacere il principe, contestualizzavano anche le bestemmie o davano pubblicamente i sacramenti, in modo da distruggere l’appello alla conversione evangelica. E si ha l’impressione che tutto questo non sia avvenuto gratis.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Ultimamente si è usata la stabilità di governo come principio evangelico, in questa corsa dissennata a difendere il Cesare amico della chiesa. &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Posizione maturata in cene e banchetti, che non avremmo mai voluto vedere.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Dopo tre anni, il bilancio è catastrofico: nessuna politica familiare, nessun principio non negoziabile, e al tempo stesso un continuo assorbimento nelle sabbie mobili di una politica violenta, che distrugge l’etica e ancor più il vangelo.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Dice il vangelo: è necessario che gli scandali avvengano. E oggi tutto si è disvelato in un modo, che sgomenta e che mostra un paese sfiancato e devastato da un terremoto morale, che ha il suo epicentro nel capo del governo, ma che trova le sue complicità pesanti e paludose in chi dovrebbe ogni giorno annunciare la parola della conversione per sè e per tutti.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Questo terremoto può travolgere vescovi e credenti, se con coraggio non si riconosce il nostro peccato. Un peccato di connivenza con chi vive la politica come ricatto, e la vita come delirio di onnipotenza del tutto è permesso e del tutto è lecito.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;C’è ancora un giudice, che ci ricorda che non tutto è permesso e non tutto è lecito, e che esiste ancora una Costituzione, a cui tutti sono sottomessi. &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Quella Costituzione, che è l’unico progetto culturale che i cattolici hanno espresso in questo paese, senza seguire ordini ambigui, affidandosi alla fecondità storica del vangelo.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1864449016613704386-3915721958610166435?l=www.ranierolavalle.it' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://www.ranierolavalle.it/feeds/3915721958610166435/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.ranierolavalle.it/2011/01/la-chiesa-connivente-con-lo-sfascio.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1864449016613704386/posts/default/3915721958610166435'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1864449016613704386/posts/default/3915721958610166435'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://www.ranierolavalle.it/2011/01/la-chiesa-connivente-con-lo-sfascio.html' title='Quella parte di Chiesa connivente con lo sfascio morale'/><author><name>red</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17132744523510058486</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1864449016613704386.post-6465657194421393655</id><published>2011-01-06T11:30:00.000+01:00</published><updated>2011-01-06T11:30:25.004+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='raniero'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='lavalle'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Comitati Dossetti per la Costituzione'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='raniero la valle'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Giovanni Pecora'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='sinistra cristiana'/><title type='text'>Il di più viene dal maligno</title><content type='html'>di Raniero La Valle&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://www.pinobruno.it/wp-content/uploads/2010/01/Wikileaks-001.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; cssfloat: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="192" n4="true" src="http://www.pinobruno.it/wp-content/uploads/2010/01/Wikileaks-001.jpg" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;L’avvenimento che ha sconvolto l’ordine costituito sulla fine dell’anno 2010 è stato la pubblicazione sui siti web e sui giornali di tutti i Paesi dei documenti riservati e segreti della diplomazia americana; sono documenti che raccontano la cultura, le paure, i giudizi, i pregiudizi, le fonti che sono all’origine delle decisioni politiche che attraverso il frullatore del Dipartimento di Stato e della Casa Bianca sono diventati il governo americano del mondo.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Lasciamo stare il dibattito sulla legittimità della provvista e della pubblicazione di questi testi, sulla qualità e novità delle informazioni che vi sono veicolate, sulla libertà di stampa, sui reati piccoli e grandi di cui il responsabile di WikiLeaks, Assange, avrebbe compiuto e sulla eccentricità del suo arresto e della sua provvisoria detenzione in un carcere di Londra sotto l’imputazione di tutt’altre colpe. &lt;/div&gt;&lt;a name='more'&gt;&lt;/a&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;Tutto questo è cronaca. &lt;br /&gt;Ma, al di là della cronaca, quello che è avvenuto investe la grande storia, e potrebbe avere un impatto durevole su di essa. &lt;br /&gt;Quello che è avvenuto è che le nuove tecnologie, giunte alla portata di tutti e bucando ogni possibile difesa di segreti e di archivi, hanno operato la più grande spoliazione del potere vigente che mai si ricordi. Il re è nudo, il potere è stato svelato nei suoi pensieri e nelle sue pulsioni, al netto della menzogna e dell’ipocrisia di cui solitamente si riveste e con cui si presenta in società. Il potere senza la cipria del “politicamente corretto”, ma invece altamente scorretto, inconfessabile.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Altre volte pubblicazione di documenti segreti e fuga di notizie avevano mostrato il volto ripugnante del potere, quale effettivamente era stato esercitato. &lt;br /&gt;La pubblicazione dei “Pentagon Papers” sulla guerra del Vietnam, mostrò come uno dei più grandi delitti della seconda metà del Novecento, corredato peraltro dalle motivazioni più nobili ed altruiste, quale fu appunto la guerra del Vietnam, era stato premeditato e architettato a partire da una bugia, cioè dal falso dell’attacco delle motovedette vietnamite alle navi americane nel golfo del Tonchino. &lt;br /&gt;Un’altra guerra idealizzata come santa crociata per i diritti umani, quella contro l’Iraq di Saddam, è finita nell’orrore delle torture svelate dai filmati di Abu Ghraib. Ma mai il potere era stato smascherato nella sua ordinaria meschinità e doppiezza, come nei 250 mila “files” pubblicati da WikiLeaks. &lt;br /&gt;Quello che scrivono gli ambasciatori nei loro rapporti a Washington saranno pure segreti di Pulcinella e notizie attinte dai giornali di opposizione, ma è un fatto che questi sono gli occhi con cui l’America, questo sovrano del mondo, guarda ai suoi interlocutori e giudica quello che accade nel processo di formazione delle sue decisioni politiche.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Per questo la diplomazia è sempre stata segreta, a partire dalle lettere che un famoso ambasciatore della Serenissima Repubblica di Venezia scriveva da Roma descrivendo il papato come un concentrato di “volere assoluto e dominio dispotico e monarchia spirituale di tutto il Christianesimo”; come segreti erano i rapporti dei Nunzi, nati nello stesso periodo, ad imitazione degli Stati, per quella simbiosi tra istituzioni statali ed ecclesiastiche da cui è nata la modernità, come racconta Paolo Prodi nel suo recente e prezioso “Il paradigma tridentino”. Ed è per questo che la diplomazia doveva restare segreta, sicché la sua attuale traduzione in spettacolo è stata considerata dal ministro Frattini il suo “8 settembre”. &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Oggi sappiamo che questo segreto non è più possibile. Qualcuno ritiene ciò una catastrofe, noi la riteniamo una benedizione. Sempre che si reagisca nel modo giusto.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Vi sono infatti due modi per rispondere a questa débacle del segreto diplomatico e politico. Uno è quello di rendere il segreto ancora più segreto, di armarlo di mezzi di contrasto, di complicare codici e cifrati, di punire i divulgatori, di fare del web il campo di battaglia di una nuova guerra come contro il terrorismo. Questa risposta è inutile e vecchia.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;L’altro modo di rispondere è di cambiare la diplomazia e la politica, di bonificare il potere. Rendere il potere compatibile con la verità, sicché la verità non diventi una diffamazione per lui. Dio sa quanto ne avremmo bisogno in Italia (e qui gli americani hanno visto giusto). Occorre rompere il legame tra potere e menzogna, tra il politicamente corretto e i paludamenti dell’ipocrisia.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Bisogna pensare solo ciò di cui si possa rispondere agendo, scrivere solo ciò che un giorno possa essere pubblicato, dire solo ciò che non debba rimanere occulto, ma possa essere gridato sui tetti.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Complici la tecnologia, Internet, i siti, gli hackers, l’intelligenza laica, può perfino darsi che l’esercizio del potere debba essere piegato alla norma evangelica: “&lt;em&gt;Il vostro parlare sia sì sì, no no; il di più viene dal maligno&lt;/em&gt;”.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: right;"&gt;Raniero La Valle&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1864449016613704386-6465657194421393655?l=www.ranierolavalle.it' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://www.ranierolavalle.it/feeds/6465657194421393655/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.ranierolavalle.it/2011/01/il-di-piu-viene-dal-maligno.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1864449016613704386/posts/default/6465657194421393655'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1864449016613704386/posts/default/6465657194421393655'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://www.ranierolavalle.it/2011/01/il-di-piu-viene-dal-maligno.html' title='Il di più viene dal maligno'/><author><name>red</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17132744523510058486</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1864449016613704386.post-8901159477559225311</id><published>2011-01-03T20:25:00.003+01:00</published><updated>2011-01-06T11:25:19.533+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='comitati Dossetti'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='lavalle'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Comitati Dossetti per la Costituzione'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='raniero la valle'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Giovanni Pecora'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='sinistra cristiana'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Pecora'/><title type='text'>PER UNA LEGISLATURA DI RICOSTRUZIONE E DIALOGO, PER UN VOTO LIBERO ED EGUALE</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;Una proposta alla società e alle forze politiche italiane&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://www.ilmanifesto.it/fileadmin/richiami/include/prima_p.gif" imageanchor="1" style="clear: left; cssfloat: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" n4="true" src="http://www.ilmanifesto.it/fileadmin/richiami/include/prima_p.gif" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;“Il Manifesto” del 29 dicembre 2010 sotto il titolo “Il porcellum ‘virtuoso’ , Secondo i Comitati Dossetti per la Costituzione è possibile nonostante tutto l’utilizzo della legge elettorale Calderoli” ha pubblicato il seguente articolo di Raniero La Valle e Luigi Ferrajoli, rispettivamente Presidente e Vice-Presidente dei “Comitati Dossetti per la Costituzione”.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Una proposta per un “uso virtuoso” della legge elettorale Calderoli viene lanciata dai Comitati Dossetti per la Costituzione e sarà illustrata ai partiti in una Assemblea nazionale il 28 gennaio a Bologna. L’obiettivo è quello di fermare la corsa verso il baratro del sistema politico italiano, facendo della prossima legislatura un momento di discontinuità e di dialogo tra le forze politiche, per ripensare le modalità del bipolarismo e riaprire una strada condivisa per portare a conclusione la ormai troppo lunga e rovinosa transizione italiana.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Ciò comporta però che il prossimo Parlamento non sia il mero risultato della sfida tra due soli contendenti, ma esprima la rappresentanza di tutte le forze politiche, senza il trauma del premio di maggioranza, senza esclusioni predeterminate e senza l’annullamento dell’identità e dell’autonomia dei vecchi e nuovi soggetti politici, a cominciare da quelli di nuova formazione che non possono, prima ancora di cominciare ad esistere, essere&lt;/div&gt;&lt;a name='more'&gt;&lt;/a&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&amp;nbsp;costretti ad assimilarsi e a scomparire nel blocco dei partiti maggiori. Dunque sarebbe necessario, almeno per un “giro”, un’elezione di tipo proporzionale. Ciò si può ottenere, dicono i Comitati Dossetti, anche se non si riuscisse a modificare la legge elettorale, facendo venire alla luce e rendendo operante l’impianto primariamente proporzionale e pluralistico della stessa legge Calderoli, in modo che attraverso il suo migliore uso da parte delle forze politiche, sia ugualmente possibile “un voto libero ed eguale”.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Anzitutto infatti, sottolineano i Comitati, la legge Calderoli non prevede la designazione diretta di un presidente del Consiglio da parte del corpo elettorale (checchè possa essere scritto nei simboli) ed anzi esplicitamente fa salve le prerogative del capo dello Stato a cui tocca il conferimento dell’incarico di governo sulla base dei risultati elettorali e della consultazione dei partiti. La legge Calderoli prevede invece l’indicazione di un capo per ciascuna delle coalizioni concorrenti, il quale pertanto può essere una figura rappresentativa e di garanzia, di alto profilo culturale o istituzionale, ma non necessariamente il candidato politico per la guida dell’esecutivo; ogni forza collegata nella coalizione può invece presentare agli elettori il proprio progetto di governo, e sarebbe appunto tra questi che l’elettorato sarebbe invitato a indicare la propria preferenza. È dunque possibile formare coalizioni elettorali più ampie rispetto a delle pure e semplici alleanze di governo, coalizioni che condividano scelte generali di democrazia e di diritto, che enuncino, come richiesto dalla legge, un programma che può comprendere pochi punti essenziali, e che presentino all’elettorato, come espressione rappresentativa della loro intesa, una personalità significativa dei valori condivisi dalle liste collegate, anche se non appartenente ad alcuna di esse e non identificabile con alcuno dei loro specifici programmi politici e di governo.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Riguardo poi ai risultati del voto, la legge Calderoli, facendo proprio l’impianto del Testo Unico del 1957 per le elezioni della Camera e del decreto legislativo n. 533 del 1993 per l’elezione del Senato, prevede, come prima ipotesi e come prima fase della procedura, che tutti i seggi in palio alla Camera e al Senato siano distribuiti in modo proporzionale tra tutte le coalizioni e le liste concorrenti, sulla base di una quota elettorale nazionale (o regionale per il Senato) eguale per tutti, così che i voti di tutti gli elettori pesino tutti allo stesso modo nell’assegnazione dei seggi.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Tuttavia la legge Calderoli introduce a un certo punto una ipotesi subordinata, e cioè che, fatta in via provvisoria l’assegnazione dei seggi, risulti che nessuna coalizione o partito abbia conseguito, grazie ai suoi voti, 340 deputati alla Camera e il 55 per cento dei seggi in ciascuna regione al Senato. A questo punto la legge Calderoli da distributiva diventa redistributiva, toglie i seggi agli uni e li attribuisce agli altri; alla coalizione o lista risultata come la minoranza più forte, (anche per pochi voti rispetto a ciascuna delle altre) aggiunge tanti deputati o senatori quanti ne mancano a 340 (o al 55 per cento nella regione) togliendoli da quelli già assegnati alle altre liste e coalizioni. Di conseguenza si vengono a formare due diverse quote elettorali, una, a cui bastano meno voti, per chi vince, l’altra, per la quale ci vogliono molti più voti, per gli altri; e così i voti dei cittadini non sono più eguali, essendo computati secondo aritmetiche diverse. &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Inoltre la legge Calderoli introduce una ulteriore discriminazione, perché stabilisce una soglia di sbarramento che non è eguale per tutti: ai partiti uniti in una coalizione che ottenga un certo numero minimo di voti vengono distribuiti seggi se hanno conseguito il 2 per cento dei voti alla Camera e il 3 per cento al Senato; ai partiti non coalizzati non viene invece distribuito alcun seggio se non hanno superato la soglia del 4 per cento alla Camera e dell’8 per cento al Senato. &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Questo meccanismo redistributivo dei seggi introdotto come ipotesi nella legge Calderoli, ed esaltato dall’attuale maggioranza come se fosse una nuova Costituzione, può non scattare, in modo tale che la legge, per natura sua proporzionale, non opererebbe la successiva maonomissione del risultato elettorale. È sufficiente che i partiti applichino la legge Calderoli con la stessa sagacia con cui, nelle sue ipotesi subordinate, essa è stata concepita.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;È sufficiente cioè che tutte le forze e i partiti interessati a un Parlamento eletto, almeno per la prossima legislatura, senza l’alterazione del premio di maggioranza, stabiliscano un “collegamento” in una coalizione non di carattere partitico-politico ma tecnico-istituzionale, che per la sua estensione, superiore a quella necessaria e possibile per la formazione di un governo, possa conseguire per volontà dell’elettorato più di 340 deputati e del 55 per cento dei senatori in ogni regione. &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;In tal caso non ci sarebbe alcun premio di maggioranza; a tutti i partiti, anche a quelli che avessero dato vita a una coalizione opposta, i seggi sarebbero attribuiti in modo proporzionale secondo la effettiva forza di ciascuno e, non essendoci alcuna ragione che dei partiti siano esclusi dalle coalizioni, per tutti la soglia di sbarramento si abbasserebbe al 2 per cento alla Camera e al 3 per cento al Senato.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Questo uso virtuoso della legge Calderoli prevede pertanto un collegamento di carattere tecnico-istituzionale in una coalizione che potrebbe andare da un capo all’altro dello schieramento politico, ferma restando la comune fedeltà ai valori fondamentali di democrazia e di libertà, e non esclude che all’interno della medesima coalizione, nella stessa campagna elettorale, singoli partiti o alleanze di partiti si candidino a governare, illustrino agli elettori il loro specifico programma e propongano una guida e un ceto di governo; ogni partito e forza politica, dentro e fuori la coalizione, manterrà cioè la propria identità e la propria prospettiva ideale e politica e mostrerà le proprie capacità di aggregazione in vista di obiettivi condivisi; sarà poi, sulla base di risultati elettorali non manipolati, che le ipotesi di governo suffragate dal più largo consenso dei cittadini, potranno tradursi in realtà, in modo che sia nello stesso tempo salvaguardata la governabilità, assicurata da forze omogenee, e la rappresentatività dell’intero corpo elettorale nel rapporto di fiducia col governo e nell’opera delle riforme.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Una tale coalizione, potrebbe risolvere anche la questione delle preferenze. I partiti collegati potrebbero infatti organizzare, una o due settimane prima del deposito delle liste, delle primarie in cui i cittadini, scegliendo quattro o cinque nomi dell’elenco loro presentato dai partiti, determinerebbero l’ordine in cui ciascun partito inserirebbe i candidati nella lista definitiva, ordine che sarebbe quello secondo il quale, come stabilisce la legge, infine verrebbero eletti. &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Quella qui suggerita sarebbe, secondo i Comitati Dossetti, la via per uscire dalla lunga stagione dell’odio e avviare una ricomposizione dell’unità spirituale e politica dell’Italia: una via, ma forse anche l’unica via. &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: right;"&gt;&lt;strong&gt;Raniero La Valle e Luigi Ferrajoli&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: right;"&gt;(Presidente e Vice-presidente dei Comitati Dossetti per la Costituzione)&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1864449016613704386-8901159477559225311?l=www.ranierolavalle.it' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://www.ranierolavalle.it/feeds/8901159477559225311/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.ranierolavalle.it/2011/01/per-una-legislatura-di-ricostruzione-e.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1864449016613704386/posts/default/8901159477559225311'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1864449016613704386/posts/default/8901159477559225311'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://www.ranierolavalle.it/2011/01/per-una-legislatura-di-ricostruzione-e.html' title='PER UNA LEGISLATURA DI RICOSTRUZIONE E DIALOGO, PER UN VOTO LIBERO ED EGUALE'/><author><name>red</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17132744523510058486</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1864449016613704386.post-4217846548587921005</id><published>2010-12-22T10:30:00.000+01:00</published><updated>2010-12-22T10:30:06.571+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='comitati Dossetti'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='lavalle'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Comitati Dossetti per la Costituzione'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='raniero la valle'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Giovanni Pecora'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='sinistra cristiana'/><title type='text'>ASSEMBLEA A BOLOGNA IL 28 GENNAIO DEI COMITATI DOSSETTI PER LA COSTITUZIONE</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;Una proposta alla società e alle forze politiche italiane&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;PER UNA LEGISLATURA DI RICOSTRUZIONE E DIALOGO - PER UN VOTO LIBERO ED EGUALE&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;em&gt;La battaglia parlamentare del 13-14 dicembre ha dimostrato che il premio di maggioranza introdotto dalla legge Calderoli, nella misura in cui non può impedire che la politica scompaia di cinque anni in cinque anni nemmeno nelle aule legislative, non solo non garantisce la stabilità ma porta alle ultime conseguenze la logica dello scontro e fa dipendere dagli umori o dagli interessi anche di un singolo deputato l’intero corso politico.&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;Prendere atto del nuovo pluralismo politico. &lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;La riproposizione di questo premio anche nelle prossime elezioni, vicine o lontane che siano, altererebbe poi in maniera gravissima, prima ancora che il risultato del voto, la dialettica politica tra i partiti e la stessa identità di ogni forza politica. È del tutto evidente infatti che dalle ultime vicende sono emersi diversi soggetti politici, ciascuno con la propria visione e il proprio progetto per il Paese, che non sono per ora riconducibili in alcun&lt;/div&gt;&lt;a name='more'&gt;&lt;/a&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&amp;nbsp;modo alla logica di uno schema bipolare. &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Di fronte al Paese si pongono oggi un polo guidato da Berlusconi comprendente il suo partito e la Lega, una nuova forza politica aspirante a rappresentare in modo più adeguato la Destra, guidata da Fini, un Polo centrista guidato da Casini, un’area di centro-sinistra guidata da Bersani e un’ala di sinistra oggi priva di rappresentanza parlamentare, ma che legittimamente chiede di riaverla. &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Elezioni politiche che venissero fatte con la precostituzione del risultato di 340 deputati offerti al gruppo o Polo che, anche di misura, sia vincente, impedirebbero di sottoporre all’elettorato le vere proposte politiche in lizza, alcune delle quali dovrebbero scomparire e confondersi con le altre, e perciò impedirebbero al popolo sovrano di decidere come e da chi voglia essere governato. &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Il popolo non può essere sovrano solo per dire se vuole essere o no governato da Berlusconi, ma deve poter dire se vuole essere governato da Berlusconi, da Fini, da Casini, da Bersani o da Di Pietro. D’altra parte sarebbe spiacevole se per decidere sulla persistenza del ciclo berlusconiano, si dovesse, a causa della legge elettorale, fare ricorso a uno spirito da CLN stipulando un’alleanza politica povera di contenuti tra tutte le forze che sono all’opposizione dell’attuale premier.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;Una legislatura di dialogo e di tregua. &lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Ancora più importante è che la gravità della situazione italiana è tale che per uscirne non basta una soluzione politica, ma occorre un’opera di rinnovamento culturale e spirituale, che comporta la ricostruzione di principi costituzionali ed etici fondamentali per lo sviluppo delle persone e la convivenza civile. &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Per una tale operazione non sono sufficienti i tempi che ci separano dalle prossime elezioni, ma sarà necessaria tutta la prossima legislatura, che si prospetta perciò come una legislatura di carattere ricostruttivo e ricostituente, in cui si dovrà pensare di nuovo come portare a termine la transizione italiana e se e come insistere sulla prospettiva del bipolarismo e del presidenzialismo. &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Ciò rende necessario che la prossima legislatura, anche in vista di puntuali riforme che dovessero essere deliberate da maggioranze costituzionali, favorisca il massimo dialogo tra le parti, e che a questo essa sia predisposta per composizione e per stile. E ciò anche ai fini di arrivare a una nuova legge elettorale che, in quanto regola del gioco politico, possa godere del più largo consenso delle parti. &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Ciò richiede che nelle due Assemblee tutti siano correttamente rappresentati, non potendosi procedere a tali riforme attraverso forzature maggioritarie, e addirittura in assenza di minoranze escluse dalle Camere. E richiede altresì che nel rapporto con i loro rappresentanti tutti i cittadini, sovrani non solo per un giorno, concorrano “a determinare la politica nazionale”. &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Dunque il prossimo Parlamento, proprio in ragione di questa sua funzione riformatrice, dovrebbe essere eletto in modo da realizzare una veritiera rappresentanza, ed è massimo interesse di tutte le forze politiche che ciò avvenga e che proprio su ciò si fondi la legittimità delle decisioni prese.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;Reagire all’astensionismo elettorale. &lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;D’altra parte cresce il pericolo di un forte astensionismo elettorale, derivante sia dal restringersi dell’offerta politica ai cittadini, sia dalla grave menomazione che l’elettorato ha subito per il sequestro da parte dei partiti del suo diritto alla scelta dei parlamentari e alla manifestazione delle sue preferenze. &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Per arrestare il corso verso una grave crisi di astinenza della nostra democrazia è necessario pertanto, sia riguardo alla scelta politica che alla scelta delle persone, restituire lo scettro al popolo sovrano.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;L’eccessivo timore di elezioni anticipate. &lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;È tuttavia improbabile che nell’attuale clima di duro scontro politico si possa giungere a un accordo volto ad abrogare la grave turbativa rappresentata dal premio di maggioranza e a ristabilire un sistema di preferenze. &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Si pone allora il problema di come evitare i mali temuti e di come ottenere i benefici sperati, anche nell’ipotesi che si dovesse andare a votare con la legge Calderoli. &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Se i rischi comportati dall’attuale legge elettorale maggioritaria e discriminante potessero essere evitati, anche le resistenze a un voto anticipato potrebbero venir meno – nessuno dovendo temere l’esito di elezioni artefatte – e anche il tabù del dover evitare le elezioni per chissà quali danni che ne avrebbe il Paese, potrebbe cadere. &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Per ottenere tale risultato non c’è bisogno di una riforma elettorale. Infatti è proprio la legge elettorale in vigore che prevede e regola l’ipotesi di elezioni senza premio di maggioranza e con un risultato sostanzialmente proporzionale ed equo per tutte le forze politiche, senza la predeterminazione di chi debba guidare il governo. Tale ipotesi contemplata dalla legge Calderoli può essere resa operante solo che la normativa vigente venga osservata alla lettera e applicata dai partiti in modo conforme al dettato costituzionale. Inoltre i partiti stessi potrebbero reintrodurre la libera scelta dei candidati mediante lo strumento delle primarie.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;Per un uso virtuoso della legge Calderoli. &lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Il buon uso della legge Calderoli potrebbe avvenire nel seguente modo. &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Anzitutto la legge Calderoli non prevede la designazione diretta di un presidente del Consiglio da parte del corpo elettorale (checchè possa essere scritto nei simboli) ed anzi esplicitamente fa salve le prerogative del capo dello Stato a cui tocca il conferimento dell’incarico di governo sulla base dei risultati elettorali e della consultazione dei partiti (art. 14 bis, 3 del Testo Unico delle Leggi elettorali del 1957 come modificato dalla Legge 21 dicembre 2005, n, 270). La legge Calderoli prevede invece l’indicazione di un capo per ciascuna delle coalizioni concorrenti, il quale pertanto può essere una figura rappresentativa e di garanzia, di alto profilo culturale o istituzionale, ma non necessariamente il candidato politico per la guida dell’esecutivo; ogni forza collegata nella coalizione può invece presentare agli elettori il proprio progetto di governo, e sarà appunto tra questi che l’elettorato sarebbe invitato a indicare la propria preferenza. &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;È dunque possibile formare coalizioni elettorali più ampie rispetto a delle pure e semplici alleanze di governo, coalizioni che si ritrovino concordi per un voto libero ed eguale di tutti i cittadini, che condividano scelte generali di democrazia e di diritto, che enuncino un programma essenziale di attuazione costituzionale e presentino all’elettorato, come espressione rappresentativa della loro intesa, una personalità significativa dei valori condivisi dalle liste collegate, anche se non appartenente ad alcuna di esse e non identificabile con alcuno dei loro specifici programmi politici e di governo. &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Riguardo poi ai risultati del voto, la legge Calderoli, facendo proprio l’impianto del Testo Unico del 1957 per le elezioni della Camera e del decreto legislativo n. 533 del 1993 per l’elezione del Senato, prevede, come prima ipotesi e come prima fase della procedura, che tutti i seggi in palio alla Camera e al Senato siano distribuiti in modo proporzionale tra tutte le coalizioni e le liste concorrenti, sulla base di una quota elettorale nazionale (o regionale per il Senato) eguale per tutti, così che i voti di tutti gli elettori pesino tutti allo stesso modo nell’assegnazione dei seggi. &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Dunque la legge Calderoli nella sua prima ipotesi e nel suo impianto fondamentale, non avendo modificato o abrogato la struttura portante delle precedenti leggi elettorali, è una legge rigorosamente proporzionale, compreso il recupero dei resti.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Tuttavia la legge Calderoli introduce a un certo punto una ipotesi subordinata, e cioè che, fatta in via provvisoria l’assegnazione dei seggi, risulti che nessuna coalizione o partito abbia conseguito, grazie ai suoi voti, 340 deputati alla Camera e il 55 per cento dei seggi in ciascuna regione al Senato. &lt;br /&gt;A questo punto la legge Calderoli da distributiva diventa redistributiva, toglie i seggi agli uni e li attribuisce agli altri; alla coalizione o lista risultata come la minoranza più forte, (anche per pochi voti rispetto a ciascuna delle altre) aggiunge tanti deputati o senatori quanti ne mancano a 340 (o al 55 per cento nella regione) togliendoli da quelli già assegnati alle altre liste e coalizioni. Di conseguenza si vengono a formare due diverse quote elettorali, una, a cui bastano meno voti, per chi vince, l’altra, per la quale ci vogliono molti più voti, per gli altri; e così i voti dei cittadini non sono più eguali, essendo computati secondo aritmetiche diverse.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Inoltre la legge Calderoli introduce una ulteriore discriminazione, perché stabilisce una soglia di sbarramento che non è eguale per tutti: ai partiti uniti in una coalizione che ottenga un certo numero minimo di voti vengono distribuiti seggi se hanno conseguito il 2 per cento dei voti alla Camera e il 3 per cento al Senato; ai partiti non coalizzati non viene invece distribuito alcun seggio se non hanno superato la soglia del 4 per cento alla Camera e dell’8 per cento al Senato.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Questo meccanismo redistributivo dei seggi introdotto come ipotesi nella legge Calderoli, ed esaltato dall’attuale maggioranza come se fosse una nuova Costituzione, può non scattare, in modo tale che la legge, per natura sua proporzionale, non opererebbe la successiva maonomissione del risultato elettorale. È sufficiente che i partiti applichino la legge Calderoli con la stessa sagacia con cui, nelle sue ipotesi subordinate, essa è stata concepita.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;È sufficiente cioè che tutte le forze e i partiti interessati a un Parlamento eletto, almeno per la prossima legislatura, senza l’alterazione del premio di maggioranza, stabiliscano un “collegamento” in una coalizione non di carattere partitico-politico ma tecnico-istituzionale, che per la sua estensione, superiore a quella necessaria e possibile per la formazione di un governo, possa conseguire per volontà dell’elettorato più di 340 deputati e del 55 per cento dei senatori in ogni regione.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;In tal caso non ci sarebbe alcun premio di maggioranza; a tutti i partiti, anche a quelli che avessero dato vita a una coalizione opposta, i seggi sarebbero attribuiti in modo proporzionale secondo la effettiva forza di ciascuno e, non essendoci alcuna ragione che dei partiti siano esclusi dalle coalizioni, per tutti la soglia di sbarramento si abbasserebbe al 2 per cento alla Camera e al 3 per cento al Senato.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Questo uso virtuoso della legge Calderoli prevede pertanto un collegamento di carattere tecnico-istituzionale in una coalizione che potrebbe andare da un capo all’altro dello schieramento politico, ferma restando la comune fedeltà ai valori fondamentali di democrazia e di libertà, e non esclude che all’interno della medesima coalizione, nella stessa campagna elettorale, singoli partiti o alleanze di partiti si candidino a governare, illustrino agli elettori il loro specifico programma e propongano una guida e un ceto di governo; ogni partito e forza politica, dentro e fuori la coalizione, manterrà cioè la propria identità e la propria prospettiva ideale e politica e mostrerà le proprie capacità di aggregazione in vista di obiettivi condivisi; sarà poi, sulla base di risultati elettorali non manipolati, che le ipotesi di governo suffragate dal più largo consenso dei cittadini, potranno tradursi in realtà, in modo che sia nello stesso tempo salvaguardata la governabilità, assicurata da forze omogenee, e la rappresentatività dell’intero corpo elettorale nel rapporto di fiducia col governo e nell’opera delle riforme.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;Una coalizione “per un voto libero ed eguale”. &lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Una tale coalizione, che dovrebbe essere riconoscibile anche nel nome come finalizzata al bene comune istituzionale prima che a un esercizio del potere, potrebbe risolvere anche la questione delle preferenze. Essa potrebbe infatti contemplare le elezioni in due turni, il primo dei quali sarebbe autogestito. &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;I partiti collegati, presentandosi in una coalizione “per un voto libero ed eguale”, potrebbero infatti organizzare, una o due settimane prima del deposito delle liste, delle primarie in cui i cittadini, scegliendo quattro o cinque nomi dell’elenco loro presentato dai partiti, determinerebbero l’ordine in cui ciascun partito inserirebbe i candidati nella lista definitiva, ordine che sarebbe quello secondo il quale, come stabilisce la legge, infine verrebbero eletti.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;Un passo avanti. &lt;/strong&gt;In un sistema così configurato, senza premio di maggioranza e senza designazione arbitraria degli eletti, le gerarchie dei partiti farebbero un passo indietro, ma la società civile, la politica, le basi dei partiti, il popolo sovrano farebbero un passo avanti. &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Quella qui suggerita sarebbe la via per uscire dalla lunga stagione dell’odio e avviare una ricomposizione dell’unità spirituale e politica dell’Italia: una via, ma forse anche l’unica via. &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;Per presentare questa proposta e discuterla con i partiti è stato deciso di convocare un’Assemblea nazionale dei Comitati Dossetti per la Costituzione; essa si terrà venerdì 28 gennaio alle ore 15 nella Biblioteca del Convento di San Domenico a Bologna. &lt;br /&gt;I cittadini e i rappresentanti dei partiti sono cordialmente invitati. &lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;em&gt;La ragione per cui i Comitati Dossetti prendono questa iniziativa è chiara: la Costituzione non vive da sola, ma nella coerenza di tutto l’ordinamento; non può sopravvivere la lettera della Costituzione mentre deperisce e si perde la Repubblica. Né i Comitati intendono entrare nel merito dei problemi e delle scelte politiche che scaturiscono da questa proposta, essendo questo il terreno proprio e il fulcro della responsabilità dei partiti, con cui del resto i Comitati già in passato, come nel giugno scorso a Bologna, hanno avviato un fecondo dialogo.&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;20 dicembre 2010&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: right;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Raniero La Valle e Luigi Ferrajoli &lt;/strong&gt;&lt;em&gt;Presidente e Vice-presidente dei Comitati Dossetti per la Costituzione&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;(Per comunicazioni: raniero.lavalle@tiscali.it)&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1864449016613704386-4217846548587921005?l=www.ranierolavalle.it' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://www.ranierolavalle.it/feeds/4217846548587921005/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.ranierolavalle.it/2010/12/assemblea-bologna-il-28-gennaio-dei.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1864449016613704386/posts/default/4217846548587921005'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1864449016613704386/posts/default/4217846548587921005'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://www.ranierolavalle.it/2010/12/assemblea-bologna-il-28-gennaio-dei.html' title='ASSEMBLEA A BOLOGNA IL 28 GENNAIO DEI COMITATI DOSSETTI PER LA COSTITUZIONE'/><author><name>red</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17132744523510058486</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1864449016613704386.post-5702308644372126204</id><published>2010-11-27T17:29:00.001+01:00</published><updated>2010-11-27T17:36:26.432+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='raniero'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='comitati Dossetti'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='lavalle'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='raniero la valle'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Giovanni Pecora'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='sinistra cristiana'/><title type='text'>Nonviolenza</title><content type='html'>di Raniero La Valle&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://www.riminibeach.it/var/news/storage/images/notizie/mostra-alunni-rimini-non-violenza-sport/441437-2-ita-IT/mostra_alunni_rimini_non_violenza_sport_event-new.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; cssfloat: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="145" ox="true" src="http://www.riminibeach.it/var/news/storage/images/notizie/mostra-alunni-rimini-non-violenza-sport/441437-2-ita-IT/mostra_alunni_rimini_non_violenza_sport_event-new.jpg" width="200" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;Si può amare il mondo, “incarnarsi” in esso, giocarvi fino in fondo la partita umana, senza necessariamente diventare complici delle sue cadute, delle sue guerre, dei suoi progetti sbagliati o falliti? Il Concilio Vaticano II aveva detto di sì, perché non aveva ripreso la dottrina secondo la quale dopo il primo peccato gli uomini, respinti da Dio, avrebbero perso i doni della loro propria natura e perciò sarebbero stati quasi necessariamente spinti al male, ma aveva sostenuto che integra era rimasta in loro l’immagine di Dio (“naturali morum integritate ornati”, diceva anche la Pacem in terris) e da Dio erano stati “messi in mano al loro consiglio”, cioè resi capaci di far fronte alle sfide e di prendere in mano la storia. &lt;/div&gt;&lt;a name='more'&gt;&lt;/a&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Antonino Drago, studioso e testimone della nonviolenza, riprende questa tesi da un mio articolo precedente e sul n. 19 di Rocca apre una questione di indubbio rilievo: se i cristiani, e la Chiesa, accettano la modernità (cioè il mondo oggi qual è), ciò non comporta accettare tutto il gravame della modernità, con la sua corsa agli armamenti, il capitalismo, i progetti falliti del socialismo, ecc.? Questo sarebbe il rischio dell’ “incarnazionismo” che a suo parere sarebbe prevalso al Concilio contro la tesi “escatologista” che sconta l’insanabilità della situazione mondana, ne prende le distanze e investe tutto sulla vita futura, assumendo il peccato originale come “essenziale” alla fede cristiana. &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;In questa alternativa quello che interessa Antonino Drago è che ne è della nonviolenza. A suo parere nel caso dell’incarnazionismo la nonviolenza si ridurrebbe a un impegno morale di perfezionamento. Invece nell’altro caso essa sarebbe la risposta al peccato originale (inteso anche come il peccato che è all’origine di ogni struttura, personale e anche sociale) e quindi, sulla scia del mistero pasquale, sarebbe costitutiva della fede cristiana. Anzi sarebbe proprio questa l’unica vera novità pastorale da stabilire ulteriormente tra i cattolici, eventualmente con un altro Concilio.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Che dire di questa tesi che fa della nonviolenza una specie di discrimine tra incarnazionisti e escatologisti, e che la mette in coppia col peccato originale, sicché senza quella dottrina anche la nonviolenza cadrebbe?&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Anzitutto c’è da dire che incarnazione ed escatologia non vanno contrapposte; in realtà il Concilio le ha assunte insieme, senza l’una o l’altra non ci sarebbe cristianesimo, e anche Benedetto XVI nel suo libro appena uscito ci ha tenuto a rimettere in equilibrio l’annuncio rivolto “alla creazione di un mondo migliore”, con quello che va oltre questo orizzonte, e offre all’uomo ciò che gli permette “di sfondare il muro del suono del finito”.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Ma, ristabilito questo equilibrio, credo si debba aggiungere che violenza e nonviolenza vadano riportate nel grande capitolo della libertà umana. Se la violenza fosse un destino, se essa fosse la maledizione trasmessa dal peccato originale, allora la nonviolenza sarebbe un esorcisma.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Ma la violenza umana è una scelta degli uomini e delle donne. Non necessaria, non obbligata. Per questo è libera. E frutto di libertà è la nonviolenza, che non è l’applicazione della legge del fariseo, ma la sempre rinnovata scelta di essere “come Dio” (è lui che fa piovere sui giusti e sugli ingiusti, è lui colui nel quale non c’è nemico, è lui che rifiutando la reciprocità - anche quella di peccato-vendetta - rompe la spirale della violenza, la fatalità del contrappasso). &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Allora l’antitesi violenza-nonviolenza va riportata all’ultima radice antropologica, che non è il peccato, ma è l’ “imago Dei”. L’uomo è fatto ad immagine e somiglianza di Dio. L’immagine, come sappiamo dopo San Bernardo, non sta nella ragione, ma sta nella libertà. Perciò la libertà non si perde mai, “permane”, anche se se ne abusa, anche se ci si allontana dalla verità. E la libertà è anche libertà di peccare, è libertà di fare violenza, ciò che vuol dire restare nell’immagine, ma perdere del tutto la somiglianza. La nonviolenza invece sta nella somiglianza, è per somigliare a Dio, non violento (“fate come…”) che a mio parere, per un cristiano, per un uomo, sta la vera ragione della nonviolenza.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Ma rassomigliare a Dio non vuol dire ricavarne degli assoluti. A Dio si assomiglia stando nella storia, assumendo fino in fondo l’umano, affrontando il rovello del dubbio, facendo della nonviolenza, per amore, una scelta sempre rimotivata di libertà.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: right;"&gt;Raniero La Valle&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1864449016613704386-5702308644372126204?l=www.ranierolavalle.it' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://www.ranierolavalle.it/feeds/5702308644372126204/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.ranierolavalle.it/2010/11/nonviolenza.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1864449016613704386/posts/default/5702308644372126204'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1864449016613704386/posts/default/5702308644372126204'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://www.ranierolavalle.it/2010/11/nonviolenza.html' title='Nonviolenza'/><author><name>red</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17132744523510058486</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1864449016613704386.post-9044367710904255906</id><published>2010-11-13T00:35:00.000+01:00</published><updated>2010-11-13T00:35:04.737+01:00</updated><title type='text'>I simboli della caduta</title><content type='html'>di Raniero La Valle&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_llqRC9Irbag/TGo6mwhss6I/AAAAAAAADAE/M2ZOJxjH_tQ/s1600/tarocco_torre_casa_dio.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; cssfloat: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="200" px="true" src="http://4.bp.blogspot.com/_llqRC9Irbag/TGo6mwhss6I/AAAAAAAADAE/M2ZOJxjH_tQ/s200/tarocco_torre_casa_dio.jpg" width="101" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;La politica vive anche di simboli. Quelli che sono stati evocati da politici e giornalisti per rappresentare la fine del potere di Berlusconi, alludono tutti a delle catastrofi. Il discorso con cui a Bastia umbra Fini ha chiesto le dimissioni del governo, è stato paragonato dai difensori del premier alla marcia su Roma: un colpo di Stato! &lt;br /&gt;I giornali che cercavano di descrivere la portata dell’evento, lo hanno paragonato al 25 luglio, quando solo la rivolta di ministri e gerarchi del duce poté provocare la fine del regime. Altri hanno assimilato il crollo del regime berlusconiano al 25 aprile, quando dopo la devastazione della guerra si dovette ricominciare tutto dalle macerie. I disastri culturali e ambientali hanno poi offerto facilmente il destro di richiamare gli ultimi giorni di Pompei, e le alluvioni del Veneto e del Salernitano, di cui il potere non si è accorto, sono state prese a simbolo di un governo allo sbando, incapace di lucrarci sopra come aveva fatto col terremoto dell’Aquila. &lt;/div&gt;&lt;a name='more'&gt;&lt;/a&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Questi simboli apocalittici tirati in ballo per raccontare un’ordinaria crisi politica, sono più eloquenti di molte analisi. Vuol dire trasportare in un clima da caduta degli dei, quello che in democrazia dovrebbe essere un normale cambiamento di governo. Ma questo dice fino a che punto il sistema politico-istituzionale è stato snaturato dagli inventori di nuove repubbliche. Per licenziare un presidente del Consiglio ricusato anche dai suoi, e ormai impresentabile in ogni sede, persino nei “forum” governativi dove si discute della famiglia, non dovrebbe esserci bisogno di passare attraverso convulsioni paragonabili alle più grandi catastrofi che il Paese ha subito; anche perché se è vero che la seconda volta le tragedie si presentano come farsa, a guardare la condizione in cui è precipitata l’Italia, si può dire che pur nella farsa di oggi la tragedia non manca. &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Un sistema politico in cui il tramonto di un leader populista suscita questi traumi e si fa rappresentare da immagini e simboli della fine, è un sistema che non è sano, che non funziona, e che comunque è fallito. Questo è il vero tema che dovrebbe esplodere nella discussione politica, al di là del dibattito sulle vie d’uscita, su nuovi improbabili governi o sul tempo più adatto alle elezioni. Il bipolarismo così come è stato realizzato in Italia è sbagliato. Esso ha permesso che si realizzasse un circuito perverso tra Stato e società: una società che stava perdendo tutti i suoi punti di riferimento, politici, costituzionali, etici e religiosi, ha dato alimento alle ideologie antipolitiche della riduzione personalistica, maggioritaria, manichea del sistema istituzionale; e lo Stato, che a sua volta dà forma alla società, ha impresso in essa il marchio del conflitto, della disgregazione sociale, della irresponsabilità verso il bene comune e della violenza in tutta la scala dei rapporti pubblici e privati. &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Se non si rimedia a questo, agendo sia nel senso del rinnovamento culturale e morale della società, sia nel senso della rigenerazione democratica dello Stato, non c’è futuro. Certo nessuno oggi si può illudere di guadagnare o di precostituirsi posizioni più favorevoli in questa crisi. Nessuno può riuscire a fare il suo gioco. Il gioco deve ripartire da capo, richiamando in campo tutti i protagonisti, anche gli esclusi dal Parlamento e i milioni di elettori che le urne hanno perduto. Anche quanti ancora credono nel bipolarismo e nel privilegio della governabilità sulla rappresentanza, dovrebbero comprendere che, anche ai loro fini, occorre una nuova partenza. Perciò sarebbe necessario che ora si eleggesse un Parlamento senza premi di maggioranza e sbarramenti, ma con una legge proporzionale che permettesse di impostare la prossima legislatura come una legislatura costituente, in cui, oltre a provvedere al dissesto economico e occupazionale, si decidesse quale debba essere l’orientamento del sistema politico, in una recuperata coerenza con la Costituzione, e quale debba essere la definitiva legge elettorale. Ciò comporterebbe che ora si andasse alle urne non con la legge Calderoli, che è la maggiore responsabile dell’attuale rovina. Ma se una modifica della legge “porcellum” non fosse possibile per il rifiuto di Berlusconi a rinunziarvi, allora attraverso una larga intesa tra le altre forze politiche potrebbe essere praticato un uso alternativo della stessa legge Calderoli. Essa infatti nel suo impianto fondamentale è una legge schiettamente proporzionale, e potrebbe essere fatta funzionare senza che scattino le ipotesi del premio di maggioranza e dei proibitivi sbarramenti per le forze politiche minori, e senza alcuna investitura populistica di un “sovrano del popolo”. &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Raniero La Valle&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1864449016613704386-9044367710904255906?l=www.ranierolavalle.it' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://www.ranierolavalle.it/feeds/9044367710904255906/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.ranierolavalle.it/2010/11/i-simboli-della-caduta.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1864449016613704386/posts/default/9044367710904255906'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1864449016613704386/posts/default/9044367710904255906'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://www.ranierolavalle.it/2010/11/i-simboli-della-caduta.html' title='I simboli della caduta'/><author><name>red</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17132744523510058486</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_llqRC9Irbag/TGo6mwhss6I/AAAAAAAADAE/M2ZOJxjH_tQ/s72-c/tarocco_torre_casa_dio.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1864449016613704386.post-8103026825674075097</id><published>2010-11-07T01:48:00.004+01:00</published><updated>2010-11-07T01:51:16.087+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='comitati Dossetti'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Domenico Gallo'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Claudio De Fiores'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Gianni Ferrara'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='raniero la valle'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Giovanni Pecora'/><title type='text'></title><content type='html'>&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;ASSOCIAZIONE PER LA DEMOCRAZIA COSTITUZIONALE&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;E&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;COMITATI DOSSETTI &lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;strong&gt;Presentano&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color: #cc0000; font-size: large;"&gt;UNA LEGGE ELETTORALE PROPORZIONALE &lt;br /&gt;PER LA DEMOCRAZIA PARLAMENTARE&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;Roma Ex Hotel Bologna, Via Santa Chiara&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;giovedì 11 novembre 2010&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;dalle ore 15.30 alle ore 19.00&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;strong&gt;Relatori&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: #cc0000; font-size: large;"&gt;&lt;strong&gt;Domenico Gallo&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: #cc0000; font-size: large;"&gt;&lt;strong&gt;Claudio De Fiores&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Intervengono&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color: #cc0000;"&gt;P. Adami, G. Azzariti, I. Barbarossa, F. Bilancia, S. Cannavò, S. Cararo, L. Carlassare, I. del Prato, M. Dogliani, S. Falcinelli, P. Ferrero, R. Gualtieri, R. La Valle, G. Migliore, M. Montefusco, A. Paolini, F. Pardi, G. Pegolo, A. Pizzo, P. Quartana, F. Ragusa, F. Russo, G. Russo Spena, E. Salvato, C. Salvi, A. Sani, M. Villone &lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;strong&gt;Conclude&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span style="color: #cc0000; font-size: x-large;"&gt;&lt;strong&gt;Gianni Ferrara&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;em&gt;Professore Emerito di Diritto Costituzionale&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;em&gt;presso l'Università La Sapienza di Roma&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1864449016613704386-8103026825674075097?l=www.ranierolavalle.it' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://www.ranierolavalle.it/feeds/8103026825674075097/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.ranierolavalle.it/2010/11/associazione-per-la-democrazia.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1864449016613704386/posts/default/8103026825674075097'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1864449016613704386/posts/default/8103026825674075097'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://www.ranierolavalle.it/2010/11/associazione-per-la-democrazia.html' title=''/><author><name>red</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17132744523510058486</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1864449016613704386.post-3597077120734729687</id><published>2010-10-29T20:20:00.001+02:00</published><updated>2010-10-29T20:21:46.783+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='raniero'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='comitati Dossetti'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='lavalle'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='raniero la valle'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Giovanni Pecora'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='sinistra cristiana'/><title type='text'>Kairós Palestina</title><content type='html'>&lt;div class="MsoNormal" style="border-bottom: medium none; border-left: medium none; border-right: medium none; border-top: medium none; margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;di Raniero La Valle&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="border-bottom: medium none; border-left: medium none; border-right: medium none; border-top: medium none; margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_8DFIZjgLKu4/SocoDABk_2I/AAAAAAAAAk0/RG-G6SuKUhc/s400/Cristina-Palestina5.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; cssfloat: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="240" nx="true" src="http://2.bp.blogspot.com/_8DFIZjgLKu4/SocoDABk_2I/AAAAAAAAAk0/RG-G6SuKUhc/s320/Cristina-Palestina5.jpg" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="border-bottom: medium none; border-left: medium none; border-right: medium none; border-top: medium none; margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;“&lt;em&gt;Non è permesso di ricorrere a posizioni teologiche bibliche per farne uno strumento a giustificazione delle ingiustizie&lt;/em&gt;”. &lt;br /&gt;E in modo ancora più esplicito: “&lt;em&gt;Non ci si può basare sul tema della Terra Promessa per giustificare il ritorno degli ebrei in Israele e la espulsione dei palestinesi&lt;/em&gt;”: la prima affermazione è contenuta nel Messaggio al Popolo di Dio (cioè a tutto il mondo) del Sinodo dei Vescovi per il Medio Oriente; la seconda affermazione è dell’Arcivescovo greco-melchita Cyrill Salim Bustros, che nella Sala Stampa vaticana ufficialmente l’ha presentato e spiegato. &lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;Questa cosa nessuna Chiesa l’aveva mai detta. &lt;br /&gt;Che la Bibbia possa ispirare la condotta dei dirigenti di uno Stato nessuno l’ha mai contestato. Ma che la Bibbia possa essere l’origine di una sovranità moderna, prendere il posto di una Costituzione, legittimare occupazioni militari, colonizzazioni ed espulsione di popolazioni autoctone, non è normale, e tuttavia questo nessuno l’aveva mai contestato ad Israele. È per questo che le reazioni del governo israeliano prima ancora che di&lt;/div&gt;&lt;a name='more'&gt;&lt;/a&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&amp;nbsp;veemente protesta, sono state di stupore. Perché da sessant’anni si faceva finta di niente. La finzione che Israele fosse uno Stato come gli altri, anzi l’unico Stato democratico della zona, che il conflitto con i palestinesi fosse un semplice conflitto territoriale e che il famoso processo di pace comportasse solo problemi politici che chissà perché nessuno riusciva mai a risolvere, è stata una finzione sempre adottata da tutto l’Occidente e da tutte le Chiese. Troppo difficile era affrontare il nodo vero, per la paura che ciò potesse gettare un’ombra sul rapporto con gli ebrei, con tanta fatica e con grandissima gioia ricomposto dopo gli orrori delle persecuzioni antisemite e lo scempio della Shoà. &lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;Perfino nel documento di riconciliazione con gli ebrei del Concilio Vaticano II “Nostra aetate” la questione era rimossa, fino al punto che la parola “Israele”, per la difficoltà di coniugare la sua valenza teologica (l’”Israele di Dio”) e la sua attuale significazione politica (lo Stato d’Israele) non era mai adoperata.&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;Ma questo silenzio sulla componente religiosa della questione israeliana se era di tutto l’Occidente e di tutte le Chiese, non lo era affatto degli ebrei, sia d’Israele che del mondo intero. La questione della legittimazione e della identità ebraica dello Stato d’Israele, del significato religioso del sionismo politico, della sua compatibilità o contrasto col sionismo religioso, in effetti domina il dibattito ebraico dall’inizio del Novecento ed è sempre aperta, anche se il 10 ottobre scorso il governo israeliano ha tentato una nuova forzatura inserendo nella legge sulla cittadinanza una norma che obbligherebbe ogni nuovo cittadino israeliano (anche arabo) a prestare giuramento ad Israele “Stato ebraico e democratico”, facendo così dell’ebraicità un carattere sacro dello Stato tutelato da un giuramento. &lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;In questa situazione è un po’ paradossale che il ministero degli esteri israeliano abbia replicato al Sinodo che il riferimento alla Terra Promessa “non è mai stata la politica di alcun governo in Israele”: l’espansione delle colonie nei territori occupati non ha in effetti altra ragione che questa.&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;Dunque è cominciato “un momento di verità”? Forse esso non sarebbe mai venuto se l’iniziativa non fosse venuta da cristiani – laici pastori e vescovi – di tutte le Chiese cristiane della Palestina, attraverso un documento “Kairós Palestina”, fatto proprio dai Patriarchi e dai capi delle Chiese di Gerusalemme e indirizzato a tutte le Chiese&lt;a href="http://www.blogger.com/post-create.g?blogID=1864449016613704386#_ftn1" name="_ftnref1" style="mso-footnote-id: ftn1;" title=""&gt;&lt;span class="MsoFootnoteReference"&gt;&lt;span style="mso-special-character: footnote;"&gt;&lt;span class="MsoFootnoteReference"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, &amp;quot;serif&amp;quot;; font-size: 12pt; mso-ansi-language: IT; mso-bidi-language: AR-SA; mso-fareast-font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;; mso-fareast-language: IT;"&gt;[1]&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;. &lt;br /&gt;In esso si pone esplicitamente la questione che attraverso un uso distorto della Bibbia da parte di Israele, “la buona notizia dello stesso Vangelo è diventata una minaccia di morte per noi”. In questione non c’è dunque solamente la nuda vita del popolo palestinese: in questione è lo stesso kerigma, sia quello cristiano che quello ebraico.&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;Per questo la Chiesa cattolica nel Sinodo dei Vescovi, che nel documento preparatorio ancora una volta aveva derubricato il conflitto a questione politica senza implicazioni ecclesiali, se ne è ora fatta carico e ha posto il problema alla luce del sole davanti a tutti. L’ecumenismo, la coniugazione dei carismi di laici e gerarchie ecclesiastiche di tutte le Chiese più direttamente coinvolte, sono arrivate là dove una Chiesa da sola non aveva osato arrivare. &lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="mso-spacerun: yes;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;hr align="left" size="1" width="33%" /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="mso-element: footnote-list;"&gt;&lt;div id="ftn1" style="mso-element: footnote;"&gt;&lt;div class="MsoFootnoteText" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;a href="http://www.blogger.com/post-create.g?blogID=1864449016613704386#_ftnref1" name="_ftn1" style="mso-footnote-id: ftn1;" title=""&gt;&lt;span class="MsoFootnoteReference"&gt;&lt;span style="mso-special-character: footnote;"&gt;&lt;span class="MsoFootnoteReference"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, &amp;quot;serif&amp;quot;; font-size: 10pt; mso-ansi-language: IT; mso-bidi-language: AR-SA; mso-fareast-font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;; mso-fareast-language: IT;"&gt;[1]&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-size: x-small;"&gt; “Kairós Palestina, Un momento di verità – Una parola di fede, speranza e amore dal cuore della sofferenza dei palestinesi”, con prefazione di Fouad Twal, Patriarca latino di Gerusalemme, a cura di Nandino Capovilla, 2010, Edizioni Messaggero Padova, Edizioni Terra Santa, Pax Christi Italia.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1864449016613704386-3597077120734729687?l=www.ranierolavalle.it' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://www.ranierolavalle.it/feeds/3597077120734729687/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.ranierolavalle.it/2010/10/kairos-palestina.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1864449016613704386/posts/default/3597077120734729687'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1864449016613704386/posts/default/3597077120734729687'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://www.ranierolavalle.it/2010/10/kairos-palestina.html' title='Kairós Palestina'/><author><name>red</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17132744523510058486</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_8DFIZjgLKu4/SocoDABk_2I/AAAAAAAAAk0/RG-G6SuKUhc/s72-c/Cristina-Palestina5.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1864449016613704386.post-2986142852167117571</id><published>2010-10-29T19:56:00.001+02:00</published><updated>2010-10-29T19:58:01.730+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='raniero'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='comitati Dossetti'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='lavalle'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='raniero la valle'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Giovanni Pecora'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='sinistra cristiana'/><title type='text'>La legge elettorale</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;di Raniero La Valle&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://static.blogo.it/polisblog/48d36cf66d462_zoom.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; cssfloat: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="204" nx="true" src="http://static.blogo.it/polisblog/48d36cf66d462_zoom.jpg" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Il cambiamento della legge elettorale non è più ormai solo una questione di funzionamento o non funzionamento del sistema, e perfino nemmeno una questione di salvezza o perdita della democrazia. È la prima e forse l’unica cosa che oggi possiamo fare perché l’Italia non si chiuda a lungo termine nel sigillo di una società arrogante incolta e violenta, quale è stata costruita in questi ultimi vent’anni dai picconatori e dagli innovatori da Cossiga alla Bicamerale a Berlusconi. Il bipolarismo maggioritario che ha messo i figli contro i padri e i poveri contro gli stranieri, ha reso popolare una cultura che congiunge ignoranza e violenza, e che ormai esce perfino dai tombini della Metropolitana. Se la violenza magmatica che attraversa oggi tutti gli strati sociali dovesse trovare le vie di un minimo di strutturazione e di guida, gli esiti sarebbero tragici. Può un sistema politico essere causa di questo? Sì, perché se è la società a&lt;/div&gt;&lt;a name='more'&gt;&lt;/a&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&amp;nbsp;generare lo Stato, è vero – contro tutte le teorie di Stato Minimo – che lo Stato dà forma alla società. Il conflitto eretto come ideale e modello del rapporto politico è pedagogia, instaurazione e moltiplicazione del conflitto in tutti i rapporti della vita sociale.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Una riforma della legge elettorale deve riprendere in mano l’unità dell’Italia. È tutto il popolo che deve salvare il Paese, l’elettorato non deve essere falcidiato dalle soglie di sbarramento, i seggi devono corrispondere proporzionalmente ai voti e senza premi di maggioranza che diano tutto il potere alla maggiore minoranza senza neanche la garanzia di una soglia minima di suffragi. E allora il presidente del Consiglio avrà sopra di sé non Dio, ma il Parlamento, e un mandato popolare ogni giorno rinnovato non in TV ma nella partecipazione politica. &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Il potere non permetterà questa riforma. Allora occorre fare con quello che c’è: la legge Calderoli. Si possono togliere le unghie al “porcellum”. La legge Calderoli è infatti una legge rigorosamente proporzionale che, a seggi già distribuiti e assegnati, toglie un gran numero di seggi a chi non ha vinto per trasferirli pari pari nel bottino del vincitore, fino ai fatidici 340 deputati alla Camera e 55 per cento regione per regione al Senato. Occorre togliere la materia del furto: se tutti i partiti che vogliono riprendere il cammino democratico si collegano tra loro, come la legge prevede, tutti insieme conseguiranno un risultato molto superiore al 55 per cento, dopo di che i seggi saranno tra loro ripartiti in modo corrispondente alla forza di ciascuno. Sarà poi nell’ambito delle forze più omogenee che si faranno le più ristrette coalizioni di governo, e i cosiddetti “radicali”, potranno starne fuori. Ciò comporta un’operazione di bonifica di uno degli aspetti più incostituzionali della legge attuale: essa richiede la designazione di un capo della coalizione da parte dei partiti collegati, intendendo (senza dirlo) che esso sia il capo del governo. Ma basta distinguere capo della coalizione e candidato alla presidenza del Consiglio, per permettere la più larga alleanza elettorale di partiti anche diversi tra loro, con a capo una personalità autorevole e di alto profilo, lasciando a ciascun gruppo di partiti più omogenei la proposta di una propria candidatura alla guida del governo. E saranno gli elettori a decidere. &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1864449016613704386-2986142852167117571?l=www.ranierolavalle.it' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://www.ranierolavalle.it/feeds/2986142852167117571/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.ranierolavalle.it/2010/10/di-raniero-la-valle-il-cambiamento.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1864449016613704386/posts/default/2986142852167117571'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1864449016613704386/posts/default/2986142852167117571'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://www.ranierolavalle.it/2010/10/di-raniero-la-valle-il-cambiamento.html' title='La legge elettorale'/><author><name>red</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17132744523510058486</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1864449016613704386.post-7814591263857138486</id><published>2010-10-18T01:17:00.000+02:00</published><updated>2010-10-18T01:17:55.299+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='raniero'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='comitati Dossetti'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='lavalle'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='raniero la valle'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Giovanni Pecora'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='sinistra cristiana'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Pecora'/><title type='text'>LA VENDETTA AFGHANA</title><content type='html'>di Raniero La Valle&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://www.easyviaggio.com/base/imgs/cartes/it/AFGHANISTAN.gif" imageanchor="1" style="clear: left; cssfloat: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" ex="true" src="http://www.easyviaggio.com/base/imgs/cartes/it/AFGHANISTAN.gif" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;L’Afghanistan è l’ultimo – ma non ultimo – frutto avvelenato che si è lasciato dietro il fallimento del “nuovo secolo americano”: un secolo che, nella visione parossistica di Bush e della destra americana, irresponsabilmente sostenuta dai Blair e dai Berlusconi europei, avrebbe dovuto fare degli Stati Uniti il sovrano del mondo, del dollaro il metro di misura dell’universo, del sistema neoliberista l’unico regime economico e politico consentito, e degli “Stati canaglia” un deserto. Questa politica ha devastato l’economia mondiale, ha diffuso la povertà perfino tra i ricchi e reso più miserabili i poveri, ha distrutto l’Iraq, ha compromesso le prospettive di pace in Medio Oriente e ha impantanato gli eserciti occidentali in Afghanistan.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Se noi stiamo in Afghanistan a morire, ci stiamo per questo; ma non moriamo solo noi, ma anche sono morti quasi 2000 soldati della coalizione, e 40.000 afghani tra militari e civili, mentre centinaia di reduci americani ed inglesi si sono suicidati, come denuncia un appello lanciato dall’ex vescovo di Caserta mons. Nogaro. Se siamo lì in quel contagio di morte, ci stiamo non perché abbiamo fatto una scelta di valori (mettendo in campo per esempio la Costituzione italiana), ma perché, senza scelta, ci siamo messi al servizio di quell’empio disegno. &lt;/div&gt;&lt;a name='more'&gt;&lt;/a&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;Poi, quando tornano nelle bare, un vescovo militare dice a quei ragazzi uccisi che erano “profeti del bene comune, decisi a pagare di persona per ciò in cui hanno creduto e per cui hanno vissuto”, e che lo stavano facendo “nella consapevolezza di una strategia chiara e armonica”; ma non è vero, né per la coscienza di ciò che essi stavano facendo (in realtà “lavoravano”), né per la chiarezza della strategia, di cui l’unica cosa chiara è che non si sa come uscirne. &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Neanche Obama lo sa; perché è più facile entrare in una guerra che uscirne. Quando ci si entra garriscono i gagliardetti e la stampa incita al rapido massacro; ma quando se ne esce si porta a casa una sconfitta, e la colpa di un’inutile strage. &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Finché Obama non sa come uscirne (e ne avrebbe bisogno, per fedeltà alla sua stessa immagine), non lo sappiamo neanche noi, e non saranno certo quei giganti del pensiero che sono i nostri governanti e ministri a indicare la via. La cosa più ingegnosa pensata dal ministro La Russa è di mettere le bombe sugli aerei per impedire che saltino in aria gli automezzi a terra, che sarebbe come bombardare Palermo per impedire che ammazzino Falcone sull’autostrada di Capaci. &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;La guerra in Afghanistan si ammanta delle sovrastrutture ideologiche e perfino dei conforti religiosi che le Chiese sono solite offrire a tutte le guerre (fino a che non si convertano). Ma l’Afghanistan è più di una guerra: è una vendetta in forma di guerra, per lo stupro subito dall’America l’11 settembre, e non c’è mai lucidità nella vendetta. Ancora di più, l’Afghanistan è il macigno che il vecchio mondo, imperialista e violento, ha messo di traverso per impedire che si faccia strada un altro mondo di accoglienza reciproca, di corresponsabilità e di pace. È il manufatto con cui l’Occidente libero ha rimpiazzato il muro di Berlino eretto dall’Oriente malvagio, per ottenere gli stessi risultati di un mondo dominato e diviso. &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Il ritiro dall’Afghanistan non è perciò solo la fine di una vendetta (che di per sé non avrebbe bisogno di nessun altra motivazione), ma è anche la condizione di un nuovo inizio, la svolta necessaria per rendere pensabile un mondo diverso, e per rendere credibile ogni altra alternativa. È chiaro ad esempio che Obama non può chiedere ad Israele di ritirarsi dai territori occupati e di dare fiducia ai palestinesi, se non si fida degli afghani e ne presidia il territorio. Coloni gli uni, coloni gli altri; buoni ad alzare muri gli uni, a stabilire barriere gli altri, pronti a demonizzare i propri nemici gli uni, a considerarli tutti terroristi gli altri. &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;L’Afghanistan è il simbolo di un tempo in cui non si sa più fare la guerra, e non si sa fare la pace, non si sa più dominare, e non si sa cooperare, non si sanno più dire le bugie, ma non si osa ancora dire la verità. Senza chiudere il buco nero dell’Afghanistan, l’America non potrà uscire dall’era di Bush, Obama non potrà governare, la storia resterà rattrappita; e la guerra perpetua, come modello del rapporto tra i potenti ed i deboli, non potrà avere fine: una guerra a bassa intensità, abbastanza bassa da poter essere detta “missione di pace”; almeno, finché si riesca a controllarla.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: right;"&gt;Raniero La Valle&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1864449016613704386-7814591263857138486?l=www.ranierolavalle.it' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://www.ranierolavalle.it/feeds/7814591263857138486/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.ranierolavalle.it/2010/10/la-vendetta-afghana.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1864449016613704386/posts/default/7814591263857138486'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1864449016613704386/posts/default/7814591263857138486'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://www.ranierolavalle.it/2010/10/la-vendetta-afghana.html' title='LA VENDETTA AFGHANA'/><author><name>red</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17132744523510058486</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1864449016613704386.post-1104777298996784761</id><published>2010-10-04T01:58:00.004+02:00</published><updated>2010-10-04T02:39:21.368+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='raniero'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='comitati Dossetti'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='lavalle'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='raniero la valle'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Giovanni Pecora'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='sinistra cristiana'/><title type='text'>Raniero La Valle parla dal palco del NoBDay2 - 2/10/2010</title><content type='html'>&lt;object data="http://www.radioradicale.it/swf/fp/flowplayer.swf?30105&amp;amp;config=http://www.radioradicale.it/scheda/embedcfg/312231/2488809" height="330" type="application/x-shockwave-flash" width="400"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.radioradicale.it/swf/fp/flowplayer.swf?30105&amp;config=http://www.radioradicale.it/scheda/embedcfg/312231/2488809" /&gt;&lt;param name="allowFullScreen" value="true" /&gt;&lt;param name="allowscriptaccess" value="always" /&gt;&lt;/object&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;CLICCA SUL LINK PER ANDARE AL SITO DI RADIO RADICALE, NELLA PAGINA DOVE TROVERETE IL LINK ALL'INTERVENTO DI RANIERO LA VALLE: &lt;a href="http://www.radioradicale.it/scheda/312231"&gt;http://www.radioradicale.it/scheda/312231&lt;/a&gt; &lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_cLHkjs5BZx8/TKkh6xzmvZI/AAAAAAAAAIo/qPRbzKcZJhg/s1600/Raniero+La+Valle+al+NoBDay2.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; cssfloat: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="337" px="true" src="http://3.bp.blogspot.com/_cLHkjs5BZx8/TKkh6xzmvZI/AAAAAAAAAIo/qPRbzKcZJhg/s400/Raniero+La+Valle+al+NoBDay2.jpg" width="400" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1864449016613704386-1104777298996784761?l=www.ranierolavalle.it' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://www.ranierolavalle.it/feeds/1104777298996784761/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.ranierolavalle.it/2010/10/raniero-la-valle-parla-dal-palco-del.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1864449016613704386/posts/default/1104777298996784761'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1864449016613704386/posts/default/1104777298996784761'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://www.ranierolavalle.it/2010/10/raniero-la-valle-parla-dal-palco-del.html' title='Raniero La Valle parla dal palco del NoBDay2 - 2/10/2010'/><author><name>red</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17132744523510058486</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_cLHkjs5BZx8/TKkh6xzmvZI/AAAAAAAAAIo/qPRbzKcZJhg/s72-c/Raniero+La+Valle+al+NoBDay2.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1864449016613704386.post-549414814576431021</id><published>2010-10-02T16:41:00.002+02:00</published><updated>2010-10-02T16:46:50.404+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='raniero'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='comitati Dossetti'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='lavalle'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='raniero la valle'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Giovanni Pecora'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='sinistra cristiana'/><title type='text'>Il re è mascherato</title><content type='html'>di Raniero La Valle&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://www.voraszancle.org/wp-content/uploads/2009/03/berlusca.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; cssfloat: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" px="true" src="http://www.voraszancle.org/wp-content/uploads/2009/03/berlusca.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;Prima di lasciare la scena, il re vi compare mascherato, nell’estremo tentativo di salvare il suo potere. È questo che ha fatto Berlusconi nelle giornate parlamentari del 29 e 30 settembre, che hanno segnato la sua sconfitta perché hanno dimostrato che ormai l’opposizione non è più solo dei gruppi di minoranza, ma di due gruppi della stessa maggioranza – i finiani e i siciliani di Lombardo – che lo tengono in pugno, gli hanno dato una fiducia condizionata e lo hanno umiliato con durissimi discorsi di demolizione e di critica. &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Con quale maschera il presidente del Consiglio si è travisato per non cadere dal trono?&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Anzitutto si è presentato come una personcina per bene, conciliante e pronto al dialogo con i suoi e con i loro, nascondendo che “i loro” li aveva sempre trattati con odio apostrofandoli come antitaliani e comunisti, e “i suoi” li aveva cacciati dal partito e contro&lt;br /&gt;&lt;a name='more'&gt;&lt;/a&gt;&amp;nbsp;colui che aveva alle sue spalle aveva aizzato i suoi bravi che attraverso i giornali e i dossiers distruggessero lui e la sua famiglia. &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Poi si è messo la maschera dello statista democratico intento notte e giorno a difendere le prerogative del Parlamento (questo era il discorso “alto”), lui che in Parlamento non ci va mai (per non perdere tempo) che lo ha espropriato del suo ruolo con i voti di fiducia e i decreti legge, e nel discorso di Yaroslav in Russia del 10 settembre ha detto ai dirigenti internazionali sbigottiti che le Camere sono il vero difetto del sistema messo su dai costituenti italiani, perché il governo non può fare “immediatamente” quello che vuole, ma “deve far passare tutta la sua attività attraverso l’approvazione delle Camere”. &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Il re nudo ha poi messo la maschera del leader che media le dialettiche interne al suo partito, con un leggero rimprovero se vanno un po’ oltre il segno, mentre a Yaroslav aveva bollato i dissidenti come mestieranti della politica che volevano farsi la loro “piccola azienda”, e aveva dato assicurazioni al suo amico russo e al coreano che in Italia non stava succedendo nulla e il governo sarebbe andato avanti, illeso e incurante di queste piccole beghe del teatrino della politica.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Il re soccombente ha poi messo la maschera di chi va col cappello in mano a chiedere i voti di tutti, senza comprare i voti di nessuno, quando aveva disperatamente cercato di rendere superflui i voti di Fini e di Bocchino, e aveva lanciato la campagna acquisti per raggiungere la fatidica quota di 316 deputati “autosufficienti”; qui si è molto polemizzato su questa immoralità che porta in Parlamento e nella politica il calcio-mercato; ma si è fatto un torto al calcio e al mercato perché almeno lì non si compra chiunque, ma solo chi ha qualche talento nel giocare a pallone, mentre qui si comprano anche i brocchi, alla sola condizione che dicano sì.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Tutte queste maschere sono cadute. E l’ultima maschera caduta al re talismano, è quella della sua popolarità, fonte di ogni potere. Questa popolarità aveva fatto di lui il modello da imitare, che egli poteva modificare a suo piacere. Come racconta Elias Canetti in Massa e potere in Cina quando l’imperatore rideva, tutti ridevano, anche i mandarini ridevano, e se l’imperatore era triste i mandarini si facevano mesti in volto: “si poteva pensare che i loro volti fossero fatti di piume e che l’imperatore potesse a suo piacimento toccarle e metterle in movimento”: maschera il re e maschere i sudditi. &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Anche da noi Berlusconi rideva e i suoi appassionati ridevano e dicevano meno male che Silvio c’è. Ma ora anche questa maschera è caduta, la popolarità (il “gradimento”, come dice lui) è precipitata nei sondaggi e non c’è più passione per lui. Alla Camera mentre i discorsi degli oppositori facevano scintille (e quello di Di Pietro addirittura fulmini e saette), i discorsi degli apologeti erano piatti e noiosi, tanto che quando parlava Cicchitto perfino Berlusconi dormiva; e a Palazzo Madama, per disdegno, i senatori a vita non hanno neanche votato.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Dunque questa è una pagina da chiudere al più presto. Non è più neanche questione dei punti programmatici del governo, difesa della vita (per i cattolici) e ponte sullo Stretto (per le mafie), compressione della domanda interna (per la Banca europea) e centrali nucleari (per l’industria); è questione di una dignità da restaurare. È quella che l’Italia ha perduto, sia all’interno, come figura pubblica della comunità nazionale, avvilita nel degrado etico che neanche la CEI vuole più sopportare (“la pazienza è finita”, non solo per la Confindustria), sia all’estero per il discredito guadagnato con il resto del mondo. &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Senza dignità non c’è più né destra né sinistra, non c’è politica e non c’è Paese. Perché la destra e la sinistra, la politica e il Paese possano tornare ad esistere, è dalla dignità che bisogna ripartire.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: right;"&gt;Raniero La Valle&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1864449016613704386-549414814576431021?l=www.ranierolavalle.it' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://www.ranierolavalle.it/feeds/549414814576431021/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.ranierolavalle.it/2010/10/il-re-e-mascherato.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1864449016613704386/posts/default/549414814576431021'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1864449016613704386/posts/default/549414814576431021'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://www.ranierolavalle.it/2010/10/il-re-e-mascherato.html' title='Il re è mascherato'/><author><name>red</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17132744523510058486</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1864449016613704386.post-6893864878969432037</id><published>2010-09-24T19:46:00.001+02:00</published><updated>2010-09-24T21:58:56.905+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='comitati Dossetti'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='raniero la valle'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Giovanni Pecora'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='sinistra cristiana'/><title type='text'>Paradiso vuol dire libertà, la libertà è per il paradiso</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;Colloquio con Raniero La Valle: parla del suo ultimo libro “Paradiso e libertà”. Protagonista l’uomo, «quel Dio peccatore». Paradiso da salvare da chi pretende l’appalto del potere del mondo e taccia di moralismo le critiche al suo impero, dall’alba dei tempi a Berlusconi&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;di Maurizio Chierici &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://domani.arcoiris.tv/wp-content/uploads/2010/09/copertinaLV-203x300.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; cssfloat: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" px="true" src="http://domani.arcoiris.tv/wp-content/uploads/2010/09/copertinaLV-203x300.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;L’ultimo saggio di Raniero la Valle completa la trilogia pubblicata da Ponte alle Grazie: “Prima che l’amore finisca” analizza l’eredità del Novecento e “Se questo è un Dio” risponde alla questione di Dio che la modernità aveva chiuso. Quel Dio morto negli anni ’60, il Dio che la borghesia del benessere rifiuta di incontrare o nega di aver mai conosciuto.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;• &lt;em&gt;Perché il libro riprende il filo dei saggi che lo precedono?&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Perché avevo un debito. Io fin da piccolo sono stato nella Chiesa, ho patito la guerra, sono andato all’Università, ho diretto un quotidiano, ho vissuto il Concilio Vaticano II e ne ho raccontato, prima di ogni altro storico, la storia, perché ne facevo giorno per giorno la cronaca mettendo insieme notizie, documenti e testimoni. Sono stato sedici anni in Parlamento, prima al Senato poi alla Camera, ho partecipato per breve tempo al governo di Roma da un ufficio che stava sotto Marco Aurelio nella piazza del Campidoglio, ho girato molte terre, alcune in fiamme, ho conosciuto persone straordinarie di ogni mondo, mi sono sposato due volte (scomparsa la mia prima moglie), non ho figli ma tanti nipoti e nipotini che talvolta è perfino difficile ricordarne il nome, e a questo punto qualcuno potrebbe chiedermi: “Che cosa hai capito?” A suo modo questo libro, come i due precedenti, è una risposta.&lt;/div&gt;&lt;a name='more'&gt;&lt;/a&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;• &lt;em&gt;Che cosa hai capito?&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Anzitutto perché ci si innamora così fortemente.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;• &lt;em&gt;Perché?&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Perché quando ad esempio nell’”Aida” un prode capitano egiziano dice a una schiava etiope che ama: “Celeste Aida”; quando nell’”Iliade” i saggi Troiani che siedono alle Porte Scee vedendo arrivare la bella Elena dicono: “è divina”; quando nel Cantico dei Cantici, che è il più bel libro della Bibbia, si dice che l’amore tra quell’uomo e quella donna “è fiamma di Dio”, ed è la sola volta che lì Dio è nominato, queste espressioni non sono iperboliche, sono vere. Vero è che la donna è divina, che l’uomo è divino. Perciò anche l’amore è divino.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;• &lt;em&gt;Come può l’uomo essere divino? Tutta la civiltà occidentale dice che se è un uomo, non può essere Dio.&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Non è vero. In Occidente si afferma con forza la dignità, la “dignitas” dell’uomo. Ma che cos’è la “dignitas” dell’uomo se non la sua “divinitas”? È questo lo specifico umano, ciò che distingue l’uomo dagli “altri” animali, quella differenza sostanziale che nel processo evolutivo gli scienziati non riescono a trovare. Del resto nella lettera a Tito san Paolo per definire la natura buona di Dio parlava della “humanitas” di Dio: Dio è buono in quanto è “umano”. Così, in questo scambio dei linguaggi, per dire la vera natura dell’uomo si deve parlare della sua “divinitas”, nel che sta la sua dignità.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;• &lt;em&gt;Non tutti gli uomini sono degni, se sono così capaci di male.&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Gli uomini non peccherebbero, non farebbero il male, se non fossero liberi. La libertà è ciò che di Dio è in loro. Si è discusso, nella Chiesa, in che senso l’uomo fosse, come dice la Bibbia, “immagine di Dio”. La risposta prevalente (che arriva fino a Benedetto XVI) è che l’immagine sta nella ragione. Invece (lo diceva con forza San Bernardo) sta nella libertà. Perciò la libertà è santa: altro che “bieco illuminismo” come è stato scritto in recenti polemiche guelfe in Italia. Nel Duecento un editto con cui a Bologna furono liberati i servi, si chiamò “Liber Paradisus”, libro Paradiso. Il Paradiso è dunque il luogo, e gli eventi, in cui gli uomini vengono a libertà. Perciò ogni volta che gli uomini si liberano, o sono liberati, c’è più paradiso in terra, e si prepara quello celeste.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;• &lt;em&gt;Però, se si fa il male, l’immagine di Dio si perde, e il paradiso non c’è.&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;No, l’immagine permane, anche se si compie ciò che è male. I teologi medievali erano fermissimi su questo. Perché una cosa è l’immagine, l’impronta divina nell’uomo, altra cosa è la somiglianza. Anche Hitler portava in sé l’immagine di Dio, ma non gli rassomigliava per niente. La somiglianza sta nell’usare la libertà per il bene, di cui non è vero che l’uomo non sia capace, nonostante le antropologie pessimistiche fondate sul peccato. Questo è dunque il senso di “Paradiso e libertà”: il Paradiso è libertà, ma la libertà si deve usare per il Paradiso.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;• &lt;em&gt;Che cos’altro hai capito?&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Ho capito che nonostante la tragica situazione in cui l’umanità è venuta oggi a cadere, anche per colpa sua, l’uomo può farcela a riprendere in mano la terra e la storia. Nel Novecento furono espresse sentenze un po’ disperate, si disse che a questo punto solo un Dio ci poteva salvare, cioè solo un miracolo. Ma l’uomo è questo miracolo. Le risorse ci sono, e sono nella natura stessa dell’uomo e della donna, come sono usciti dalle mani di Dio o, come dico nel libro, messi in vita dal “bacio di Dio”.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;• &lt;em&gt;Ma ce la può fare l’uomo da solo?&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Ce la può fare l’umanità tutta intera, perché l’umanità non è solo umana, è il corpo di Dio (“corpus Domini”, dice la Chiesa).&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;• &lt;em&gt;Ma questo non vuol dire consegnarsi alla Chiesa?&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;L’amore di Dio sta nella Chiesa, ma è oltre la Chiesa ed è prima della Chiesa. Non tutto comincia con la Chiesa visibile. Anche prima del Cristo storico l’umanità giungeva a salvezza, perché il Cristo, il “Verbo”, è da sempre, come il Padre. Non vedere ciò porta gravi conseguenze. GS e Comunione e Liberazione nacquero dall’idea che Cristo fosse il cominciamento assoluto, e perciò credettero che l’unica cosa necessaria fosse “essere Chiesa”, e che la loro comunità era questa Chiesa, come luogo in cui stare in continuazione di lui. A questa condizione si poteva senza remore usare il potere, prendere in appalto il mondo, con l’idea che la Chiesa stessa fosse il mondo salvato, e così le critiche al cattivo uso del potere e del mondo potevano essere tacciate di “moralismo”: e ancora lo sono, così si arriva fino a Berlusconi, e alla sua assoluzione da ogni peccato, compresi i cari, vecchi peccati “de sexto”. Ma il Cristo storico non è lo spartiacque tra l’essere e il non essere del mondo, l’essere o non essere di Dio nel mondo, egli viene dal principio e si inserisce in una storia, che non è solo quella del popolo ebreo, ma dell’umanità tutta con le sue religioni le sue civiltà e le sue culture; Gesù di Nazaret fa conoscere il Dio che c’era già prima e lo spiega agli ebrei che non l’avevano capito; e così comincia una storia nuova per tutti. La Chiesa, che nasce da lì, è distinta dal mondo, perché anch’essa deve stare a sentire quello che dice lo Spirito, ed è al servizio di questi “tutti” del mondo; rientrare nel ghetto, vuol dire tornare alla storia vecchia, e così l’umanità non ce la può fare.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;• &lt;em&gt;E ce la può fare?&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Non i singoli popoli da soli, o peggio in guerra tra loro, ma l’umanità tutta intera composta nella sua unità, nella varietà delle forme, delle politiche e delle fedi, che sono le vie di transito tra l’uno e l’altro Paradiso. Come dice il Concilio: “Unico diventa il destino della umana società senza diversificarsi più in tante storie separate”.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://domani.arcoiris.tv/paradiso-vuol-dire-liberta-la-liberta-e-per-il-paradiso#more-9318"&gt;http://domani.arcoiris.tv/paradiso-vuol-dire-liberta-la-liberta-e-per-il-paradiso#more-9318&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1864449016613704386-6893864878969432037?l=www.ranierolavalle.it' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://www.ranierolavalle.it/feeds/6893864878969432037/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.ranierolavalle.it/2010/09/paradiso-vuol-dire-liberta-la-liberta-e.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1864449016613704386/posts/default/6893864878969432037'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1864449016613704386/posts/default/6893864878969432037'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://www.ranierolavalle.it/2010/09/paradiso-vuol-dire-liberta-la-liberta-e.html' title='Paradiso vuol dire libertà, la libertà è per il paradiso'/><author><name>red</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17132744523510058486</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1864449016613704386.post-7782653197165572410</id><published>2010-09-24T19:40:00.000+02:00</published><updated>2010-09-24T19:40:42.237+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='raniero'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='comitati Dossetti'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='lavalle'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='raniero la valle'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Giovanni Pecora'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='sinistra cristiana'/><title type='text'>Il Concilio mancato</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;di Raniero La Valle&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://blog.fotocommunity.net/it/vangelo.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; cssfloat: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="238" px="true" src="http://blog.fotocommunity.net/it/vangelo.jpg" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;C’è stato a Napoli, a metà settembre, il terzo degli incontri promossi da cristiani non dimentichi del Concilio e desiderosi di rimettere al centro “Il Vangelo che abbiamo ricevuto”. I primi convegni, nei due anni precedenti, si tennero a Firenze, sull’onda di una sofferenza diffusa sulla situazione della Chiesa di oggi, soprattutto italiana; ma furono evitati i toni polemici e contestatari per volgere il discorso soprattutto al positivo.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Quest’anno, sotto il titolo bonhoefferiano “Pregare e fare ciò che è giusto tra gli uomini”, si è parlato della crisi: in Italia, della democrazia, della Costituzione e della giustizia; nella Chiesa, del Concilio; e qui la domanda è stata se il Concilio fosse stato tradito.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Certamente c’è un conflitto sul Concilio, esploso alla luce del sole in occasione del richiamo in servizio del vecchio ordinario della Messa tridentina, e della reintegrazione dei vescovi scismatici di Lefebvre. Il terreno su cui si svolge il conflitto è quello delle interpretazioni del Concilio, ed è bene che la discussione sia uscita allo scoperto. Ma si può parlare di un Concilio tradito? Il processo di&lt;/div&gt;&lt;a name='more'&gt;&lt;/a&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&amp;nbsp;ricezione di un Concilio avviene nel tempo lungo, e non si può in un momento dato, anche se è il momento in cui si sta vivendo, stabilire quanto di esso è passato o è caduto nella Chiesa.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Ma siamo sicuri che il vero conflitto sul Concilio sia quello sui temi più dibattuti – la Chiesa, l’ecumenismo, la libertà religiosa, il rapporto con le religioni non cristiane – su cui i due schieramenti sono ben definiti, e si sa perfettamente chi sta da una parte e chi dall’altra? Non c’è anche un Concilio che non è stato raccolto, non è stato continuato, e che perciò in un certo senso si potrebbe considerare tradito, e non solo dai denigratori del Concilio ma anche dai suoi fautori e discepoli?&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;In questa direzione. di un Concilio rimasto nascosto, un Concilio ancora da scoprire e magari proprio nelle cose più importanti, mi sembra utile scavare. E allora emergono tre fasci di luce, accesi dal Concilio, e poi subito spenti.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Il primo è la percezione, espressa dal Concilio, della novità della condizione umana. Nulla è più come prima. Nuova, dice il Concilio, è la strada su cui “l’umanità si è messa da poco”. Troppe cose sono mutate, per continuare a pensare nello stesso modo di prima, &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;“Così il genere umano - dice la Costituzione pastorale del Concilio - passa da una concezione piuttosto statica dell'ordine delle cose, a una concezione più dinamica ed evolutiva. Ciò favorisce il sorgere di un formidabile complesso di nuovi problemi, che stimola ad analisi e a sintesi nuove”. &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Questa strada non è stata continuata. Altrimenti non ci si sarebbe accaniti a dire che il Concilio non ha cambiato nulla, perché tanto era solo pastorale. Al contrario il Concilio ha cercato nella nuova situazione di capire meglio la fede, tanto è vero che è stata poi superata, da parte di Benedetto XVI, la vecchia dottrina che escludeva dalla salvezza i bambini (ma anche gli adulti) morti senza battesimo.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Dunque non c’è un impedimento dogmatico al cambiamento, ed è tradire il Concilio prendere da esso solo le conferme e ricusarne le novità, vincolandone l’interpretazione all’invarianza. E quanto alla “concezione più dinamica ed evolutiva” essa dovrebbe far chiudere il contenzioso sul creazionismo, che è un problema non da teologi ma da scienziati; e dovrebbe indurci a porre non nel passato, ma nel futuro la pienezza della vita; la perfezione, l’Eden non sta nel passato e nemmeno solo nel futuro remoto, ma nell’oggi di Dio che si comunica ad ogni uomo. &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;La seconda direzione è quella della rivoluzione antropologica del Concilio; abbandonata la concezione pessimista, il Concilio non ha tratto dal peccato la conseguenza che la natura dell’uomo sarebbe stata deturpata irrimediabilmente e consegnata alla morte, per effetto dell’antica punizione meritata dall’uomo nel giardino. Il Concilio pensa invece a un Dio che non si è mai dimenticato dell’uomo, mai lo ha abbandonato o scacciato, ma sempre lo ha aiutato a salvarsi, in vista di Cristo. Ma qui allora le conseguenze sono enormi, ne viene un nuovo statuto dell’umano, un gioioso riconoscimento delle capacità naturali dell’uomo e della sua libertà, e ciò proprio grazie a un dono mai revocato di Dio. Questo vuol dire che l’uomo può farcela nell’attuale distretta della storia, restando nel suo limite umano, nella sua divina laicità.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;La terza direzione è quella che riguarda la Chiesa. Nel Concilio essa ha avuto la forza di rimettere in discussione il suo monopolio religioso - non la sua verità - rompendo l’identificazione tra la universale Chiesa di Cristo e la Chiesa storica e visibile. È stata una “kenosi”, una spoliazione, perché in tal modo la Chiesa rinunciava a presentarsi come l’unico sportello del cielo aperto sulla terra, come l’esclusiva dogana di Dio; e dunque rinunziava a un potere che già non era più un potere temporale, ma spirituale. Perciò sarebbe davvero mancare il Concilio se ora si volesse restaurare questo potere, tornare ai giorni dell’onnipotenza. Sviluppare il Concilio fino alle sue ultime conseguenze vorrebbe dire invece uscire dai confini della Chiesa costituita, per abbracciare nel dono di Dio l’umanità tutta intera. &lt;/div&gt;Raniero La Valle&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1864449016613704386-7782653197165572410?l=www.ranierolavalle.it' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://www.ranierolavalle.it/feeds/7782653197165572410/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.ranierolavalle.it/2010/09/il-concilio-mancato.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1864449016613704386/posts/default/7782653197165572410'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1864449016613704386/posts/default/7782653197165572410'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://www.ranierolavalle.it/2010/09/il-concilio-mancato.html' title='Il Concilio mancato'/><author><name>red</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17132744523510058486</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1864449016613704386.post-1634936018780030134</id><published>2010-09-15T00:22:00.000+02:00</published><updated>2010-09-15T00:22:58.637+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='raniero'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='comitati Dossetti'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='raniero la valle'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Giovanni Pecora'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='sinistra cristiana'/><title type='text'>Yaroslavl Berlusconi</title><content type='html'>di Raniero La Valle&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://www.claudiocaprara.it/mediamanager/sys.user/38949/Silvio%20Berlusconi%20e%20Vladimir%20Putin%20con%20colbacco.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; cssfloat: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;i
